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Brexit, mercati hanno perso le speranze che si esca dall’impasse

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Le parole ben poco concilianti del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk sui promotori della Brexit che si meritano un posto all’inferno hanno innervosito gli operatori di Borsa, già spazientiti dai continui tira e molla tra Bruxelles e Londra. Pesa anche il timore di un rallentamento della crescita.

Piazza Affari chiude in forte calo subendo il contraccolpo dell’annuncio della Commissione Ue, con il FTSE MIB che accusa una perdita del 2,59%. All’interno comparto bancario, l’aumento dello spread ha offuscato delle trimestrali tendenzialmente positive. Solo Banco Bpm riesce a chiudere in territorio positivo. Sprofonda FCA dopo la pubblicazione dei conti. Male anche Saipem (-6,09%) e Prysmian (-5,78%).

In Eurozona, dove l’indice EuroStoxx50 ha registrato un ribasso dell’’1,93%, pesano i dati deludenti sulla produzione industriale tedesca (-0,7%). La recessione, che ha colpito la terza economia dell’area euro, è vicina anche per la locomotiva della regione. A questo si aggiungono i moniti lanciati ieri da Fmi e Upb sulle stime sul Pil troppo ottimiste del governo italiano. Il tutto mentre si attendono le stime economiche – pessimiste – della Commissione europea sull’Italia.

Sul secondario il risultato è un ampliamento dello Spread di rendimento tra Btp e Bund decennali. Il differenziale si avvia verso i 270 punti e la causa sono sempre due: lo scontro sui conti pubblici con l’Europa e le frizioni fra i due partiti al governo, per esempio su un dossier caldo come quello della TAV.

L’ennesima missione nella capitale belga della premier britannica Theresa May viene vista con scetticismo dai mercati. Sul Forex la sterlina scivola ai minimi di due settimane in vista della riunione della Banca d’Inghilterra. La divisa perde quasi mezzo punto percentuale nei confronti del dollaro attestandosi in area $1,29. È il livello più basso dallo scorso 22 gennaio.

Le speranze di uscire dall’impasse sono pressoché nulle. La leader dei conservatori tenterà di negoziare la questione spinosa della frontiera irlandese, ma l’UE si è mostrata sinora intransigente sul fatto che il backstop non si tocca. E sembra che May non abbia in mano una proposta concreta sulla Brexit. Il tutto mentre il tempo sta per scadere: il 29 marzo scatta l’articolo 50.

I mercati si aspettano insomma il ripetersi di uno scenario già visto a fine 2018 nell’ultima visita di May a Bruxelles. Il governo britannico cercherà di ottenere concessioni dai leader europei sul backstop al confine irlandese. Ma non riuscirà a ottenere la promessa ad apportare delle modifiche. D’altronde l’UE ha il coltello dalla parte del manico nelle trattative sulla Brexit. Le autorità europee hanno già fatto sapere di non essere intenzionate a rinegoziare l’accordo di divorzio. Il backstop non si cambia e May – e con lei tutto il Regno Unito – è con le spalle al muro.