Tusk: per promotori Brexit c’è “un posto speciale all’inferno”

6 Febbraio 2019, di Alberto Battaglia

In vista dell’incontro fra la Commissione Ue e Theresa May, domani a Bruxelles, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha ribadito la linea dei capi di governo sui margini di possibile rinegoziazione sul Brexit deal. Che, di fatto, sarebbero nulli.

“Oggi il nostro compito più importante è prevenire uno scenario d’uscita senza accordo. Vorrei ancora una volta sottolineare che la posizione dell’Ue è chiara” e cioè che “l’Ue27 non sta facendo alcuna nuova offerta. Permettetemi di ricordare che il Consiglio europeo di dicembre ha deciso che l’accordo di revoca non è aperto alla rinegoziazione. Spero che domani avremo la possibilità di sentire dal primo ministro May un suggerimento realistico su come porre fine all’impasse, in cui si è trovato il processo di ritiro ordinato del Regno Unito dall’Ue, in seguito agli ultimi voti nella Camera dei Comuni”.

Anche se l’accordo sulla Brexit non sarebbe emendabile, Tusk ha chiarito che l’Ue non “giocherà d’azzardo” sulla pace dell’isola irlandese.

“La massima priorità per noi rimane il problema del confine con l’isola d’Irlanda e la garanzia del mantenimento il processo di pace. Non c’è spazio per le speculazioni qui”, ha dichiarato Tusk, “credo fermamente che sia possibile una soluzione comune e farò tutto quanto è in mio potere per trovarla”.

In conclusione dell’intervento, i toni del presidente Tusk si fanno assai pessimisti. “Un senso di responsabilità ci dice anche di prepararci per un possibile fiasco”, ha detto, “il capo del governo irlandese e io abbiamo parlato delle azioni necessarie in caso di mancato accordo”.

E non manca una sonora bastonata per quei politici britannici che la Brexit l’hanno cercata, generando un putiferio politico:

A proposito [di No Deal], mi sono chiesto che aspetto abbia quel posto speciale nell’inferno, per coloro che hanno promosso la Brexit, senza nemmeno un abbozzo di un piano su come portarla avanti in sicurezza”.