Brexit, choc di cui c’è bisogno per salvare l’euro

21 Giugno 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Cinque anni dopo lo scoppio della crisi dei debiti sovrani, le autorità politiche dell’area euro hanno continuato a rimandare la soluzione ai problemi annosi della regione e la crisi del debito greca è tutt’altro che finita. Il tasso di disoccupazione, in particolare quella giovanile, è ancora su livelli tragicamente elevati nel sud d’Europa.

Alla luce di questi considerazioni, è comprensibile che minacciati dalla possibilità di un altro evento choc come l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, l‘establishment – banchieri e politici di tutto il continente – ha difeso il blocco ancora fragile politicamente ed economicamente dallo scenario di Brexit, per il timore che questo possa aprire la porta a simili movimenti secessionisti in Europa.

Per paura di un effetto domino le élite hanno dato il via a una propaganda senza precedenti e dai toni accesi. Tuttavia, un evento del genere potrebbe a lungo termine portare a un futuro più roseo per l’Europa e più nello specifico per quei paesi meno virtuosi che sono ancora indebitati fino al collo e hanno bisogno di aiuti esterni per restare finanziariamente a galla.

La crescita del Pil è irrisoria in molti paesi, anche in potenze come l’Italia e la Francia. Produttività e investimenti sono bassi e molti hanno paura che il settore bancario “zombie” – pieno di crediti inesigibili in portafoglio – debba ancora riprendersi dal disastro economico dei primi anni 2010. Senza contare la presenza minacciosa dello spauracchio della deflazione.

Tutto può accadere. Euro potrebbe uscirne più forte

Messe con le spalle al muro da un’eventuale successo del fronte del No all’Europa, le autorità potrebbero finalmente agire per porre rimedio ai loro errori e portare quella ventata di cambiamento che è necessaria da tempo.

Secondo Stewart Robertson, senior economist di Aviva Investors, mentre lo scenario di Brexit sarebbe un catalizzatore del cambiamento, potrebbe creare divisioni tra gli Stati membri. “Può succedere di tutto, l’Europa potrebbe uscirne rafforzata” così come indebolita, ha dichiarato all’emittente Cnbc.

“Se vincesse il fronte favorevole alla Brexit, vorrebbe dire o che si allargherà la frattura nel progetto dell’Unione Europea perché il blocco è stato messo in questione come organizzazione, oppure che lo choc servirà da promemoria alle autorità le quali finalmente potrebbero agire e mettere la casa in ordine“.

Fonte: CNBC