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Borse virano in rosso, petrolio giù. Brexit: interviene Banca d’Inghilterra

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Dopo che Wall Street ha chiuso in rialzo grazie al rimbalzo dell’1,42% dei titoli tecnologici, anche la Borsa di Tokyo sale e dopo aver sfiorato i massimi di quasi due anni chiude la seduta con un progresso dello 0,81%. Per il Nasdaq è stata la miglior seduta dell’anno. A favorire le Borse giapponesi in un contesto altalenante per l’azionario asiatico sono le speranze di un rafforzamento dell’economia e il costante indebolimento dello yen sul dollaro Usa, che viene favorito dai toni da falco usati da alcuni esponenti della Federal Reserve come il vice di Janet Yellen, William Dudley. Secondo uno dei grandi alleati di Yellen l’inflazione dovrebbe risalire di pari passo con i salari. Restando in ambito valutario, sul Forex l’euro parte bene in area 1,116 dollari.

Come Dudley, anche il Ceo di Goldman Sachs reputa che l’economia Usa attraversi un buono stato di forma, sebbene il manager non sia totalmente d’accordo sull’agenda politica del presidente Donald Trump. Ieri il presidente della Fed di New York e grande alleato di Yellen ha espresso ottimismo sulla congiuntura economica in Usa. In un discorso proferito all’università newyorchese della NYU, Charles Evans, numero uno della Fed di Chicago, ha invece sottolineato che sarebbe opportuno che la Fed aspettasse fino alla fine dell’anno prima decidere quando alzare di nuovo i tassi di interesse di riferimento. Oggi gli occhi sono puntati sulle notizie societarie, sui dati macro e sull’intervento di Mark Carney della Banca d’Inghilterra il giorno dopo l’avvio dei negoziati sulla Brexit.

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