Borse tese per Siria e verbali Fed: la chiave è il petrolio

12 Aprile 2018, di Daniele Chicca

Aspettando che la stagione delle trimestrali entri nel vivo, le Borse in Europa e in Asia sono nervose, con gli investitori che non hanno apprezzato le minute della Fed relative all’ultima riunione di marzo, per via delle prospettive di una strategia di politica monetaria più aggressiva del previsto, e che temono l’intensificarsi del conflitto in Medioriente e un caos politico a Washington. Il petrolio, al suo quarto giorno consecutivo di rialzi, si è portato sui massimi di tre anni, mentre i Treasuries e il dollaro sono compatti. Dai verbali della Federal Reserve è emerso che  il ritmo delle strette monetarie potrebbe essere un po’ più sostenuto del previsto, nonostante i rischi al ribasso evidenti con la guerra commerciale a tutto campo tra Cina e Stati Uniti che potrebbe avere un impatto negativo sul Pil della prima economia al mondo.

Ora gli investitori, in un contesto di crescente volatilità che le case di gestione intervenute al Salone del Risparmio reputano per lo più salutare, scommettono in un ciclo di rialzo dei tassi più moderato. Secondo gli analisti di Barclays le tensioni geopolitiche, con i timori di una escalation della guerra per procura in Siria che si stanno intensificando dopo le minacce del presidente Usa Donald Trump di sferrare un attacco, sono destinate a spingere il petrolio WTI sopra i 70 dollari al barile tra aprile e maggio. Nella seconda parte dell’anno potrebbe invece aprirsi una fase di correzione. Il petrolio, che ha toccato ieri i massimi di tre anni, oggi viaggia sui $72,30 al barile (contratto sul Brent), forte di un rialzo dello 0,32%.

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Daniele Chicca 12 Aprile 201810:37

Sul fronte obbligazionario, avvio debole per quello italiano: il rendimento decennale del BTP quota 1,810%, in rialzo dall’1,781% della chiusura di ieri. Lo spread con il Bund di riferimento si amplia a 132 punti da 129 punti base, distanziandosi dai minimi da settembre 2016 toccati la scorsa settimana, quando il differenziale si era ridotto fino a 122 punti base. Oggi il Tesoro colloca fino a 9,25 miliardi di euro in titoli di Stato a medio-lungo termine, tra cui il nuovo Btp 3 anni aprile 2021.

Daniele Chicca 12 Aprile 201810:42

Dopo una mezz’ora di contrattazioni la Borsa di Milano scambia in territorio positivo: il listino Ftse MIB guadagna lo 0,35% circa. In cima si piazzano i titoli Saipem, Stm, Unipol, Mediaset e Azimut. In calo invece Moncler, Telecom Italia, Brembo e Snam.

Daniele Chicca 12 Aprile 201813:47

Continua intanto il momento positivo delle criptovalute, che sui mercati interrompono la fase di cali tremenda iniziata nei primi del 2018. A favorire il rimbalzo delle quotazioni di Bitcoin, Ripple, Ether e compagnia è un rapporto di Barclays in cui si segnala che “la stagione dell’influenza” è finita per il Bitcoin. Il prezzo di una delle criptovalute più popolari nonché quella a maggiore capitalizzazione vale 6.859,60 dollari, in rialzo dell’1,59% sulla piattaforma Bitfinex. Intanto il direttore esecutivo dell’International Exchange (ICE) ha dichiarato che le monete digitali sono più affidabili della Fed.

La moneta digitale è ancora lontana dal picco di 20 mila dollari toccato a dicembre dell’anno scorso e fa fatica a rialzare la testa dopo che è calata fino a 6 mila dollari a febbraio. Detto questo le speculazioni ribassiste sulle criptovalute sono terminate secondo Joseph Abate, analista di Barclays. In una nota ai clienti lo strategist afferma che “la fase speculativi degli investimenti nelle criptovalute è terminata”. Il modello della banca sulle criptovalute mostra che le persone che sono “suscettibili” o che hanno comprato per paura di perdere il treno, rappresentano il 25% della popolazione mondiale, ma molte persone sono “immuni” alla “malattia”.

Daniele Chicca 12 Aprile 201815:23

I future sui principali indici di Wall Street indicano che l’avvio sarà positivo: si allentano le tensioni sulla Siria mentre prende il via la stagione delle trimestrali, la prima dell’anno, che stanno alle attese del mercato dovrebbe essere positiva. Gli analisti stimano un utile in miglioramento del 18,5% rispetto a un anno fa per le aziende quotate sull’S&P 500. Sarebbe l’incremento più marcato degli ultimi sette anni, secondo i sondaggi di Thomson Reuters. Trump intanto sembra aver ridimensionato la minaccia di un intervento militare in Siria.

Daniele Chicca 12 Aprile 201816:01

Dopo che Donald Trump ha lasciato intendere che un intervento militare in Siria non è imminente, sui mercati finanziari è tornata una certa calma, anche in previsione di una stagione delle trimestrali che si preannuncia positiva. Secondo le stime raccolte da Thomson Reuters gli utili delle aziende quotate sull’indice S&P 500 dovrebbero risultare del 18,5% più alti in media rispetto a un anno fa. Wall Street ha aperto gli scambi in buon progresso.

Alle 15.35 circa l’S&P 500 avanza dello 0,7%, l’indice paneuropeo Stoxx Europe 600 guadagna mezzo punto percentuale, mentre l’indice dell’azionario globale MSCI All-Country World Index fa segnare un più 0,2%. Sul valutario l’euro paga gli ultimi dati deludenti sulla produzione industriale europea, in calo per il terzo mese di fila. Il dollaro guadagna terreno, mentre i titoli di Stato Usa scendono. Complice l’alleviarsi delle tensioni geopolitiche, il petrolio si prende una pausa dopo i rialzi delle ultime sedute che hanno visto il contratto sul Brent salire fino a 73 dollari al barile (vedi grafico).