Borse tese per report lavoro Usa, volatilità e tassi Bond al 3%

4 Maggio 2018, di Daniele Chicca

Dopo un contesto esterno ideale di ‘Goldilocks’, caratterizzato da una crescita dell’economia coordinata accompagnata da un’inflazione fredda, gli investitori e i gestori si preparano a un 2018 più volatile sia per l’economia che per i mercati finanziari. In particolare preoccupa l’andamento dei rendimenti obbligazionari Usa: il tasso decennale ha superato la barriera del 3% (toccato il 3,022% il 24 aprile) per la prima volta da gennaio 2014 come effetto dei timori legati alla possibilità di una maggiore aggressività delle politiche monetarie della Fed in risposta all’espansione dell’inflazione.

Le paure si sono diffuse a macchia d’olio anche sui mercati azionari, con l’indice S&P 500 e il Dow Jones che hanno perso un po’ terreno ultimamente. Le banche Usa che sono ora in rosso nel 2018. I mercati non sono più tanto convinti che la fase rialzista da record continui per le Borse. Stanno crescendo anche le tensioni geopolitiche, con l’accordo nucleare iraniano a rischio e per via delle persistenti tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti. Tornando al mercato del reddito fisso, l’appiattimento della curva dei rendimenti ai minimi da ottobre 2007 (vale meno di 49 punti base), con il titolo a due anni che rende ormai quasi il 2,5% in Usa, lancia un segnale di un rallentamento dell’economia.

L’appiattimento della curva sotto lo 0,5%, spesso un indice anticipatore di uno stato di recessione, è iniziato da quando Jerome Powell ha avvertito che i prezzi “elevati” degli asset in alcune aree dell’economia e un ciclo di strette monetarie potenzialmente più aggressivo nei prossimi due anni da parte della banca centrale americana. Mark Holman, amministratore delegato di Twenty Four Asset Management, ritiene tuttavia che non ci sia nulla da temere e che in assenza di un evento cigno nero, non ci sarà alcuna recessione nei prossimi due anni.

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Daniele Chicca 4 Maggio 201814:34

In aprile gli Stati Uniti hanno creato 164 mila posti di lavoro, meno dei 192 mila posti di lavoro dopo i 103 mila di marzo. Il tasso di disoccupazione è sceso al 3,9%, mentre i salari sono saliti dello 0,1% meno dello 0,2% atteso su base mensile dopo lo 0,3% riportato a marzo. Su base annuale l’incremento è stato del 2,6%, meno del +2,7% previsto che sarebbe stato in linea con i dati di marzo. Il tasso di partecipazione alla forza lavoro si è attestato al 62,8% sotto il 62,9% del mese precedente.

Sul Forex il dollaro consolida i rialzi della settimana con i dati macro in Europa che stanno penalizzando l’euro. Lato azionario, i futures sui principali indici di Borsa sono in calo moderato. I contratti sull’S&P 500 cedono lo 0,29% circa al momento.

Daniele Chicca 4 Maggio 201814:35

In aprile gli Stati Uniti hanno creato 164 mila posti di lavoro, meno dei 192 mila posti attesi dopo i +103 mila di marzo. Il tasso di disoccupazione è sceso al 3,9%, mentre i salari sono saliti dello 0,1% meno dello 0,2% atteso su base mensile dopo lo 0,3% riportato a marzo. Su base annuale l’incremento è stato del 2,6%, meno del +2,7% previsto che sarebbe stato in linea con i dati di marzo. Il tasso di partecipazione alla forza lavoro si è attestato al 62,8% sotto il 62,9% del mese precedente.

Sul Forex il dollaro consolida i rialzi della settimana con i dati macro in Europa che stanno penalizzando l’euro. Lato azionario, i futures sui principali indici di Borsa sono in calo moderato. I contratti sull’S&P 500 cedono lo 0,29% circa al momento.

Daniele Chicca 4 Maggio 201814:36

In aprile gli Stati Uniti hanno creato 164 mila posti di lavoro, meno dei 192 mila posti attesi dopo i +103 mila di marzo. Il tasso di disoccupazione è sceso al 3,9%, contro il 4% previsto, mentre i salari sono saliti dello 0,1% meno dello 0,2% atteso su base mensile dopo lo 0,3% riportato a marzo. Su base annuale l’incremento è stato del 2,6%, meno del +2,7% previsto che sarebbe stato in linea con i dati di marzo. Il tasso di partecipazione alla forza lavoro si è attestato al 62,8% sotto il 62,9% del mese precedente.

Sul Forex il dollaro consolida i rialzi della settimana con i dati macro in Europa che stanno penalizzando l’euro. Lato azionario, i futures sui principali indici di Borsa sono in calo moderato. I contratti sull’S&P 500 cedono lo 0,1% circa al momento, facendo meglio di quanto non mostrassero gli schermi prima della pubblicazione del report occupazionale governativo.

Daniele Chicca 4 Maggio 201814:38

In aprile gli Stati Uniti hanno creato 164 mila posti di lavoro, meno dei 192 mila posti attesi dopo i +103 mila di marzo. Il tasso di disoccupazione è sceso al 3,9% ai minimi dal 2001, contro il 4% previsto, mentre i salari sono saliti dello 0,1% meno dello 0,2% atteso su base mensile dopo lo 0,3% riportato a marzo. Su base annuale l’incremento è stato del 2,6%, meno del +2,7% previsto che sarebbe stato in linea con i dati di marzo. Il tasso di partecipazione alla forza lavoro si è attestato al 62,8% sotto il 62,9% del mese precedente.

Sul Forex il dollaro consolida i rialzi della settimana (il Dollar Index fa +0,1% a 92,51), con i dati macro in Europa che stanno penalizzando l’euro. Lato azionario, i futures sui principali indici di Borsa sono in calo moderato. I contratti sull’S&P 500 cedono lo 0,1% circa al momento, facendo meglio di quanto non mostrassero gli schermi prima della pubblicazione del report occupazionale governativo.

Daniele Chicca 4 Maggio 201816:03

L’S&P 500 si è portato sotto la media mobile a 200 giorni che si attesta a 2.615 punti, prima di riportarsi in area 2.625 punti. Le perdite sono al momento di appena 4 punti. È da marzo del 2016 che l’indice allargato non chiude al di sotto della media mobile a 200 giorni.

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Daniele Chicca 4 Maggio 201817:46

Piazza Affari archivia l’ultima seduta della settimana in progresso: il listino Ftse Mib guadagna oltre l’1% in chiusura. Guida il listino Ferrari con un balzo di oltre il 7%; positive anche Exor, Fca, Mediaset, Telecom Italia, Mediobanca. In controtendenza si sono mossi Moncler, Generali, Leonardo, Ferragamo e Campari.

Daniele Chicca 4 Maggio 201817:46

L’S&P 500 si è portato sotto la media mobile a 200 giorni che si attesta a 2.615 punti, prima di riportarsi in area 2.625 punti. Le perdite sono al momento di appena 4 punti. È da marzo del 2016 che l’indice allargato non chiude al di sotto di questa media mobile.

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