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Borse non colgono assist Fed. Ultimi ostacoli: inflazione e trimestrali

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L’azionario in Europa non riesce a estendere i rialzi della vigilia e si appresta a realizzare la migliore prova settimanale da marzo. Le Borse aspettano con ansia i dati sull’inflazione Usa e le prime trimestrali delle big di Wall Street. Ieri il Dow Jones ha toccato un nuovo massimo assoluto in chiusura dopo che in un’audizione al Congresso Usa la presidente della Fed Janet Yellen ha detto che i prossimi rialzi dei tassi di interesse avverranno con una certa cautela. Il rendimento del decennale del Tesoro Usa rimane in ribasso in settimana, al 2,34%. Sul Forex lo yen si indebolisce, ma è ben impostato per chiudere con il guadagno settimanale più grosso degli ultimi cinque periodi.

Le Borse hanno guadagnato terreno alla fine di una settimana caratterizzata da commenti accomodanti da parte delle autorità di politica monetaria negli Stati Uniti e in teoria anche in Eurozona, dove il presidente della banca nazionale lettone ha detto che i programmi di acquisto di Bond dureranno ancora un paio di anni. Un giornalista del Wall Street Journal, citando fonti interne alla Bce, sostiene invece che nella riunione del 7 settembre il board annuncerà i tempi della riduzione e dismissione del piano straordinario di Quantitative Easing. Il tapering potrebbe cominciare a gennaio 2018. Sul fronte macro oltre all’indice sui prezzi al consumo Usa l’occhio sarà puntato sui conti di Wells Fargo, Citigroup e JP Morgan.

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