Borse e Bitcoin: torna appetito rischio, ma anche paura crisi banche italiane

17 Novembre 2017, di Daniele Chicca

Sono ore concitate e decisive in Liguria per decidere il futuro di Banca Carige: il governo ha dato tempo fino a lunedì per risolvere la situazione critica dell’istituto di credito. Il vicepresidente Malacalza non firma l’impegno a ricapitalizzare, ma ha preso l’impegno a salire al 28%: con l’11,75 dei soci si arriva al 40% circa. È braccio di ferro dei manager con il consorzio delle banche, che dovrebbe fare da garante nel caso di inoptato, cioè di azioni offerte ma non sottoscritte nell’ambito del piano di rafforzamento patrimoniale. Le autorità e i risparmiatori seguono con estrema tensione la vicenda: il governo è consapevole del fatto che l’Italia non può permettersi un’altra crisi, proprio ora che la ripresa dell’economia e della fiducia nel paese sta prendendo slancio e prima delle scontate incertezze politiche in vista delle elezioni politiche della primavera del 2018. I titoli Carige sono sospesi dagli scambi dopo che  mercoledì avevano chiuso la seduta in calo dell’11% a quota 14 centesimi, il minimo storico. Se l’aumento di capitale, il terzo in quattro anni, dovesse andare storto, si rischia l’intervento della Bce sull’istituto ligure e lo scatto del piano di bail-in  con immediato effetto contagio anche su Mps e Creval.

Sui mercati internazionali le Borse e il Bitcoin traggono vantaggio da un ritorno dell’appetito per il rischio, anche se il rimbalzo potrebbe avere durata breve. Sul Forex il dollaro cede ancora terreno su euro e yen. I prezzi dei Treasuries salgono e anche gli asset in India dopo che Moody’s ha alzato il rating sul credito sovrano. Il Bitcoin ha toccato un nuovo record assoluto qualche giorno dopo aver perso anche il -29%. Rimbalzano le materie prime dopo il selloff della vigilia. L’indice S&P 500 si è riportato l’1% sotto i livelli più alti di sempre: a favorire l’azionario Usa sono le speranze di un accordo sul taglio alla corporate tax al 20% dal 35% e i risultati trimestrali di Cisco Systems e Wal-Mart, che hanno dato una mano ai settori hi-tech e retail.

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Daniele Chicca 17 Novembre 201711:51

Da ottobre fino alla seduta di ieri il settore bancario europeo ha perso in Borsa il 5%, facendo peggio della media delle Borse generali. In termini di capitalizzazione persa, si parla di circa 50 miliardi di euro in uscita. A influire negativamente sono state alcune trimestrali deludenti, su cui ha avuto un impatto negativo l’andamento negativo dei ricavi da trading (calo del 17% di media) e la stretta della Bce sui crediti deteriorati. Va detto che nonostante la fase difficile, da inizio anno le banche italiane sono ancora in rialzo del 16% e quelle europee del 9% circa.

Daniele Chicca 17 Novembre 201711:59

Da ottobre fino alla seduta di ieri il settore bancario europeo ha perso in Borsa il 5%, facendo peggio della media delle Borse generali. In termini di capitalizzazione persa, si parla di circa 50 miliardi di euro in uscita. A influire negativamente sono state alcune trimestrali deludenti, su cui ha avuto un impatto negativo l’andamento negativo dei ricavi da trading (calo del 17% di media) e la stretta della Bce sui crediti deteriorati. Va detto che nonostante la fase difficile, da inizio anno le banche italiane sono ancora in rialzo del 16% e quelle europee del 6,25% circa.

Daniele Chicca 17 Novembre 201712:12

La volatilità si sta riscattando in novembre. Dopo le perdite pesanti dei bond spazzatura la settimana scorsa, l’indice della paura è tornato a crescere, risalendo dai minimi storici. Mercoledì l’S&P 500 ha perso lo 0,5%, il calo più pesante dal 5 settembre mentre il VIX ha guadagnato 3,06 punti in termini assoluti, un rialzo del 30% su base percentuale.

Tim Edwards, Senior Director della strategia di investimenti per gli indici S&P Dow Jones, sottolinea però che il balzo percentuale dell’indice non si è tradotto nella prova degli indici legati al VIX. La curva dei futures continua a essere ripida, con un 8,73% di differenziale tra breve e lunga scadenza. I mercati azionari hanno iniziato a cedere terreno ovunque e quasi tutti gli indicatori di volatilità sono in rialzo. In particolare in Europa, il nervosismo è cresciuto in maniera notevole. L’indice VSTOXX ha chiuso sui massimi dal 6 settembre, forte di un progresso di 4,53 punti netti rispetto all’ultimo report di S&P.

Le valute hanno rappresentato un’eccezione: le misure di volatilità per yen, sterlina ed euro sono scese, nonostante le crescenti incertezze politiche. Influenzata dalle novità in Arabia Saudita, la volatilità per il petrolio è salita di 3,43 punti a 29,84. Malgrado l’incremento della volatilità sull’indice S&P 500, sopra le medie a 12 mesi e a 3 anni, la crescente dispersione dei mercati e i livelli bassi di correlazione dicono che la strategia di diversificazione ha offerto un porto sicuro per gli investitori.

Daniele Chicca 17 Novembre 201714:24

In Europa c’è una differenza di andamento tra il Sud e il Nord della regione. Piazza Affari cede lo 0,45% con Saipem, Italgas, Unipol e Finecobank che si muovono in controtendenza. Male le banche, Telecom e STM. Londra e Parigi sono piatte mentre Francoforte guadagna lo 0,23% e Zurigo lo 0,17%. Madrid si indebolisce (-0,34%).

Daniele Chicca 17 Novembre 201718:15

Chiusura in calo per il Ftse Mib. In fondo al listino Banca Mediolanum perde oltre l’1%. In calo anche Recordati, Telecom Italia, Yoox e Cnh Industrial. Perde lo 0,3% Leonardo che continua il trend ribassista delle ultime sedute. Positive invece Exor, Tenaris, Unipol, Banco BPM e A2A. L’azionario Usa scivola a braccetto col dollaro.

Daniele Chicca 17 Novembre 201718:15

Seduta negativa anche per le altre principali borse europee. L’Eurostoxx50 perde lo 0,51%. In fondo al listino Fresenius perde oltre il 4%. Negative anche Eon, Inditex, Unilever e Enel. Seduta positiva invece per Vivendi, Crh, Volkswagen e Adidas.

Daniele Chicca 17 Novembre 201718:17

Sul Forex, l’euro sfiora quota $1,18 (+0,19% a 1,1792 dollari), mentre tra le materie prime il contratto WTI sul petrolio balza dell’1,28% a 56,42 dollari al barile.

Daniele Chicca 17 Novembre 201718:17

Chiusura in calo per il Ftse Mib. In fondo al listino Banca Mediolanum perde oltre l’1%. In calo anche Recordati, Telecom Italia, Yoox e Cnh Industrial. Perde lo 0,3% Leonardo che continua il trend ribassista delle ultime sedute. Positive invece Exor, Tenaris, Unipol, Banco BPM e A2A. L’azionario Usa scivola a braccetto con il dollaro.