Borsa Milano: finale in calo, vendite nel comparto auto

28 Luglio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Wall Street non da’ la scossa alle Borse europee che preferiscono vendere in attesa di segnali “forti” attesi in settimana proprio da Oltreoceano (Pil Usa del II trimestre, Federal Reserve, mercato del lavoro). Non basta dunque il traino delle Borse asiatiche, con Tokyo ai massimi da sei mesi, per supportare gli indici continentali che chiudono tutti in rosso con l’eccezione di Parigi (+0,3%).

Non è bastato il buon esito dell’asta di Ctz, che sono stati collocati allo 0,428%, record anche per il decennale sul secondario. Le vendite penalizzano in primis il comparto auto. Piazza Affari termina in discesa dello 0,59% nel Ftse Mib a quota 20.930 punti colpita soprattutto dai bancari e da alcuni industriali: -3,5% Mediobanca che e’ la peggiore tra le blue chip.

Sul fronte valutario, euro a 1,3440 dollari (1,3430 venerdi’ sera). Petrolio in calo dello 0,7% a 101,31 dollari al barile nel contratto di riferimento del Wti.

In Europa e in particolare in Germania si teme che nuove sanzioni contro la Russia abbiano un impatto negativo boomerang sull’attività delle imprese del continente.

Il listino milanese aveva aperto in rialzo ma poi il Ftse MIB ha bucato quota 21.000 e ha intrapreso la strada dei ribassi. Tra i singoli nomi, in controtendenza Yoox, +1,8%. Il titolo tenta di lasciarsi alle spalle la resistenza a 21,40, massimi delle ultime sedute. Oltre questa soglia diverrebbe possibile la ricopertura del gap del 5 giugno a 23,05. In tal caso il movimento al rialzo potrebbe proseguire fino a 24 euro circa. Discese sotto i minimi annuali, toccati a 17,86, rischiano invece di riattivare il downtrend verso un primo target negativo a 17,40, per la chiusura del gap del 4 luglio 2013.

Comparto auto sotto pressione in tutte le principali piazze continentali. L’indice Euro Stoxx600 di settore flette dell’1,3% ed e’ il peggiore tra i comparti complici i cali delle case tedesche (-2,6% Daimler, -1,7% Bmw, -1,6% Volkswagen) e di Peugeot (-1%). In controtendenza invece Renault (+1,3%). Dal canto suo Fiat allarga le perdite al 2,37% in attesa della trimestrale che sara’ diffusa mercoledi’ e dell’assemblea straordinaria del primo agosto con cui i soci dovranno dare il via libera alla fusione con Chrysler. Secondo qualche operatore la casa torinese, sotto i riflettori nei giorni scorsi anche per le continue indiscrezioni su possibili alleanze e integrazioni con altri gruppi, soffre in parte i realizzi e in parte i timori di un rafforzamento patrimoniale da attuarsi dopo la fusione Fiat-Chrysler e la quotazione del nuovo titolo FCA a New York.

Dal punto di vista prettamente tecnico, a medio termine l’area 21.360 potrebbe fare da spartiacque tra un periodo di rialzi e una fase negativa.

Sul fronte macro italiano, la fiducia delle imprese a luglio segna un nuovo rialzo, secondo l’indagine dell’Istat, raggiungendo 90,9 punti dagli 88,2 di giugno. Un livello così alto non si registrato da agosto 2011. In particolare, l’indice aumenta per le imprese dei servizi di mercato, costruzioni e commercio ma è in lieve diminuzione le imprese manifatturiere.

La moneta unica è fiacca. Gli ultimi dati come l’Ifo tedesco di venerdì scorso confermano le difficoltà dell’economia europea, a fronte di una politica monetaria negli Usa che appare ormai stabilmente avviata verso l’uscita dall’attuale fase espansiva.

Dal canto suo, Mosca cede lo 0,75% pagando la paura di nuove sanzioni Ue dopo l’incidente dell’aereo malese abbatutto dai ribelli filorussi in Ucraina, evento che ha provocato la morte di 298 persone. La Borsa cinese, che sta per entrare in una fase rialzista, intanto sta spingendo i mercati azionari asiatici.

Gli analisti sottolineano che il sentiment generale è ora positivo in Asia, con gli investitori che scommettono in una crescita economica che non è ancora rispecchiata nei valori di Borsa.

Il Portogallo si è visto alzare il rating a Ba1 dall’agenzia Usa Moody’s. Spread tra Btp e Bund si restringe sotto i 155 punti base.

L’indice MSCI della regione Asia Pacifico avanza dello 0,3%. Il paniere cinese Hang Seng, che oggi ha fatto +2,41%, ha guadagnato più del 20% dalla chiusura record negativa del 20 marzo. Tokyo archivia la seduta a +0,46% e fa un nuovo record, portandosi ai massimi di sei mesi.