Bond dicono che Fed taglierà i tassi per fermare recessione

26 Marzo 2019, di Daniele Chicca

Il mercato dei Bond sta mandando un segnale chiaro agli investitori. Il segnale dice non solo che sta per arrivare una recessione, ossia un periodo di due trimestri di contrazione del Pil, ma anche che la Federal Reserve interverrà tagliando il costo del denaro. Si tratterebbe di una drastica e clamorosa inversione di rotta rispetto alla strategia attuato fino a un anno fa.

A fare questo pronostico sono i future sui Fed Funds, che puntano su un allentamento monetario di un quarto di punto (25 punti base). Anche se il presidente dell’istituto centrale Jerome Powell ha annunciato che la banca centrale si prenderà una pausa di riflessione dopo i rialzi dei tassi degli ultimi tempi, che dovevano essere accompagnati anche dalla riduzione del bilancio della Fed, Gli investitori parlano ai media dei campanelli d’allarme preoccupanti che continuano ad arrivare dal mercato dei Bond.

Prima c’è stata l’inversione della curva dei rendimenti venerdì. I titoli a brevissimo periodo rendono di più dei Treasuries a lunga scadenza come il decennale di riferimento. Si tratta di un classico indicatore di recessione. Secondo Janet Yellen, l’ex presidente della Fed, più che di una recessione è un segnale di accomodamento monetario in vista.

Secondo alcuni investitori la reazione del mercato dei bond è probabilmente eccessiva, visto che l’azionario sta quasi del tutto ignorando gli allarmi di recessione. Così come le paure che la Federal Reserve debba intervenire con una o persino due riduzioni del costo del denaro per impedire un’implosione della crescita. Si tratterebbe di un’azione in netta controtendenza rispetto alla tabella di marcia indicata dai dot plot.

I timori iniziano a farsi sentire anche sull’azionario

I mercati hanno guadagnato più del 10% da inizio anno ma nell’ultimissimo periodo scambiano con i nervi a fior di pelle. Da qualche tempo nutrono dei seri dubbi sulla capacità dell’economia mondiale di evitare una recessione. Le prospettive sono particolarmente cupe in Eurozona e Cina, mentre in Usa, dove l’economia sta mostrando una “salute di ferro”, i trader non possono ignorare la prima inversione della curva dei rendimenti in 12 anni di tempo.

Il calo dei rendimenti dei Bond governativi americani non fa che alimentare il nervosismo. Con i soldi che affluiscono nei titoli di Stato Usa, il debito a lungo termine offre ora un rendimento più basso della scadenza a uno e tre mesi. È un segnale del fatto che i mercati scontano una frenata brusca dell’attività economica. Forse persino di una recessione. È la prima inversione della curva dei rendimenti tra i Treasuries a 10 anni e quelli a tre mesi dal 2007.

David Madden di CMC Markets commenta così: “gli investitori sono consapevoli del fatto che l’economia Usa abbia una salute di ferro e che la crescita non si è ancora raffreddata nel 2019. Allo stesso tempo, tuttavia, non se la sentono di ignorare l’andamento dei rendimenti: l’inversione della curva si è dimostrato un indicatore affidabile di recessione” in arrivo.