Bond: caccia ai rendimenti è diventata spietata

5 Luglio 2017, di Daniele Chicca

È il perfetto esempio di quanto sia diventata folle la caccia ai rendimenti sui mercati finanziari. Spinto dal rialzo della settimana scorsa di 20 punti base dei Bond statali australiani, in una sola mossa un acquirente ha fatto suoi 800 milioni di dollari in titoli di Stato del paese nell’asta odierna. Oggi il governo ha messo all’asta $800 milioni di debito pubblico e una sola entità se li è aggiudicati tutti, al rendimento medio neanche troppo esorbitante del 2,72%.

È l’acquisto più grande mai fatto da un singolo individuo o entità dal 1982, data di inizio della raccolta dei dati e dimostra come la caccia ai rendimenti sia diventata ormai folle sui mercati. Il responsabile del reddito fisso globale di Columbia Threadneedle Investments ha provato a elencare cosa potrebbe fermare il fenomeno.

“L’insaziabile appetito per il rendimento ha spinto gli investitori ad assumere una crescente esposizione ai segmenti a più alto rendimento del mercato obbligazionario”, rileva Jim Cielinski in un report, aggiungendo che “i rischi ciclici sono in aumento, ma nulla all’orizzonte lascia intravedere la possibilità di un’inversione di tendenza della domanda strutturale di reddito, che è diventata una caratteristica specifica del ciclo in atto”.

“A breve/medio termine, gli investitori saranno probabilmente costretti a distinguere tra correzione di mercato, fine del ciclo del credito e fine del fenomeno ricerca di rendimento”. Per gli investitori esposti al rischio di credito, poi, “resta il rischio del passaggio a un contesto macroeconomico caratterizzato da bassa volatilità“.

L’impressione è che le banche centrali faranno di tutto per far tornare la volatilità e riportare alla normalità le politiche monetarie, estremamente accomodanti negli ultimi anni post crisi. In Usa la Federal Reserve ha già provveduto a invertire la rotta dei tassi di interesse. I prossimi in ordine di tempo potrebbero essere i banchieri di Bce e Bank of England.

Segnale di compiacimento o tendenza inarrestabile?

Il vorace appetito per il reddito degli investitori globali è un tema quasi costante dalla fine della crisi finanziaria ed è la causa del crollo a minimi record dei rendimenti obbligazionari. I segmenti più rischiosi del mercato del reddito fisso, come le obbligazioni societarie e il debito dei mercati emergenti, hanno messo a segno performance impressionanti, come sottolinea il gestore.

“Nonostante alcuni traballamenti negli ultimi anni (la crisi dell’area euro e il crollo del settore energetico del 2015, solo per citarne alcuni), questi asset si sono sempre ripresi, tornando apparentemente più forti di prima”. Cielinski si chiede allora se questo sia un segnale di compiacimento o se invece denoti una tendenza di lungo periodo semplicemente inarrestabile.

Mentre celebriamo l’ottavo anno di rally obbligazionario dalla fine della crisi finanziaria, i mercati devono fare i conti con un ciclo economico ormai maturo e segnali di un imminente cambio della politica monetaria. Inevitabilmente, viene da chiedersi se tali segnali d’allarme saranno alla fine sufficienti a scalfire quei segmenti a più alto rendimento del mercato obbligazionario che in questi ultimi anni hanno dimostrato una sostanziale indifferenza alla debolezza della crescita, all’accentuarsi dell’indebitamento e all’aggravarsi dei rischi politici.

Nell’analizzare i fattori che potrebbero frenare la domanda di rendimento, occorre distinguere tra prospettive a lungo termine e prospettive a breve termine. Chi è preoccupato della sostenibilità a lungo termine della ricerca di rendimento non deve temere. Questa è una tendenza destinata a durare.

Bond, “siamo convinti che i tassi saliranno”

“Le prospettive a più breve termine presentano un maggior grado di ciclicità e richiedono più cautela. I segnali d’allarme stanno crescendo in base a diversi indicatori della qualità creditizia e le valutazioni sono problematiche. Anche in un’ottica più ravvicinata, tuttavia, mancano chiare indicazioni che i rischi a breve termine prevarranno sulla tendenza di lungo periodo nel 2017”.

La ricerca di maggiori rendimenti sui mercati del reddito fisso si esprime generalmente attraverso una delle seguenti strategie:

  • Aumento dell’esposizione ai rischi di spread e di credito: la sovraesposizione alle obbligazioni societarie, al debito dei mercati emergenti e ai titoli di debito ipotecario può essere un modo efficace per incrementare il rendimento del portafoglio.
  • Estensione della duration: le curve dei rendimenti sono inclinate positivamente e a duration più lunghe corrispondono rendimenti più elevati.
  • Esposizione a strumenti meno liquidi: le attività illiquide possono rivelarsi vantaggiose in termini di rendimento rispetto agli asset altamente liquidi di qualità analoga.

Un reddito maggiore implica un rischio più elevato e tutti i comportamenti d’investimento sopra descritti si sono diffusi negli ultimi anni. “Abbiamo delineato precedentemente i pericoli derivanti dall’estensione della duration per ottenere reddito supplementare. Il premio a termine, ossia il compenso incrementale che si ottiene allungando le scadenze, continua a presentare valutazioni decisamente non corrette”, dice l’analista di Columbia Threadneedle Investments.

“Siamo convinti che i tassi risaliranno, grazie soprattutto alla normalizzazione dei premi a termine, e la strategia di allungare la duration per incrementare i rendimenti perderà di interesse. Ci concentriamo perciò sulla strategia più comune per accrescere il reddito: assumere più rischi investendo in strumenti con spread”.