Bollettino Bce: dati sorprendono in negativo. Germania sempre peggio

7 Febbraio 2019, di Alessandra Caparello

È ancora necessario un ampio grado di accomodamento monetario affinché l’inflazione continui stabilmente a convergere verso l’obiettivo della Bce. Ossia su livelli inferiori, ma prossimi al 2% nel medio termine. Lo scrive la banca centrale guidata da Mario Draghi nel suo bollettino economico diffuso oggi. Nell’ultima riunione il consiglio direttivo ha spiegato perché ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse di riferimento.

La Bce continua ad attendersi che si mantengano sui livelli attuali almeno fino all’estate del 2019. E in ogni caso finché necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine.

Nel Bollettino la Bce precisa inoltre che gli indicatori economici sulla crescita nella zona euro hanno sorpreso negativamente in modo sostanziale.

Germania, se domanda non si riprende sarà recessione

La paura sullo stato di salute dell’economia tedesca sta crescendo dopo gli ultimi dati macro pubblicati. La produzione industriale ha registrato il calo più intenso dal 2012. Meno 0,7% è il computo degli ordini in dicembre rispetto all’anno prima. Le aziende della Germania subiscono l’impatto dell’indebolimento della domanda estera.

Tra le file degli economisti, a meno che la domanda non si riprenda in fretta, si teme sul serio una recessione nella locomotiva d’Europa. Il ministero dell’Economia ha avvertito che “il trend è cambiato” e lo ha fatto in negativo all’inizio dell’anno.

Harald Malmgren, economista e strategist di geopolitica, ritiene che le autorità tedesche abbiano sottovalutato i cambiamenti enormi che la global che influiranno sulle attività delle aziende e industrie tedesche. Su Twitter l’autore e speaker illustre dice che “Merkel ha ignorato i timori delle tre grandi case automobilistiche tedesche sui danni che recherà la Brexit alla produzione tedesca”. I gruppi tedeschi dicono di preferire la soluzione Soft, ma una Brexit hard e disordinata pare sempre più probabile.

“Nel complesso, i rischi per le prospettive di crescita nell’area dell’euro si sono orientati al ribasso per via delle persistenti incertezze connesse a fattori geopolitici e alla minaccia del protezionismo, alle vulnerabilità nei mercati emergenti e alla volatilità nei mercati finanziari”, si legge nel bollettino.

Bce: prospettiva di frenata della crescita

I dati sono stati più deboli delle attese, risultato di un contributo in calo della domanda estera e di fattori specifici in alcuni paesi. Sebbene alcuni fattori probabilmente siano volatili, questi dati suggeriscono una prospettiva di rallentamento della crescita. il Consiglio conferma che è pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno, per assicurare che l’inflazione continui a dirigersi stabilmente verso la soglia prestabilita.

L’occupazione si colloca attualmente su un livello del 2,6%, superiore rispetto al massimo pre-crisi raggiunto nel primo trimestre del 2008 dice la Bce.

Gli indicatori di breve periodo segnalano una prosecuzione della crescita dell’occupazione nei prossimi trimestri, anche se probabilmente a un ritmo inferiore rispetto a quanto rilevato in precedenza”.

Draghi, BCE teme super euro