Bce, Draghi: presto per alzare piede dall’acceleratore

27 Aprile 2017, di Daniele Chicca

La Bce segue i passi della Banca del Giappone, che ha mantenuto invariate le sue politiche di espansione monetaria. Per Mario Draghi è ancora troppo presto per ridurre gli interventi di aiuto al sistema, sebbene i segnali di una ripresa dell’economia siano arrivati a inizio 2017. Il problema riguarda l’inflazione. “La Bce non è ancora abbastanza fiduciosa” in una sua avanzata verso l’obiettivo del 2% per poter ridurre le misure di sostegno. Draghi ha al contempo puntualizzato come l’economia sia sempre più robusta, dicendo che “i rischi al ribasso sono diminuiti ulteriormente” per la crescita nell’area euro.

In precedenza oggi ka Banca del Giappone ha dato la descrizione più ottimista dell’andamento dell’economia degli ultimi nove anni. Per la prima volta dal 2008 Kuroda ha infatti usato la parola “espansione” per definire lo stato di salute dell’economia giapponese, mandando un chiaro segnale che presto non ci sarà più bisogno di stimoli monetari. I mercati si stanno iniziando a muovere di conseguenza, per adattarsi a quello che Mohammed El-Erian di Janus Capital chiamerebbe il “new normal”.

Bce, il commento degli analisti

Secondo Timothy Graf, responsabile della macro strategy di State Street Global Markets, la Bce non è ancora disposta a modificare nettamente il proprio corso. Questo perché “l’inflazione core bassa sta sicuramente pesando sull’atteggiamento dell’istituto e ciò suggerisce che la cautela dei policymaker proseguirà almeno nei prossimi incontri. Mentre la seconda metà dell’anno potrebbe risultare più interessante qualora i dati positivi dovessero continuare e l’inflazione core iniziasse a salire, i livelli di acquisti degli asset e i tassi di riferimento rimarranno probabilmente stabili almeno per le prossime riunioni. Con i rendimenti tedeschi che sono stati corretti al rialzo dopo il risultato delle elezioni francesi, gli strumenti obbligazionari bear sono probabilmente un po’ delusi dal fatto che la BCE non voglia prendere in considerazione una politica monetaria più restrittiva”.

Il suo collega Brendan Lardner, responsabile EMEA della gestione di portafoglio del team Active Global Fixed Income di State Street Global Advisors, sottolinea che “negli ultimi mesi la BCE è stata maggiormente sotto esame, dato che ha affrontato una serie di forze opposte: una solida crescita economica, l’accelerazione dell’inflazione primaria e lo spettro del populismo che quest’anno aleggia sulle elezioni nell’area euro”.

“Oggi il consiglio direttivo ha mantenuto l’atteggiamento prudente in atto per gran parte dell’ultimo anno, segnalando che l’attuale pacchetto di incentivi rimarrà invariato fino a fine anno, data la mancanza di un’inflazione core in grado di autoalimentarsi. Un ulteriore fattore alla base della decisione politica di aprile è il rischio populista in atto in Francia; come prevedibile Mario Draghi e il consiglio direttivo hanno mantenuto invariato il regime di politica monetaria, nell’attesa della conclusione del duello per la presidenza francese di Emmanuel Macron e Marine Le Pen”.

Guardando alla seconda metà dell’anno, e “supponendo di esser usciti indenni dall’ostacolo delle elezioni francesi”, secondo Lardner “i mercati potrebbero ricominciare a prezzare un’accelerazione della normalizzazione della linea politica della BCE, specialmente se i dati domestici continueranno a sorprendere in positivo. Tuttavia, se la futura accelerazione dei dati non sarà accompagnata da più alte aspettative di crescita dell’inflazione e dall’aumento dell’inflazione core, la BCE potrebbe deludere i mercati mantenendo l’attuale linea politica”.

Stefan Isaacs, Deputy Head of Retail Fixed Interest di M&G Investments, ha ricordato che la debolezza del cambio Euro/Dollaro e i rendimenti più bassi dei titoli di Stato dell’Eurozona sembrano suggerire che il mercato abbia interpretato la conferenza di stampa di Mario Draghi con un tono dovish. “Tuttavia, Draghi ha riconosciuto che la ripresa economica dell’area Euro sta “diventando sempre più solida e che i rischi di ribasso sono ulteriormente diminuiti, un quadro questo del tutto in linea con quella che consideriamo sarà l’evoluzione del contesto economico dell’Eurozona”.

“Il Consiglio Direttivo della BCE è chiaramente a conoscenza di come l’impulso economico stia migliorando. La disoccupazione è in continuo calo, gli indicatori di fiducia sono solidi e la ripresa è sempre più ampia. Ciò comporterà, infine, una crescita salariale e un rafforzamento dei prezzi: questi due aspetti sono stati entrambi ampiamente assenti e sono ancora pezzi mancanti del puzzle. Fino ad allora, sembra che la BCE stia aspettando il momento opportuno, probabilmente alla luce di lezioni apprese in precedenza quando si è mostrata eccessivamente incline all’aumento dei tassi. Di conseguenza, siamo ancora convinti che la BCE continuerà il proprio programma di acquisto di asset fino alla fine del 2017, prima di iniziare a contemplare il primo rialzo dei tassi d’interesse nel 2018. Nel frattempo, i rendimenti dei bond governativi tedeschi continuano ad apparire vulnerabili, soprattutto nella parte più breve della curva”.

Bce, parla Draghi: euro schizofrenico

Dopo che Draghi ha lodato i miglioramenti sul fronte economico l’euro è salito fino a 1,0932 dollari. Ma quando il governatore della Bce ha iniziato a osservare che il board non ha discusso di una potenziale strategia di uscita, e nemmeno di opzioni sul tavolo per la riunione di giugno, l’andamento si è invertito completamente. Questo perché la Bce “non è abbastanza fiduciosa” che l’inflazione sia ben impostata per raggiungere l’obiettivo del 2%.

I rendimenti dei bond dell’area euro erano in rialzo in attesa della riunione della Bce. L’appuntamento veniva visto come l’ultimo veramente accomodante prima di un cambio di strategia possibile a giugno. Gli ultimi dati macro potrebbero infatti aprire la strada a una politica più rigida, che passerebbe prima per una riduzione del programma di acquisto di titoli di Stato e bond societari, e poi per un incremento dei tassi guida e di deposito, che sono ancora sotto zero (-0,4%).

La Bce ha confermato la politica ultra accomodante oggi, ma ha fatto cenno alle prospettive economiche in miglioramento e una crescita più generalizzata: i mercati a giugno potrebbero assistere a una variazione della strategia e una politica più ferma. Draghi potrebbe per esempio decidere di ridurre il valore di bond acquistati e cambiare i termini del QE dal 2018, più difficile che vengano alzati i tassi. Si tratta di decisioni che spingerebbero in rialzo i rendimenti obbligazionari e l’euro.

Nei giorni scorsi, citando funzionari interni al board, Reuters aveva pubblicato indiscrezioni secondo le quali alla riunione di giugno nel caso di dati positivi e una diminuzione delle incertezze politiche la Bce potrebbe pensare anche a un tapering, ossia alla riduzione del programma di Quantitative Easing. Sono bastati questo elemento e l’esito del primo turno delle elezioni francesi per rafforzare la moneta unica sul Forex questa settimana.

Bce preoccupata per banche ma non se gente perde soldi

David Lloyd della società di gestione M&G Investments ritiene che a giudicare dalle conversazioni tra gli esponenti del Board, si può dedurre che la Bce non sia troppo preoccupata dalla reazione dei mercati finanziari nel caso in cui debba decidere un irrigidimento delle sue politiche monetarie.

“Un qualsiasi segnale di rischio sistemico, come la vulnerabilità delle grandi banche” farebbe paura al direttorio della Bce. Se invece “il mercato obbligazionario subisce perdite massicce e la gente perde i propri soldi, rimarrebbero completamente tranquilli e sereni”, dice Lloyd, head of institutional portfolio management di M&G.

Sull’obbligazionario i rendimenti sui Bund tedeschi sono saliti di due punti base attestandosi allo 0,37% oggi, tornando sui massimi di 14 mesi dello 0,51% toccati prima dell’ultima riunione di politica monetaria della Bce, nella quale Mario Draghi ha segnalato come si fosse ridotta da parte della Bce l’urgenza di intervenire a sostegno di economia e mercati.

Sul mercato dei tassi di cambio, l’euro al momento decelerava prima del saliscendi durante la conferenza di Draghi. Ieri e nei giorni scorsi si è irrobustito nei confronti del dollaro, principalmente per via delle indiscrezioni su una ‘stance’ più aggressiva della Bce. Nonostante la debolezza degli ultimi mesi, i giorni successivi al primo turno delle elezioni presidenziali francesi hanno favorito la moneta unica. Gli analisti staranno molto attenti ora ai possibili segnali di cambiamento nelle politiche monetarie della Bce. Per questo però l’idea generale è che bisognerà aspettare il mese di giugno.

Il Liveblog è terminato

Daniele Chicca 27 Aprile 201713:13

Con i rischi politici che si sono ridotti negli ultimi giorni, l’oro paga dazio e cede terreno anche in questa seduta. Detto questo i cali sono limitati dalla poca convinzione dei mercati nelle misure della maxi riforma fiscale presentata da Trump ieri.

Daniele Chicca 27 Aprile 201713:21

Howard Archer, Chief Economist di IHS Markit per Europa e Regno Unito, pensa che la Bce non sorprenderà. Il voto francese e gli ultimi dati che potrebbero portare la variazione positiva del Pil dell’area euro allo 0,5% nel primo trimestre. Detto questo l’inflazione rimane troppo bassa per poter consentire a Draghi di cambiare strategia già oggi.

Se Macron sarà eletto presidente come è previsto dai sondaggi, a giugno la Bce srobabilimente toglierà dalla forward guidance il riferimento ai tassi di interessi più bassi. Sia Draghi sia il chief economist Peter Praet hanno negato l’intenzione di cambiare politica e di voler abbassare i tassi prima della fine del QE. È più probabile che la Bce decida di estendere il programma nei primi mesi del 2018 ma a una mole di acquisti ridotta e di portarlo a termine a metà dell’anno prossimo. A quel punto inizierà la “fase di normalizzazione dei tassi” con la prima stretta monetaria che potrebbe materializzarsi a fine 2018, secondo Archer.

Daniele Chicca 27 Aprile 201714:22

La Bce ha mantenuto lo status quo sui tassi di interesse e ha anche confermato le politiche di accomodamento monetario. Rimangono allo zero i tassi guida, al -0,4% quelli sui depositi e allo 0,25% il tasso marginale. Sui mercati l’euro continua a scambiare nel trading range di ieri (1,0950/1,0850 dollari).

Il valore dei bond acquistati ogni mese rimane fermo a 60 miliardi di euro sino a fine dicembre, ma il programma di Quantitative Easing potrebbe essere incrementato in durata e in portata se l’outlook dovesse peggiorare: lo dice l’ultimo statement della Bce pubblicato al termine della riunione odierna. Tra 15 minuti prende la parola Mario Draghi.

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Daniele Chicca 27 Aprile 201714:24

La Bce dice di vedere I tassi di interesse rimanere ai livelli attuali o più bassi anche dopo la fine del Quantitative Easing. Il programma di acquisto di bond continuerà finché l’inflazione non dimostrerà di essere avviata a ritmo sostenuto verso gli obiettivi delle autorità di politica monetaria che sono per un livello del 2% e non oltre.

Il tono è leggermente più colomba del previsto e delude qualche rialzista sull’euro. Al momento la moneta unica vale 1,0882 dollari, 121,21 yen e 0,8441 sterline.

Daniele Chicca 27 Aprile 201714:37

Dopo che Draghi ha iniziato a leggere il comunicato della Bce e spiegarlo nel dettaglio elencando le cifre economiche, l’euro ha iniziato a irrobustirsi sul dollaro e attualmente scambia in rialzo dello 0,25% a quota 1,0925 dollari. 

Daniele Chicca 27 Aprile 201714:47

I mercati non sembrano sorpresi dall’aggiunta del riferimento all’estensione del QE qualora le condizioni economiche dovessero peggiorare. Per il resto per ora nessun’altra novità da Mario Draghi. 

L’Euro addirittura si sta rafforzando. La Bce ha detto esattamente che “se l’outlook diventa meno favorevole, o se le condizioni finanziarie non seguono i progressi sul fronte dell’inflazione il direttorio è pronto a incrementare il programma in termini di durata.e mole”.

Daniele Chicca 27 Aprile 201714:48

I mercati non sembrano sorpresi dall’aggiunta del riferimento all’estensione del QE qualora le condizioni economiche dovessero peggiorare. Per il resto per ora nessun’altra novità da Mario Draghi. 

L’Euro addirittura si sta rafforzando. La Bce ha detto esattamente che “se l’outlook diventa meno favorevole, o se le condizioni finanziarie non seguono i progressi sul fronte dell’inflazione il direttorio è pronto a incrementare il programma in termini di durata.e mole”.

Daniele Chicca 27 Aprile 201714:51

Draghi ha precisato che i “rischi al ribasso per l’economia sono ulteriormente diminuiti”. L’euro continua a scambiare in rialzo sul dollaro Usa. Il fatto che la Bce abbia sottolineato come l’economia sia sempre più robusta non è piaciuto in ottica futura ai ribassisti della moneta unica. 

Daniele Chicca 27 Aprile 201714:57

Per Draghi un dettaglio macro importante è che la ripresa economica si è diffusa e sia non solo solida ma anche generalizzata al momento. Questo secondo il governatore della Bce è anche merito delle politiche monetarie espansive. 

Daniele Chicca 27 Aprile 201714:58

Nonostante queste precisazioni, sui mercati l’euro ha ripreso a perdere terreno sulla sterlina britannica e sul dollaro Usa. Probabilmente pesa il fatto che Draghi abbia riferito che il board non ha discusso una strategia di uscita dalle politiche ultra accomodanti. 

Si è parlato degli equilibri dei rischi riguardanti l’economia e non l’inflazione. Rischi coda sul tasso di inflazione rimangono. “La crescita è migliorata, e quei rischi potrebbero scendere, ma non siamo ancora arrivati a questo punto”.

Daniele Chicca 27 Aprile 201715:11

Draghi ha precisato che durante il meeting il board non ha discusso di una strategia di uscita dal programma di allentamento monetario straordinario della Bce e che non si è nemmeno affrontata la questione di trovare magari un’opzione per la riunione di giugno.

Daniele Chicca 27 Aprile 201715:13

Draghi ha aggiunto che “il sostegno all’euro rimane relativamente alto”. Al momento la valuta unica quota 1,0865 dollari. Pesano soprattutto le stime sull’inflazione, la chiave per determinare le politiche monetarie. Draghi ha detto che la Bce non è ancora abbastanza fiduciosa nella ripresa dell’inflazione.

Daniele Chicca 27 Aprile 201715:17

Draghi ha aggiunto che “il sostegno all’euro rimane relativamente alto”. Al momento la valuta unica quota 1,0865 dollari. Pesano soprattutto le stime sull’inflazione, la chiave per determinare le politiche monetarie. Draghi ha detto che la Bce “non è ancora abbastanza fiduciosa nella ripresa dell’inflazione”.

Daniele Chicca 27 Aprile 201715:24

La conferenza si è conclusa. Dopo che Draghi ha lodato i miglioramenti sul fronte economico l’euro è salito fino a 1,0932 dollari. Ma quando il governatore della Bce ha iniziato a dire che il board non ha discusso di una potenziale strategia di uscita, nemmeno di opzioni sul tavolo per la riunione di giugno. Questo perché la Bce “non è abbastanza fiduciosa” che l’inflazione sia ben impostata per raggiungere l’obiettivo del 2%. 

Sul Forex l’euro ha subito il contraccolpo ed è sceso fino a quota 1,0856 dollari. Dicendo poi che se le condizioni dovessero peggiorare la Bce è pronta ad agire di nuovo e incrementare il QE in durata e mole, nel complesso si deduce che Draghi non è ancora pronto ad alzare il piede dall’acceleratore.