Bce e TLTRO: cosa ne pensano gestori e analisti

7 Marzo 2019, di Alessandro Chiatto

Uno degli appuntamenti più importanti del 2019 si è appena concluso. La Bce e il suo governatore Mario Draghi hanno annunciato una nuova operazione TLTRO e tassi fermi fino almeno alla fine del 2019. Cosa aspettarsi sui mercati dopo queste mosse dell’istituto centrale europeo? Il cambio euro-dollaro ha toccato nuovi minimi, arrivando a quota 1.12:

Evidentemente la Bce che sta iniziando a rimettere nuovo denaro sul mercato a prezzi bassi deprezza la divisa europea“, spiega Angelo Ciavarella, head of global market di Infinox.

Per quanto riguarda il settore bancario italiano “il mercato fiutava questa decisione – prosegue – e lo si vede anche come ha performato il mercato italiano in questa fase. L’Italia è un’economia tecnicamente in recessione, ma questa mossa di Draghi potrebbe cambiare le premesse di partenza e modificare dal lato della domanda interna le prospettive di una recessione quest’anno“.

La Bce “se l’è presa comoda”

L’obiettivo è riportare l’inflazione al 2% e ridare impulso all’economia – spiega Roberto Russo, amministratore delegato di Assiteca SIMe si tratta di un provvedimento con un timing molto efficace. Piuttosto che aspettare eventuali risultati esogeni si vuole dare uno stimolo diretto e ben vengano questi interventi“.

La Bce se l’è presa comoda, invece, secondo Nick Wall, co-gestore obbligazionario di Merian Global Investors: La questione problematica in Europa continua ad essere la domanda per il credito. Perché tale domanda aumenti, l’Europa dovrà sperare in una ripresa della crescita in Cina che sostenga le sue esportazioni e in un aumento delle spese pubbliche. Anche una crescita della fiducia dei consumatori ridurrebbe il tasso di risparmio che è si è impennato dopo il complesso quarto trimestre del 2018. 

“La BCE sta facendo tutto il possibile all’interno del suo framework legale per mantenere il costo del credito basso, ma finché la domanda di credito non si riprenderà in maniera significativa, la Banca Centrale continuerà ad impegnarsi in una fatica di Sisifo“.

Conseguenze importanti sui mercati

Paul Diggle, senior economist di Aberdeen Standard Investments, pone lo sguardo oltre, vedendo la Bce preoccupata per le prossime sfide: “Questo va certamente al di là di quanto la maggior parte di noi pensasse che la Bce avrebbe fatto. In questa fase, la Bce ammette che nei prossimi mesi l’economia europea si troverà di fronte a forti ostacoli“.

Occhio, soprattutto, alla questione tassi d’interesse, che resteranno fermi per tutto il 2019 ma che “a mio avviso – commenta Alessandro Tentori, chief investment officer di AXA Investment Managers Italialo scenario alternativo è una situazione di stampo Giapponese, nel senso monetario del termine. Uno scenario in cui i tassi della BCE potrebbero stazionare in ambito negativo per un intero ciclo, da un minimo di 2 a un massimo di 5 anni, con importanti conseguenze sui mercati.

“Si tratta ancora di uno scenario di rischio, anche se con una probabilità di realizzazione significativa. In ogni caso, l’allocazione strategica e la gestione del rischio di AXA IM ne tengono conto, sia in ottica di allocazione sulle diverse classi di attivo che di flussi di capitale a livello globale e di conseguenza di performance differenziata tra le varie valute”.

Misure Bce “totalmente giustificate dal ccontesto macro

Anna Stupnytska, Head of Global Macro e Investment Strategy di Fidelity International ritiene che quella di Draghi sia un’altra “lezione magistrale di tattiche “Shock & Awe”. “Su scala minore rispetto a prima, ma in uno scenario dove sembrava non vi fosse molto spazio per sorprese dovish senza ricorrere a grandi misure politiche”.

L’annuncio del TLTRO era stato ampiamente previsto, anche se i dettagli forniti nella dichiarazione non erano attesi prima della prossima riunione. La sorpresa più accomodante rispetto alle aspettative di mercato è stata la modifica degli orientamenti futuri, che ora prevedono che i tassi di interesse rimangano ai livelli attuali “almeno fino alla fine del 2019”, mentre in precedenza il timing era “almeno fino all’estate”. Chiaramente il Governing Council ha valutato che la traiettoria dell’economia è al di sotto delle attese rispetto all’ultimo meeting, giustificando così un ulteriore spostamento accomodante e spingendo i piani di normalizzazione oltre il termine definito da Draghi.

“Una view della Bce più ribassista in termini di crescita di inflazione si è tradotta in un declassamento delle sue previsioni – prosegue la manager – anch’esse molto più significative del previsto”. “Draghi ha enfatizzato la possibilità che il continuo rallentamento della crescita prosegua nel corso dell’anno, principalmente sulla base di fattori esterni come le incertezze politiche e la debolezza delle esportazioni”. Allo stesso tempo, “anche un’inflazione contenuta ha richiesto oggi un aggiustamento della politica”.

Manovra espansiva a supporto dei bond e a scapito dell’euro

“Le misure della Bce sono totalmente giustificate dal contesto macro economico. Il rallentamento delle attività a livello globale prosegue e finora non vi sono segnali di ripresa. Una crescita debole in Cina, condizioni più stringenti a livello globale, incertezza legata alle politiche commerciali e alcuni fattori specifici per paese hanno tutti esercitato un freno sulle economie europee nel corso dello scorso anno. Queste economie, che sono strettamente legate a questi fattori, hanno sostenuto l’onere dell’aggiustamento, con la Germania che ne è un chiaro esempio.

“In questa congiuntura, è difficile affermare che uno qualunque di questi venti contrari inverta la rotta in modo significativo”. “Nonostante un certo allentamento nelle condizioni finanziarie a livello globale dall’inizio dell’anno, un freno relativo alla crescita rimarrà nel sistema per almeno i prossimi trimestri, e qualsiasi riassorbimento improvviso di tale inasprimento non è il nostro scenario di base. È possibile che l’incertezza geopolitica continuerà a dominare il sentiment degli investitori, con l’Europa che potrebbe diventare il prossimo “obiettivo” del protezionismo commerciale degli Stati Uniti”.

Nel complesso, rilasciando molto più di quanto ci si aspettasse, “la BCE ha essenzialmente evitato qualunque grande decisione politica almeno fino alla fine dell’anno, e probabilmente oltre. In assenza di grandi shock nel corso del 2019, la posizione della BCE dovrebbe rimanere per il momento invariata per il momento”.

Per Marco Vailati, Responsabile Ricerca & Investimenti di Cassa Lombarda, “nel complesso è una manovra espansiva che aggiunge maggior accomodamento monetario ed è tecnicamente di supporto ai bilanci delle banche e ai titoli obbligazionari della periferia a scapito dell’euro, ma si basa sul riconoscimento di un rallentamento più esteso in essere e questo può creare dei dubbi tra gli operatori sulla sostenibilità del rally borsistico in corso”.