Bank of Japan manda in tilt yen e titoli di stato

3 Febbraio 2017, di Laura Naka Antonelli

Mercati valutari e obbligazionari in tilt dopo le manovre della Bank of Japan, che hanno sorpreso gli investitori, scatenando il caos durante le contrattazioni asiatiche. Gli smobilizzi sul debito sovrano del Giappone hanno portato i rendimenti sui titoli di stato del Giappone con scadenza a 10 anni a volare fino a +4 punti base, allo 0,15%, al record in un anno, ovvero dal gennaio del 2016.

Boom anche per i rendimenti dei bond a 20 anni, balzati di 3 punti base allo 0,720%. L’effetto domino sullo yen è stato immediato, con il rally della valuta che ha portato il rapporto dollaro-yen a scivolare fino a quota JPY 112,49.

A quel punto la Bank of Japan ci ha ripensato, intervenendo sui mercati attraverso l’acquisto dei bond benchmark a un rendimento dello 0,110%, indicando così per i titoli di debito un valore più alto rispetto a quello rilevato sul mercato secondario. I tassi decennali hanno così fatto dietrofront fino allo 0,098% e il rapporto dollaro-yen è risalito oltre JPY 113. L’allarme, almeno per ora, è così rientrato.

Bank of Japan delude aspettative investitori

L’allarme era scattato sui mercati dopo che la Bank of Japan aveva  aumentato l’acquisto dei bond sovrani con scadenza da cinque a 10 anni a 450 miliardi di yen, rispetto ai 410 miliardi di yen pianificati. La decisione aveva colto di sorpresa gli investitori, che avevano scommesso su acquisti più massicci di bond. Scommesse più che lecite nel caso di una banca centrale che ha sempre inondato di liquidità i mercati, al punto da inaugurare anch’essa – come la BCE –  l’era dei tassi negativi.

Così, intervistato da Bloomberg, Souichi Takeyama, strategist dei tassi presso SMBC Nikko Securities, a Tokyo:

“Alcuni operatori avevano scommesso, visto il recente aumento dei rendimenti, che l’ammontare (di bond acquistati) sarebbe stato alzato in modo più sostenuto”.

In realtà, lo stesso istituto, lo scorso martedì, aveva invitato gli investitori a non prestare troppa attenzione alle operazioni giornaliere, per assicurarsi un margine di flessibilità negli acquisti di bond. Sempre martedì scorso il numero uno Haruhiko Kuroda aveva confermato l’impegno ad adottare una strategia di controllo sulla curva dei rendimenti, al fine di tenere sotto pressione il valore dei tassi decennali attorno allo zero per cento.

Secondo gli analisti, la Bank of Japan avrebbe un target compreso tra lo zero positivo e -0,1%.

Eppure, così come nella Bce di Mario Draghi, anche nella banca centrale giapponese non mancano funzionari preoccupati per la politica eccezionalmente espansiva che Kuroda continua a portare avanti.

Si tratta dei membri cosiddetti falchi, che ritengono che l’attuale ritmo di acquisti di bond non sia sostenibile nel lungo termine, considerato il calo dell’offerta, sul mercato, delle obbligazioni che hanno i requisiti per poter essere acquistate.

Gli investitori hanno reagito vendendo inizialmente a man bassa i titoli di stato anche perchè la Bank of Japan, nella giornata di oggi, non ha acquistato bond con scadenza pari e superiore ai 25 anni.