Borsa Milano in rosso. Mps sospesa per eccesso di ribasso. Vale meno di 1 euro

11 Gennaio 2016, di Laura Naka Antonelli

MILANO (WSI) – Al contrario di quanto avvenuto la settimana scorsa, tra le peggiori di sempre con cui iniziare l’anno per l’azionario mondiale, le principali piazze finanziarie d’Europa non si fanno intimorire più di tanto dagli scossoni nei mercati cinesi. I cali sono marginali. La Borsa di Shanghai ha perso più del 5% nonostante le rassicurazioni delle autorità di Pechino, secondo cui il sistema finanziario è “in gran parte stabile e in salute”. Il petrolio intanto crolla ancora aggiornando i minimi di 11 anni. Rame ai livelli più bassi dal 2009.

Borsa Milano riporta una sessione comunque all’insegna del nervosismo, sbandando a metà giornata e sul finale, vanificando il recupero visto nel pomeriggio. Sull’indice Ftse Mib (-0,31%) si mettono in evidenza i cali di Ferrari, che si conferma tra i titoli peggiori portando le perdite dal suo debutto a -10% e Mps. Il titolo della banca senese è stato sospeso per eccesso di ribasso, con un calo teorico di quasi -7%, scivolando sotto la soglia di 1 euro. Vendite anche su Mediaset.

Fuori dal listino benchmark, focus anche sul tonfo di Banca Carige, che è stata sospesa per eccesso di ribasso e che, riammessa alle contrattazioni, cede oltre -12%, a 0,9565 euro. Il titolo è crollato -43% dalla conclusione dell’aumento di capitale a oggi.

Effetto Cina sui mercati, con l’azionario cinese che ha esteso il sell off, dopo che le vendite scatenate della scorsa settimana hanno mandato in fumo più di $1 trilione di valore di mercato. Snobbata la decisione della banca centrale della Cina, la People’s Bank of China (PBOC) di rivalutare lo yuan, fissandone il valore contro il dollaro a quota 6,5626. La Borsa di Shanghai ha ceduto oltre -5%, a fronte -6,6% del listino di Shenzhen.

Volatilità e panic selling: sono stati questi i temi che hanno caratterizzato i primi giorni di seduta del 2016 dell’azionario globale, con l’indice di riferimento dell’Europa, lo Stoxx 600, che ha perso la scorsa settimana -6,7%, riportando il calo settimanale più forte dall’agosto del 2011.

A pesare le continue preoccupazioni sul rallentamento della crescita della Cina, alimentate dalle nuove svalutazioni dello yuan.

Piazza Affari ha visto l’indice di riferimento Ftse Mib cedere da inizio 2016 -fino a venerdì scorso – il 7,23%, zavorrato dal sell off sui titoli bancari: il listino disegna una Black closing marubozu che chiude dopo 245 sedute sotto il livello psicologico di 20.000 punti (evento che non si verificava dal 21 Gennaio 2015).

L‘indice VStoxx, che misura le attese sulla volatilità dei titoli dell’Eurozona, ha riportato il balzo, su base settimanale, maggiore da aprile.

Petrolio sotto pressione, con perdite consistenti e superiori a -4% nel caso del Brent, che ha aggiornato come già sottolineato i minimi degli ultimi 11 anni. Secondo Morgan Stanley il fondo non è stato ancora toccato. Vendite in generale sulle commodity, con il rame che testa il minimo in sette anni, ovvero dalla primavera del 2009. A provocare lo scivolone dei prezzi del petrolio, è anche la decisione di diversi hedge fund di tagliare le posizioni long al minimo dal 2010.

Stando ai dati dello US Commodity Futures Trading Commission, ovvero i dati sui trading dei futures sulle commodity, nella settimana terminata lo scorso 5 gennaio, le posizioni nette lunghe sul contratto WTI sono scese -24%. I futures scambiati a New York sono calati -2,8%, dopo essere crollati -10% la scorsa settimana.

I prezzi sono scesi fino a $32,10 lo scorso 7 gennaio, al valore intraday minimo in quasi 12 anni, ovvero dal dicembre del 2003.

Sul fronte del forex, il cambio euro/dollaro riagguanta nel pomeriggio la soglia di $1,09.

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Laura Naka Antonelli 11 Gennaio 20168:12

Accelerazione ribassista per l’azionario cinese, con la Borsa di Shanghai che cede fino a -5,22% negli ultimi scambi di contrattazioni, a fronte del tonfo -6,5% dell’indice Shenzhen Composite. Vendite generalizzate in Asia, con l’Hang Seng di Hong Kong che arretra -2,24%, scendendo sotto la soglia di 20.000 per la prima volta dal giugno del 2013.

Da segnalare che la scorsa settimana, l’indice di Shanghai ha perso tutti i guadagni del 2015, precipitando -9,97% in appena cinque sessioni. 

Borsa Tokyo limita i danni cedendo -0,39%. Seoul -1,19%, Sidney -1,17%. 

Laura Naka Antonelli 11 Gennaio 20168:34

Così Taimur Baig, responsabile economista per l’Asia presso Deutsche Bank Research: “Il rischio chiave è la Cina, dove i timori di un continuo rallentamento economico stanno provocando flussi di capitali in uscita, deprezzamento del rapporto di cambio, sell off sui mercati, e dilemma di politiche” da adottare. 

Laura Naka Antonelli 11 Gennaio 20169:03

Crollo per l’indice Shanghai Composite, che archivia la sessione odierna lasciando sul terreno -5,29% a 3.018, dopo aver ceduto quasi il 10% la scorsa settimana. L’indice Shenzhen Composite è crollato di 130,61 punti, -6,6%, per chiudere a 1.848 punti. 

Laura Naka Antonelli 11 Gennaio 20169:08

Secondo diversi analisti, lo yuan è destinato a deprezzarsi. Le principali banche d’affari hanno rivisto al ribasso le loro stime. La scorsa settimana Goldman Sachs ha tagliato l’outlook a 12 mesi a 7 yuan per dollaro dal precedente 6,60, mentre ABN Amro prevede ora un valore a 6,70 rispetto ai precedenti 6,55 attesi. Macquarie Bank ha tagliato le previsioni a un mese a 6,7 da 6,43, Standard Chartered prevede invece un valore a 6,62 per la metà del 2016 e a 6,56 per la fine dell’anno. I ripetuti interventi della People’s Bank of Chiana, andati avanti per quasi quattro mesi a seguito della maxi svalutazione operata lo scorso 11 agosto, si sono tradotti nella prima flessione su base annua delle riserve sul forex, sulla scia della fuga di capitali. 

Laura Naka Antonelli 11 Gennaio 20169:10

Ftse Mib resiste al panic selling che si è abbattuto in Asia, aprendo a +0,15% a 19.898,78 punti. 

Laura Naka Antonelli 11 Gennaio 201610:57

Verso la fine della mattinata, il Ftse Mib segna un rialzo di mezzo punto percentuale, attestandosi a 19.968,66 punti. Tra i titoli bancari, Unicredit +1,20%, Ubi Banca +1,93%, BPM +2,64%, BP -0,45%, Banca Mediolanum -1,76%, Mps -1,05%, Bper +1,28%. Tra i titoli di altri settori, Saipem +2,44%, Ferragamo +2,45%, Telecom Italia +2,51%, Buzzi Unicem -1,97%. Tra le maglie nere, Ferrari, che cede -2,69% sotto 40 euro. FCA +1,36%. 

Laura Naka Antonelli 11 Gennaio 201611:07

Secondo Morgan Stanley, i prezzi del petrolio Brent potrebbero scendere fino a $20 al barile nel 2016, se il dollaro continuerà a rafforzarsi. Le quotazioni di petrolio oscillano attorno i nuovi minimi degli ultimi 11 anni, in mattinata. In particolare, il Brent è crollato fino a -3%, o $1 al barile circa, a $32,58, vicino ai minimi della scorsa settimana. Immediato l’effetto sul rublo, che ha testato un nuovo minimo a 76 nei confronti del dollaro. Borsa Mosca in caduta libera fino a -4%. 

Laura Naka Antonelli 11 Gennaio 201613:11

Altra sessione negativa per i prezzi delle commodities, con le quotazioni del rame che scendono sul mercato londinese al nuovo minimo in sette anni, ovvero dalla primavera del 2009. Così l’analista Daniel Hynes di ANZ, a Sidney. “Le previsioni per il 2016 erano per un contesto macroeconomico migliore, ma la probabilità è che non assisteremo a nessuna reale ripresa, non fino a quando sarà passato da molto tempo il Capodanno cinese”. Embedded image permalink

Laura Naka Antonelli 11 Gennaio 201613:14

Il tonfo dei mercati cinesi – che hanno perso -15% in sei giorni di contrattazioni- è stato provocato anche dalla pubblicazione dei numeri relativi all’inflazione. L’indice dei prezzi alla produzione della Cina è sceso per il 46esimo mese consecutivo a dicembre, segnando un tonfo -5,9%. Embedded image permalink

Laura Naka Antonelli 11 Gennaio 201613:19

Così Angus Nicholson di IG spiega la reazione dei mercati al nuovo crash dell’azionario cinese. “I mercati globali sono ancora ostaggio dei timori sulla Cina, e c’è incertezza sulla possibilità che il governo cinese agisca in modo sufficiente per rassicurare gli investitori di tutto il mondo. La People’s Bank of China (PBoC) ha stabilito un valore per lo yuan in modo praticamente invariato rispetto al valore di venerdì. Ma questa interruzione nel processo di svalutazione della moneta sembra aver avuto davvero poco effetto sulle attese degli investitori, che ritengono che ci sarà un ulteriore deprezzamento (dello yuan) nel breve. Nel grafico, i crolli degli indici di Borsa cinesi, che sono stati tutti superiori a -5%. Embedded image permalink

Laura Naka Antonelli 11 Gennaio 201616:19

Ancora una sessione di sell off sul petrolio, con i futures scambiati a New York che, dopo il crollo -10% della scorsa settimana, sono scesi fino a -2,8%, avvicinandosi al minimo in 12 anni. Stando ai dati che sono stati raccolti dalla US Commodity Futures Trading Commission, le posizioni nette lunghe degli speculatori sono scese -24% nella settimana terminata lo scorso 5 gennaio. A zavorrare il petrolio, le preoccupazioni sul futuro della Cina – forte alert sulla deflazione, con l’indice dei prezzi alla produzione in calo per il 46esimo mese consecutivo – e anche per il livello delle scorte, che in Usa rimangono al di sopra della media degli ultimi cinque anni di più di120 milioni di barili. A New York, i prezzi del petrolio hanno perso -30% lo scorso anno. E come di vede dal grafico, le scommesse “bullish” viaggiano al minimo in cinque anni. 

Laura Naka Antonelli 11 Gennaio 201616:24

Il Ftse Mib riporta un lieve rialzo, +0,35% a 19.938,69 punti. Tra i titoli bancari, sospesa per eccesso di ribasso Mps, che affonda -6,95%, scivolando sotto la soglia di 1 euro. Il valore di mercato della banca senese è inferiore a 3 miliardi di euro. 

Laura Naka Antonelli 11 Gennaio 201616:28

Il grafico di Mps di Borsa Italiana. Il titolo è stato colpito dalle vendite dalle prime sedute del 2016, dopo aver perso nel 2015 – rispetto al 2014 – il 40%. Le azioni della banca senese valgono meno di 1 euro, scivolano a 0,9615 con un tonfo teorico (il titolo è stato sospeso per eccesso di ribasso) di -7,81%. Il grafico riporta la performance del titolo in un anno di contrattazioni. 

Laura Naka Antonelli 11 Gennaio 201616:31

Tra gli altri titoli scambiati sul Ftse Mib, Saipem +2,66%, Mediaset -2,98%, Luxottica -0,88%, Generali -2,27%, Ferrari -1,68%. In generale a Piazza Affari si segnala anche il tonfo di Banca Carige che, dopo essere stata sospesa per eccesso di ribasso, torna alle contrattazioni con un crollo superiore a -12%.

Daniele Chicca 11 Gennaio 201617:36

Il listino italiano ha chiuso in ribasso dello 0,31% a quota 19.807,84 punti. Tra i titoli più pesanti si segnalano Mediaset, Generali, Ferrari e MPS, che dopo un ribasso di quasi il 10% ora vale meno di un euro. Tonfo anche per Banca Popolare (-2,29%) e Banca Carige che cede il 12% circa dopo una sospensione per eccesso di ribasso.

A livello settoriale si distingue in positivo il lusso, con Ferragamo e Moncler che chiudono in testa al paniere delle blue chip, mentre Popolare Milano si muove in controtenddenza rispetto al comparto bancario con un +2,46%. Tra gli altri titoli più positivi di giornata, Stm ha guadagnato il 2,6% e Prysmian quasi il 2%.

Daniele Chicca 11 Gennaio 201617:37

Il listino italiano ha chiuso in ribasso dello 0,31% a quota 19.807,84 punti. Tra i titoli più pesanti si segnalano Mediaset, Generali, Ferrari e MPS, che dopo un ribasso di quasi il 10% ora vale meno di un euro. Tonfo anche per Banca Popolare (-2,29%) e Banca Carige che cede il 12% circa dopo una sospensione per eccesso di ribasso.

A livello settoriale si distingue in positivo il lusso, con Ferragamo e Moncler che chiudono in testa al paniere delle blue chip, mentre Popolare Milano si muove in controtenddenza rispetto al comparto bancario con un +2,46%. Tra gli altri titoli più positivi di giornata, Stm ha guadagnato il 2,6% e Prysmian quasi il 2%.

Tra gli altri mercati, il dollaro si rafforza su euro e yen, mentre il petrolio scambiato al WTI americano scivola sotto i 32 dollari al barile per la prima volta dal 2003.