Petrolio: nuova ondata sell off. Morgan Stanley: crollo a $20 possibile in 2016
ROMA (WSI) – Nuovo sell off per i prezzi del petrolio , con il Brent che ha ceduto in mattinata fino a -3%, a quota $32 circa, vicino ai nuovi minimi degli ultimi 11 anni testati la scorsa settimana. Focus sull’outlook di Morgan Stanley, secondo cui quest’anno le quotazioni del Brent potrebbero scivolare fino a $20 al barile, sulla scia del rafforzamento del dollaro.
“Considerato l’apprezzamento del dollaro, scenari di $20-$25 per i prezzi del petrolio sono possibili, semplicemente per ragioni legate al valutario. Sono infatti il dollaro Usa e i fattori di natura non fondamentale a condizionare la performance dei prezzi”.
Ma certo ci sono ragioni anche di carattere fondamentale, se si considerano i rischi provenienti dalla Cina. Motivo per cui gli analisti di SocGen hanno tagliato le stime, prevedendo per il Brent un valore medio, nel corso del 2016, di $42,50, contro i quasi $54 attesi in precedenza: una revisione al ribasso di ben 11,25 dollari, che la banca francese spiega con il mancato intervento dell’Opec e con le preoccupazioni sull’economia cinese.
Alle 11.14 ora italiana, le quotazioni di petrolio riducono le flessioni, con il WTI Crude scambiato a New York che cede -1,36% a $32,71 e il Brent che fa -1,34% a $33,10.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.