Azionario, gestore del fondo numero uno: “in Italia c’è ancora valore”

21 Aprile 2016, di Daniele Chicca

MILANO (WSI) – Il gestore del fondo azionario migliore d’Italia, premiato alla cerimonia dei Morningstar Awards 2016, è convinto che nel mercato italiano ci sia ancora valore. Ha spiegato i motivi in un’intervista concessa a Valerio Baselli di Morningstar.

Marco Nascimbene, manager del Fondersel PMI, ha parlato di come la performance negativa del settore bancario abbia fortemente pesato sulla prova di Piazza Affari a inizio anno (nel primo trimestre perso il 17% circa, contro il -8,2% del resto dell’area euro.

“Sul nostro mercato il settore bancario pesa molto di più che sugli altri mercati europei, e le banche italiane sono state particolarmente appesantite dall’incidenza maggiore che hanno le sofferenze sul patrimonio e quindi dalla necessità, più volte richiesta dalla Bce, di ridurre il peso di queste sofferenze e di ricapitalizzare. Cosa che ha portato il mercato a prendere profitto sul settore aspettando gli aumenti di capitale che arriveranno nei prossimi mesi”.

A parte le banche, due settori che hanno patito particolarmente in Italia sono stati quello petrolifero, che anche in questo caso ha un peso maggiore sul nostro listino rispetto agli altri indici azionari europei, e quello industriale, in particolare l’auto, che dopo un 2015 molto positivo ha avuto una presa di profitto sui timori di un rallentamento economico globale.

Dopo un inizio d’anno quanto mai difficile, le previsioni sono relativamente ottimiste per il prosieguo del 2016. Specialmente nella seconda parte dell’anno, una volta passato l’ostacolo Brexit, il gestore è pronto a scommettere su “un andamento di recupero”, per due motivi:

  1. con gli aumenti di capitale attesi nei prossimi mesi nel settore bancario, con magari anche una soluzione di sistema di cui si è parlato in questi giorni, con la creazione di una “bad bank” per la gestione delle sofferenze e anche di aiuto per la sottoscrizione degli aumenti di capitale, in particolare per le banche più in difficoltà che sono le venete, questo potrà portare a un recupero del settore che come detto pesa molto sul listino;
  2. inoltre possiamo dire che l’economia europea e italiana, anche se con tassi di crescita non certo spettacolari, stanno dando buoni segnali e quindi sostengono quelli che sono i fondamentali delle aziende.

Le maggiori opportunità le offrono due dei comparti che più hanno accusato cali nel primo trimestre: le anche e l’industria.

“Si può aumentare l’esposizione al settore bancario in occasione degli aumenti di capitale, soprattutto nell’ambito della prima aggregazione, se portata avanti, nel settore delle popolari. Poi, sicuramente resta interessante il settore industriale, in Italia abbiamo molte società che sono leader nel loro settore di appartenenza, e che lo saranno anche in futuro. Senza dimenticare che sul mercato italiano ci sono state molte operazione di M&A (fusioni e acquisizioni, Ndr) e questo può avvenire anche nei prossimi anni, visto che tante aziende italiane sono interessanti a livello globale”.

Un altro fattore da non sottovalutare quando si decide dove investire sono i dividendi. Alcune società sono in grado di offrire cedole “molto interessanti soprattutto in questo contesto di tassi, con dividendi ripetibili nei prossimi anni, non dovuti a eventi straordinari”.

Fonte: Morningstar