Automazione, tutto quello che può essere automatizzato lo sarà

21 Giugno 2021, di Redazione Wall Street Italia

Secondo Deloitte l’automazione è una delle tecnologie più dirompenti dei nostri tempi e promette grandi benefici alle aziende

di Sandra Riccio

La Robotic Process Automation (Rpa) è una delle tecnologie più dirompenti che caratterizzano questa fase storica. Sta infatti trasformando il mondo produttivo e del lavoro. Le attività ripetitive, manuali, prevedibili che richiedono tempo o sono soggette a errori, con l’Rpa vengono apprese e automatizzate dai cosiddetti robot-software (bot) che fanno il lavoro di base.

Le decisioni ai vertici vengono comunque prese da esseri umani. Questo mondo, nato a fine anni ’50 del secolo scorso ma esploso con l’avvento dellIntelligenza Artificiale, è in enorme espansione. Secondo le stime sta crescendo a un ritmo del 20% annuo e probabilmente raggiungerà un livello di valore superiore ai 5 mila miliardi di dollari entro il 2024.

Secondo un’indagine condotta da Deloitte, i grandi manager d’azienda vedono già molti benefici nell’implementazione di questo nuovo strumento che porterà a un taglio medio dei costi del 22% e a un aumento delle entrate dell’11%. Il tutto già nei prossimi tre anni.

Come trarne vantaggio?

“Prima di applicare la Robotic Process Automation all’interno della realtà di lavoro occorre capire se il processo di Information Technology sia o meno ottimizzato per l’automazione – dice Paolo Gianturco, senior partner di Deloitte, responsabile FinTech –. In pratica, la Rpa va presa in considerazione soltanto se il processo IT è ben definito, programmato nel tempo e tutte le applicazioni hanno dati strutturati”.

Va detto che l’adozione di questo strumento è ancora contenuta. Tuttavia, il numero di storie di successo, sia con l’adozione su larga scala sia con progetti di automazione più piccoli e mirati, è abbastanza incoraggiante, in particolare nei settori finanziario e assicurativo. Un esempio è quello dei prestiti concessi in tempi brevi da società finanziarie o banche.
Si tratta di un vantaggio concorrenziale su cui molti istituti più all’avanguardia stanno puntando.
In questi il lavoro di valutazione della richiesta di finanziamento è in gran parte automatizzato e quindi offre risposte in tempi brevissimi.
È solo un esempio, perché le applicazioni sono davvero tante. I grandi manager d’azienda si aspettano che l’Rpa incrementi già nei prossimi tre anni del 27% la capacità della loro forza lavoro, il che equivale ad avere 2,4 milioni di dipendenti a tempo pieno in più. In ogni caso, anche se la Rpa può fornire risposte positive e rapide nella fase di applicazione concreta, diventa comunque impegnativa in quanto i processi IT non sono sempre semplici, di routine, ripetitivi e stabili.

“La vera sfida sarà quindi riuscire ad andare oltre agli ambiti di routine e riuscire ad applicare questo strumento anche in altri processi più complessi e scalare così l’ambito Rpa” spiega Gianturco.

La strada all’orizzonte è quella dell’iperautomazione in cui le imprese e le organizzazioni vanno a identificare, a valutare e poi ad automatizzare il maggior numero possibile di processi.
L’iperautomazione è l’uso orchestrato di più tecnologie, strumenti e piattaforme come l’Intelligenza Artificiale, l’apprendimento automatico, l’architettura event-driven e l’Rpa per automatizzare i processi aziendali. In futuro le realtà che hanno implementato con successo la Robot Process Automation introdurranno l’iperautomazione per la resilienza operativa. Tutto ciò che può essere automatizzato sarà automatizzato.

“La pressione del mercato per migliorare efficienza e agilità sta spingendo molte aziende e organizzazioni ad adottare queste tecnologie – conclude Gianturco –. Si tratterà quindi di restare competitivi”.

Automazione: come intraprendere questa strada?

“Il suggerimento è di pianificare l’introduzione dell’RPA fissando un obiettivo chiaro e definendo dei risultati di business da raggiungere” spiega Gianturco. Più nel dettaglio, sono tre i passaggi da considerare.
Il primo è quello di tracciare chiaramente l’obiettivo da raggiungere e identificare le ipotesi di utilizzo per questo tipo di strumento in base ai risultati aziendali chiave attesi in termini di entrate, spese e rischi.
In secondo luogo occorre ottimizzare i processi esistenti e standardizzare gli input di dati e la logica decisionale.
Come terzo punto bisogna identificare gli strumenti di iperautomazione più rilevanti.
Infine occorre implementare l’automazione dei processi con l’Intelligenza Artificiale (IA), come intelligenza aumentata. Sono queste le tappe essenziali per poter navigare verso la trasformazione hyper-digitale del futuro.