Daniele Chicca pagina 208
Il grande conoscitore di fondamentali di mercato: sono dinamiche bolle a sancire fine fase rialzista e non un evento catalizzatore esterno.
Dopo aver superato i 24 mila punti e raggiunto i massimi da luglio 2015, Piazza Affari rallenta il passo per poi virare in ribasso, vanificando i rialzi della mattinata. Al momento il paniere delle blue chip della Borsa di Milano, il Ftse MIB, cede lo 0,2% a 23.841 punti. Pesano i cali di Ferragamo (peggiore
Gli indici Dow Jones e S&P 500 sono destinati ad aprire gli scambi su nuovi livelli record con i trader che salutano con favore il compromesso trovato da Democratici e Repubblicani al Senato per interrompere lo shutdown. Aiutano anche le indicazioni favorevoli sulla stagione delle trimestrali, che offrono un altro motivo per comprare titoli azionari. Intanto
Il presidente della banca ha paura che il sentiment di mercato sia troppo ottimista: gap preoccupante con lo stato di salute dell’economia. Situazione potrebbe degenerare nello spazio di un anno.
Per Jeremy Grantham di GMO una volta che l’indice S&P 500 avrĂ raggiunto quota 3,400 – 3,700 punti, allora la fase rialzista avrĂ raggiunto il suo culmine.
Citigroup individua stranezze preoccupanti su azionario e creditizio mentre Bank of America condivide la formula per prevedere il capitombolo dei listini.
L’importanza della sostenibilitĂ come variabile degli investimenti: capitalismo responsabile premia anche dal punto di vista delle performance
Diversi indicatori tecnici dicono che le Borse si trovino su livelli estremamente elevati. L’indice della forza relativa RSI a 14 mesi a Wall Street ha oltrepassato la soglia degli 85 punti, ai massimi di 22 anni. Ma quello che sorprende (e preoccupa i rialzisti) ancora di più è che questo è il genere di segnale
Presidente: “In un contesto analogo, francesi voterebbero come gli inglesi”. In UK “perdenti globalizzazione hanno deciso che ne avevano abbastanza”: VIDEO.
Per la prima volta nella storia, un governo americano che gode della maggioranza alla Camera e al Senato è finito in shutdown, ovvero ha smesso di funzionare propriamente. Significa che i servizi statali non vengono più finanziati e questo comporta l’interruzione di alcune attività federali secondarie. La maggior parte dei servizi continuerà a operare normalmente,