Borse su di giri, Milano al top da metà 2015. Pictet: “iniziate a vendere”

23 Gennaio 2018, di Daniele Chicca

In Borsa, dove torna l’ottimismo dopo la fine dello ‘shutdown’ negli Stati Uniti, suonano diversi campanelli d’allarme di sopravvalutazione dei prezzi azionari. Secondo Pictet bisogna incominciare a vendere. Oggi Piazza Affari ha superato quota 24mila, raggiungendo i massimi da luglio 2015. La grande maggioranza delle banche d’affari consiglia di restare ancora esposti alle Borse, ma il gestore svizzero avverte che cattive sorprese sul fronte dell’inflazione e delle politiche monetarie potrebbero presto fermare la corsa dei listini. Con 18mila miliardi di denaro iniettato dalle banche centrali, il livello dei prezzi è ormai estremamente elevato secondo quasi tutti gli indicatori principali e la quota di cash nei portafogli di investimento è ai minimi di cinque anni. Intanto sul Forex l’euro risale sul dollaro. Buy anche sul petrolio.

Otto dei dieci indicatori misurati da Pictet sono su livelli di pericolo (surriscaldamento dei prezzi). I due elementi che mancano sono l’attività M&A su cifre record e la capitolazione dei risparmiatori che non hanno ancora comprato titoli azionari. Questi ultimi non si fidano dell’inflazione sotto giacente ‘core’, che esclude le componenti volatili di cibo ed energia, perché temono uno shock. Anche se questi fattori non sono sufficienti a segnalare una bolla degli asset finanziari, per Jeremy Grantham di GMO una volta che l’indice S&P 500 avrà raggiunto quota 3,400 – 3,700 punti, allora la fase rialzista sarà al suo culmine. Per Natixis i valori sono onerosi, ma da sola questa condizione non basta a giustificare un ripiegamento degli indici. Detto questo, è inutile correre rischi inutili e conviene pertanto rinunciare al rendimento alpha potenziale delle Borse e ridurre l’esposizione.

Diversi indicatori tecnici dicono che le Borse si trovino su livelli estremamente elevati. L’indice della forza relativa RSI a 14 mesi a Wall Street è ai massimi di 22 anni. Ma quello che sorprende (e preoccupa i rialzisti) ancora di più è che questo è il genere di segnale che si verifica molto raramente, essendo capitato soltanto l’1% delle volte dal 1930, nel 1955, 1986 e 1996.

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Daniele Chicca 22 Gennaio 201817:32

Seduta all’insegna della debolezza a Wall Street, dopo i nuovi record toccati nella seduta di venerdì scorso. In avvio l’indice Dow Jones scivola dello 0,28%, l’S&P500 segna un -0,04% e il Nasdaq è sulla parità. Il Ftse MIB chiude a +0,59% in area 23.890 punti.

Daniele Chicca 22 Gennaio 201817:40

Tra i singoli titoli caldi di giornata a Piazza Affari si segnala Yoox, che guadagna oltre il 24% nel giorno dell’ora della svizzera Richemont. Positivo anche l’andamento delle azioni Banco Bpm, Ferragamo, Pop Emilia e Ubi Banca. In rosso Stm, Moncler, Pirelli, Recordati e Unipol.

Daniele Chicca 22 Gennaio 201819:15

Tra i singoli titoli caldi di giornata a Piazza Affari si segnala Yoox, che guadagna oltre il 24% nel giorno dell’Opa della francese Richemont. Positivo anche l’andamento delle azioni Banco Bpm, Ferragamo, Pop Emilia e Ubi Banca. In rosso Stm, Moncler, Pirelli, Recordati e Unipol.

Daniele Chicca 23 Gennaio 201810:04

Gli ennesimi record di Wall Street ieri sera portano nuovo entusiasmo anche sulle Borse europee, con Piazza Affari che si porta sui massimi dal luglio del 2015. Al momento dopo aver superato la soglia dei 24 mila punti, il listino Ftse Mib vale 24.033 punti, forte di un rialzo di oltre mezzo punto percentuale. Un aiuto arriva dalla notizia della fine dello shutdown dopo tre giorni di disagi e interruzione dei servizi federali secondari. I Democratici del Senato hanno accettato un compromesso e votato a favore della legge di finanziamento del governo fino all’8 febbraio.

Daniele Chicca 23 Gennaio 201812:04

Sul Forex il dollaro rimbalza leggermente dopo l’estensione di tre settimane dei finanziamenti al governo Usa. L’euro scivola a $1,2245 da $1,2262 di lunedì. Intanto il Dow Jones e l’S&P 500 sono destinati ad aprire gli scambi su nuovi livelli record con i trader che salutano con favore il compromesso trovato da Democratici e Repubblicani al Senato per interrompere lo shutdown. Aiutano anche le indicazioni favorevoli sulla stagione delle trimestrali, che offrono un altro motivo per comprare titoli azionari.

I future sul Dow avanzano dello 0,4% a 26.295 punti, mentre quelli sull’S&P 500 guadagnano lo 0,2% a quota 2.840,75. I contratti analoghi sul Nasdaq-100 salgono dello 0,3% a 6.953,50 punti. Tutti e tre gli indici principali della Borsa Usa hanno chiuso sui massimi di sempre ieri, quando si iniziava a capire che le autorità politiche americane avrebbero trovato un’intesa per la legge di bilancio. L’S&P 500 ha registrato un progresso dello 0,8% a quota 2.832,97, il Nasdaq ha guadagnato l’1% a 7.408,03 punti mentre il Dow Jones è salito dello 0,6% in area 26.214,60.

Daniele Chicca 23 Gennaio 201812:20

Dopo aver superato i 24 mila punti e raggiunto i massimi da luglio 2015, Piazza Affari rallenta il passo per poi virare in ribasso, vanificando i rialzi della mattinata. Al momento il paniere delle blue chip Ftse MIB cede lo 0,2% a 23.841 punti. Pesano i cali di Ferragamo, Leonardo, Ferrari e Poste Italiane.

Daniele Chicca 23 Gennaio 201814:57

Anche il mercato Usa inizia a indebolirsi con i trader che iniziano a preoccuparsi per la minaccia di una guerra commerciale globale, che i trader considerano essere l’unica cosa dalla quale nemmeno le banche centrali sarebbero in grado di difendere i mercati. Non c’è stato neanche il tempo per festeggiare la firma sull’intesa per mettere fine allo shutdown, che i rialzisti si trovano a dover fare i conti con la minaccia di una guerra commerciale.

Subito dopo il compromesso tra Democratici e Repubblicani per estendere il finanziamento del governo fino all’8 febbraio, l’amministrazione Trump si è immediatamente lanciata in nuove battaglie economiche e commerciali sulle frontiere internazionali. Ieri notte l’esecutivo ha fatto scattare un drastico giro di vite soprattutto contro Pechino e Seul, penalizzando l’import di lavatrici e di pannelli solari, imponendo dazi del 30% sulle importazioni di pannelli solari negli Stati Uniti. Dazi in arrivo anche per le lavatrici.

Daniele Chicca 23 Gennaio 201816:41

I rumor si sono rivelati corretti: il COO e secondo più alto dirigente di Twitter Anthony Noto lascia il gruppo di microblogging per diventare l’amministratore delegato di un’altra impresa, SoFi. Il posto lasciato vacante verrà colmato per il momento dal gruppo di dirigenti dI Twitter. Subito dopo la notizia, che ha colto di sorpresa Twitter, il titolo ha perso terreno in Borsa.

Matt Derella, il vice presidente del fatturato e delle operazioni globali, continuerà a occuparsi del mercato degli affari pubblicitari. Resta da vedere quanto potrà restare efficiente il business model di Twitter ora che il suo amministratore delegato deve ricoprire due ruoli a tempo pieno e dopo la dipartita del suo numero due.