Alfano: Renzi, ci rivedremo presto!

2 Giugno 2017, di Giovanni Falcone

Nel mentre viene apostrofato dall’ex premier come il “ministro di tutto”, lo statista siculo gli risponde che “ci si rivede alla prossima legislatura”, a prescindere dalla soglia di sbarramento.

Non si capisce se è una promessa o una minaccia.

Quando si mette in gioco la poltrona, allora lo scontro si fa duro: ognuno tiene famiglia e questo alzare la soglia di sbarramento al 5% può essere una vera ecatombe per tanti capi partito da prefisso telefonico.

L’Amarcord verso queste sterpaglie o cespugli della politica è già partito, anche se il provvedimento del 5%, allo stato, è stato solo annunciato nella nuova legge elettorale che si sta cercando di scrivere prima delle prossime elzioni.

I grandi partiti, quelli che vanno dal 10/15% e oltre sono d’accordo sulla nuova soglia di sbarramento per potersi “accomodare” in Parlamento: minimo il 5% per Camera e Senato, come se fossimo in Germania.

Ma vi sembra facile l’operazione? Vi basta pensare che in Germania in 70 anni hanno avuto 8 Governi mentre noi, modestamente, ben 65 nello stesso periodo.

Se in Italia non funziona niente non lo dico io, lo dicono i fatti: nelle statistiche europee, a cominciare dal lavoro, dal livello di funzionamento della Pubblica amministrazione, dal controllo del territorio, trasporti, vivibilità nel suo complesso, siamo gli ultimi in Europa e i primi in “negatività”, “corruzione ed evasione fiscale”.

65 Governi, significherà pure qualcosa: a noi non piacciono le procedure semplici e comprensibili e questo ce lo ha detto pure la Corte costituzionale con la bocciatura del “ballottaggio” della ex legge elettorale, la buon’anima dell’Italicum.

Era un sistema che al secondo turno – chiamato per l’appunto ballottaggio – chi prendeva un voto in più fra i primi due partiti usciti al primo turno, aveva vinto e aveva titolo a governare. Pensiamo che da noi, il ballottaggio, è legittimo e consentito sull’intero territorio nazionale per Comuni superiori a 15 mila abitanti mentre è ritenuto, per come la Consulta si è espressa il 24 gennaio 2016,  incostituzionale a livello nazionale: come osservatore interessato alla politica nostrana mi riesce difficile capire!

MACRON in Francia è diventato Presidente con appena il 24% dei voti presi alla prima tornata. Da noi invece, per poter governare ed avere diritto al premio di maggioranza, qualunque forza politica deve prendere almeno il 40%.

In pratica la Consulta ci ha già detto che non vincerà nessuno per poter governare, ma al contrario vinceranno tutti per poter stare seduti in Parlamento.

Noi italiani siamo grandi, ma che dico, grandissimi: la Germania ci fa un baffo nel sistema elettorale e nella capacità di elaborare Governi, coalizioni e poltrone, tante poltrone, nessuno escluso.

L’Italia è un Paese complicato, non si può semplificare così su due piedi e in questo l’Angelino siciliano ha ragione. Come faremo senza di lui, con la sua esperienza, la sua loquacità e capacità politica- organizzativa già espressa in tutti questi anni?

Riusciremo a sopravvivere?

È scoppiata la guerra, si parla di inciuci, di accordi finalizzati allo sfascio del Paese, alla ingovernabilità e disastri di ogni genere. Insomma, forse ci conviene continuare così, con questa impostazione che dura da 70 anni, abbiamo ormai maturato una esperienza che non ci batte nessuno e i 65 Governi lo dimostrano.

Tieni duro Angelino, siamo con te!

D’altro canto, gli italiani lo hanno detto chiaro il 4 dicembre 2016 all’appuntamento referendario: non vogliono cambiare niente e va bene così. Vogliono una sinistra varia, assortita e capace di interpretare il pensiero degli italiani a 360°, offrendo a tutti di dire e dissentire, fare e disfare, rompere e aggiustare e insomma, tirare a campare!

Nel contempo, vogliamo una destra approssimativa che risolve tutto o niente – Berlusconi docet – nell’attesa dell’arrivo del leader politico genovese che prima ci ha fatto ridere, domani non so, potrebbe anche farci piangere.