Alert volatilità, Goldman Sachs: “Andate cash”

23 Marzo 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – In vista di un periodo di elevata volatilità, lo strategist di Goldman Sachs Christian Mueller-Glissmann consiglia di “andare cash”. Nel suo ultimo rapporto dal titolo “Global Opportunity Asset Locator”, l’analista scrive che “il rally ‘di sollievo’ registrato dagli asset rischiosi potrebbe spegnersi sul breve termine” e avverte che “il pesante calo dei prezzi del petrolio tornerà a pesare sui titoli” ad alto rendimento.

La strategia ideale da tenere, dunque, secondo l’analista della banca è quella di “ridurre l’esposizione al rischio” non detenere obbligazioni americane ad alto rendimento (i bond high yield), perché “il rapporto tra rischio e ritorno da investimento è meno favorevole se le quotazioni del petrolio invertiranno rotta”.

 

Tutto nei mercati ormai dipende da cosa fa e dove va il greggio, pertanto c’è da tenere alta la guardia. Dall’11 febbraio le quotazioni dell’oro nero sono cresciute, di pari passo con gli asset rischiosi. A sostenere il rimbalzo sono stati i cali della produzione di barili in Usa e un miglioramento del sentiment nei confronti della crescita economica globale.

Tuttavia “con i prezzi del petrolio che sono tornati sulla parte alta della nostra forchetta di previsioni, siamo preoccupati che possano calare ancora, innervosendo un’altra volta gli asset rischiosi”, come i titoli azionari.

I rendimenti dei bond sono risaliti anch’essi e il mercato inizia a scontare una inflazione artificiale negli Stati Uniti, creata dalle manovre della banca centrale, cui però non viene accompagnata una ripresa delle attività economiche (la cosiddetta ‘reflation’, fusione di recessione e inflazione).

Questo fenomeno potrebbe manifestarsi nella seconda parte dell’anno, in particolare negli Stati Uniti, ma la fase positiva per azionario e titoli rischiosi in generale potrebbe interrompersi molto prima.

A livello operativo, gli analisti della banca americana dicono di voler rimanere sottopesati sulle materie prime nei prossimi tre mesi e mantengono invece un approccio neutrale per i prossimi 12 mesi. “Quando il fronte dell’offerta si stabilizzerà, le commodity diventeranno più attraenti“, si legge nel report.

I prezzi del petrolio saranno molto volatili, oscillando tra i 25 dollari e i 45 dollari al barile, offrendo quindi un rapporto tra rischi e benefici basso. I rischi nel secondo trimestre sono numerosi (Brexit, crisi rifugiati, elezioni Usa, Cina, incertezza sui tassi) e finiranno per innervosire diversi mercati. In un contesto volatile come quello appena descrito, di riflesso abbiamo deciso di “ridurre la percentuale di asset rischiosi nella nostra asset allocation a tre mesi ora che entriamo nel secondo trimestre dell’anno”.

Proprio in vista di un’alta volatilità nel prossimo trimestre, la percentuale liquida in portafoglio va invece aumentata, tanto che lo strategist ha deciso di promuovere la componente cash a Overweight nei prossimi tre mesi e consiglia di privilegiare tutte le strategie che possono rivelarsi vincenti in periodi di alta volatilità.

Un altro consiglio è quello di sottopesare i bond governativi nei prossimi 3-12 mesi di orizzonte temporale: dal momento che l’inflazione continua a spingere in rialzo i rendimenti, sono da preventivare “tre rialzi dei tassi di interesse quest’anno.

“Anche se sul brevissimo termine, le parole accomodanti della banca centrale e i prezzi bassi del petrolio sono favorevoli ai bond, i rendimenti decennali statunitensi scambieranno sotto l’1,75% per ancora molto tempo”.