Ue: nuovi eurobond per rafforzare la moneta unica

29 marzo 2017, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – Il progetto è già partito a novembre con uno studio di fattibilità e giovedì scorso la bozza è arrivata sul tavolo di Mario Draghi e del Consiglio I’Ue. Si tratta di una proposta sui titoli di Stato e i bilanci bancari a cui lavorano Consiglio Ue sul rischio sistemico – Esrb – e il vicepresidente della Comissioone Ue Valdis Dombrosvskis che afferma:

“Stiamo dando seguito al lavoro del Consiglio sul rischio sistemico sulla creazione di bond collateralizzati da titoli di Stato. Vediamo un valore aggiunto nel cartolarizzare i bond sovrani, creando un marchio europeo in modo che si possano produrre e vendere questi nuovi titoli”.

La proposta ha come scopo quello di rafforzare la moneta unica e completare l’unione bancaria una volta per tutte e apparirà in maggio in un documento di riflessione della Commissione Ue sul futuro dell’euro.

Si tratta di emettere nuovi titoli europei chiamati Sbs, sovereign -backed securities, bond europei collateralizzati da obbligazioni emesse dai governi. Non sono dei veri e proprio eurobond ma svolgono nel loro complesso molte funzioni di queste.

In particolare gli Sbs offrono ai mercati una strumento liquido, di dimensioni globali e sicuro alla stessa stregua dei titoli del tesoro americano. Le banche Ue possono investire sugli Sbs invece che concentrare i rischi nei bond sovrani del proprio paese. Inoltre se dovesse innescarsi una crisi, gli Sbs possono limitare la fuga di capitali da paesi deboli verso quelli più forti, riuscendo così a contenere lo spread tra bond sovrani.

Il progetto sugli Sbs nasce nel 20111 da un gruppo di economisti capitanati da Markus Brunnermeier, professore di finanza a Princeton che conta fra i suoi discepoli Marco Pagano, oggi numero uno dellIstiuto Einaudi di Roma. Come rende noto un articolo de Il Corriere della Sera:

“L’idea di base prevede che un’entità – il fondo salvataggi Esm o un gruppo di istituzioni finanziarie internazionali – compri sul mercato titoli di Stato dell’area euro per un valore nominale fino al 60% del prodotto lordo dell’area: seimila miliardi di euro. I titoli vengono comprati in proporzione al peso di ciascun Paese nell’economia dell’area. Il gruppo di banche o l’Esm quindi impacchettano in modo omogeneo, creano e vendono nuovi titoli a reddito fisso finanziati dai flussi di cedole e di rimborsi di quella massa di bond sovrani: dentro ciascun bond ci sarà pro-quota un po di Germania, di Francia, Italia e così via per i 19 governi. Una fetta fino del valore fino a 4.800 miliardi di euro di quei nuovi bond sarà senior – in prima fila nel versamento degli interessi e nei rimborsi – dunque sicura come oggi lo è il Bund tedesco. Il restante sarà junior: più rischioso e a più alto rendimento”.

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