FTSE MIB

Il FTSE-MIB è il più importante indice di borsa in Italia. Il suo nome è l'acronimo di Financial Times Stock Exchange Milano Indice di Borsa e la pronuncia corretta è futsi-mib.
Viene considerato l'indice di benchmark del mercato italiano in quanto rappresenta l'80 per cento della capitalizzazione del listino azionario del Paese.

Nata nasce nel 2009 dalla fusione tra la Borsa italiana e la London Stock Exchange, racchiude in sé le azioni di 40 rilevanti società italiane ed estere che spiccano per capitalizzazione e liquidità sul mercato. La maggior parte delle aziende quotate al FTSE-MIB è attiva nel settore bancario, industriale e assicurativo: militano al suo interno compagnie del calibro di Unicredit, Fiat, Intesa Sanpaolo, Telecom Italia, Lottomatica, Eni ed Enel.

Il FTSE-MIB è stato soggetto a un periodo di depressione iniziato nel 2012 con il raggiungimento del minimo mai segnato dalla sua istituzione: 12.295,80 punti. Una lenta progressione, favorita dalle linee di condotta elastiche accordate dalla BCE, ha portato al raggiungimento di un picco eccezionale nel 2014, nel quali si è toccato il vertice dei 22.502,97 punti. Il contesto poco favorevole e la paura del debito emergente nelle aree periferiche dell'Eurozona hanno influito negativamente sul FTSE-MIB, spingendolo nuovamente al di sotto dei 22.000 pur mantenendo comunque un modesto livello di crescita dello 0.23%.

Nel 2015 l'andamento dell'indice è legato alle vicende della crisi Greca.
Lo stanziamento di un nuovo piano di aiuti e la temporanea risoluzione del debito, congiuntamente ai piani espansivi promulgati dalla Banca Centrale Europea, incentivano una crescita che consente al FTSE-MIB di sfondare la soglia del 24.000 punti. Il nuovo focolaio della crisi greca causa tensioni a livello europeo che peseranno a ribasso sull'andamento azionistico: il FTSE-MIB, tuttavia, riesce a viaggiare stabilmente sui 22.000 punti.

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