Profondo rosso per il Ftse Mib, investitori preoccupati per crisi del debito pubblico

10 Giugno 2022, di Massimiliano Volpe

Finale di settimana in profondo rosso per Piazza Affari , con l’indice Ftse Mib che cede il 5% appesantita dalla pesante flessione del comparto bancario. Bper cede oltre il 13% dopo avere presentato il nuovo piano industriale, Banco BPM lascia sul terreno il 10%, male anche Unicredit -.8,28%, Intesa Sanpaolo -7,2%.

Nessuna blue chip si salva dalle forti vendite innescate dopo la riunione della Bce di ieri nella quale ha preannunciato rialzi dei tassi di interesse nella zona euro a partire da luglio e la fine dei piani di quantitative easing che avevano contribuito a mantenere sotto controllo i mercati dei titoli di stato europei.

Le misure annunciate ieri dalla Bce sono destinate a pesare sui conti pubblici dei paesi europei più indebitati come l’Italia.

Male anche le altre borse europee ma con perdite più contenute rispetto a Milano. a Francoforte il Dax lascia sul terreno il 2,9% mentre a Parigi il Cac 40 cede il 2,76%.

Ftse Mib, investitori temono crisi del debito pubblico

A pesare in questi giorni sul mondo bancario contribuisce il recente rialzo dello spread Btp /Bund a 230 punti che influisce negativamente sui prezzi dei titoli di stato italiani detenuti in portafoglio dagli istituti di credito.
Ad accentuare la tensione sui mercati hanno contribuito le scarse informazioni rilasciate ieri dalla Bce circa la possibilità di dare vita ad un nuovo piano salva Spread per limitare le tensioni sul debito pubblico dei paesi periferici della zona euro come Spagna, Portogallo, Italia e Grecia.

Secondo Azad Zangana, economista di Schroders “sembra che gli investitori internazionali siano sempre più preoccupati per il rischio di un’altra crisi del debito nell’Europa periferica”. “È ancora presto, ma con le elezioni, considerate cruciali, che si terranno l’anno prossimo in Italia, Spagna e Grecia, il rischio politico potrebbe tornare a interferire con il modo in cui la Bce deve e può impostare la politica monetaria” sottolinea Zangana.

Il debito pubblico italiano ha toccato a marzo un nuovo massimo storico a 2.755 miliardi di euro a seguito delle ingenti misure a sostegno dell’economia varate dal governo per uscire dalla crisi provocata dalla pandemia di Covid.