Tensione sui Btp: Lega-M5S vogliono che Bce cancelli 250 miliardi di debito

16 maggio 2018, di Daniele Chicca

La bozza del patto di governo tra Lega e M5S è stata pubblicata in esclusiva e contiene un paio di misure che hanno innervosito i mercati finanziari, tra cui la possibilità di uscire dall’euro e la richiesta alla Bce di “perdonare” 250 miliardi di debito. Il “governo del cambiamento” – riporta l’Huffington Post – vorrebbe cancellare 250 miliardi di bond che sono comprati con il Quantitative Easing, vorrebbe “riformare in modo radicale” il patto di Crescita e Stabilità del fiscal compact, vorrebbe ridurre i contributi dell’Italia al bilancio UE e vorrebbe ottenere soldi dal fondo European Social Fund per poter finanziare i piani di reddito minimo e flat tax. Il nascente governo vorrebbe anche creare un meccanismo di uscita dall’euro, annullare le sanzioni contro la Russia e abbassare l’età pensionabile, pare di tre anni. I due partiti hanno confermato che la bozza è veritiera e che però è stata rivista, precisando che l’Italia rimarrà nell’area euro.

Ieri sui mercati lo Spread tra Btp e Bund si è ampliato in area 137 punti base e i rendimenti del titolo decennale sono saliti fino all’area 2,1% (vedi grafico). Secondo i calcoli di BNY Mellon, nonostante il nervosismo, i mercati sono incredibilmente compiacenti e non scontano la possibile spaccatura dell’Eurozona. Anche se la possibilità di uscita di uno stato membro è remota, non è spiegabile, secondo gli analisti della banca, come mai i mercati non scontino nemmeno una benché minima possibilità che questo possa accadere, in un un’unione monetaria che peraltro non è veramente un’unione fiscale.

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16 maggio 201811:02

Oggi Piazza Affari cede circa un punto percentuale, messa sotto pressione dalle proposte esplosive presenti nella prima bozza del contratto di governo presentata da Lega e M5S al Quirinale. Il mercato italiano, che ieri ha premiato il Ftse MIB, andato ancora una volta meglio del resto d’Europa (+0,31% contro un indice paneuropeo EuroStoxx 50 invariato), oggi invece annaspa.

Il motivo è che, sebbene l’allontanarsi delle prospettive di accordo per il governo penta-leghista riporti le elezioni anticipate in pole position, il tempo che passa sembra aver bruciato le possibilità di svolgerle in luglio. Autunno sembra la data più probabile. Mattarella, sfruttando l’esigenza di fare le manovre per fermare l’aumento dell’IVA e la legge di bilancio per il 2019 da approvare entro dicembre, dovrebbe rinviare l’appuntamento elettorale al prossimo anno, varando un governo tecnico “neutrale” per gestire l’ordinaria amministrazione e possibilmente rivedere la legge elettorale.

16 maggio 201811:40

I Btp italiani estendono le perdite, con lo spread tra Btp e Bund che si allarga sopra la soglia dei 140 punti base, tornando su livelli che non si vedevano da metà di gennaio di un anno fa. Il differenziale di rendimento tra i bond decennali di Italia e Germania, penalizzato dai contenuti esplosivi della prima bozza di programma di Governo M5S-Lega è in netto rialzo stamattina: ha toccato un massimo di 144 punti base con il rendimento dei Btp a 10 anni che ha sfondato la soglia del 2% e si colloca al momento al 2,04%.

16 maggio 201815:04

Piazza Affari continua a fare peggio delle altre Borse europee, con il Ftse MIB che cede quasi due punti percentuale e l’indice EuroStoxx 600 che è poco variato. Il fatto che Lega e M5S abbiano pensato di proporre un perdono del debito di 250 miliardi e un meccanismo di uscita dall’euro, ha innervosito i mercati e i gestori.

Le banche dell’area euro cedono mezzo punto percentuale (ticker .SX7E), anche se si sono riprese dopo un avvio in pesante calo, in seguito alle dichiarazioni di un portavoce della Lega, l’economista Claudio Borghi, secondo cui l’ipotesi di cancellazione del debito non è mai stata inserito ufficialmente nella bozza del programma di governo.

“La proposta è surreale. Pretendere di ottenere una cancellazione unilaterale di 250 miliardi di uro di dbito comprato dalla Bce nell’ambito del suo programma QE sarebbe assurdo”, ha dichiarato a Reuters il gestore di Anthilia Capital Partners Giuseppe Sersale. “Anche se è infattibile, la proposta ha aumentato le possibilità che i rapporti si facciano più tesi con l’Europa e un disciplina fiscale meno attenta” nella terza economia dell’area euro.

16 maggio 201816:16

Piazza Affari continua a fare peggio delle altre Borse europee, con il Ftse MIB che cede mezzo punto percentuale e l’indice EuroStoxx 600 che avanza dello 0,16%. Il fatto che Lega e M5S abbiano pensato di proporre un perdono del debito di 250 miliardi e un meccanismo di uscita dall’euro, ha innervosito i mercati e i gestori.

Le banche dell’area euro cedono mezzo punto percentuale (ticker .SX7E), anche se si sono riprese dopo un avvio in pesante calo, in seguito alle dichiarazioni di un portavoce della Lega, l’economista Claudio Borghi, secondo cui l’ipotesi di cancellazione del debito non è mai stata inserito ufficialmente nella bozza del programma di governo.

“La proposta è surreale. Pretendere di ottenere una cancellazione unilaterale di 250 miliardi di uro di dbito comprato dalla Bce nell’ambito del suo programma QE sarebbe assurdo”, ha dichiarato a Reuters il gestore di Anthilia Capital Partners Giuseppe Sersale. “Anche se è infattibile, la proposta ha aumentato le possibilità che i rapporti si facciano più tesi con l’Europa e un disciplina fiscale meno attenta” nella terza economia dell’area euro.

16 maggio 201816:35

In Usa Wall Street ha aperto in progresso, con i risultati positivi di Macy’s (+5,7%) che sostengono il settore delle vendite al dettaglio mentre i titoli del settore energetico pagano il ripiegamento del petrolio. L’indice settoriale dei beni al consumo discrezionali (.SPLRCD) sale dello 0,61%, con J. C. Penney (JCP.N), Kohl’s (KSS.N) e Nordstrom (JWN.N) che mettono a segno rialzi compresi tra l’1,5 e il 3%. 

Tuttavia i dubbi sulle possibilità di successo del summit tra Stati Uniti e Corea del Nord previsto per il mese di giugno e il calo del greggio stanno limitando i rialzi dei tre indici principali della Borsa americana.

16 maggio 201816:37

In Usa Wall Street ha aperto in progresso, con i risultati positivi di Macy’s (+5,7%) che sostengono il settore delle vendite al dettaglio mentre i titoli del settore energetico pagano il ripiegamento del petrolio. L’indice settoriale dei beni al consumo discrezionali (.SPLRCD) sale dello 0,61%, con J. C. Penney (JCP.N), Kohl’s (KSS.N) e Nordstrom (JWN.N) che mettono a segno rialzi compresi tra l’1,5 e il 3%. 

Un aiuto arriva anche dal fronte macro, con la produzione industriale che in aprile si è stabilizzata sui massimi di sette anni. Tuttavia i dubbi sulle possibilità di successo del summit tra Stati Uniti e Corea del Nord previsto per il mese di giugno e il calo del greggio (contratto WTI -0,8%) stanno limitando i rialzi dei tre indici principali della Borsa americana.

16 maggio 201816:39

In Usa Wall Street ha aperto in progresso, con i risultati positivi di Macy’s (+5,7%) che sostengono il settore delle vendite al dettaglio mentre i titoli del settore energetico pagano il ripiegamento del petrolio. L’indice settoriale dei beni al consumo discrezionali (.SPLRCD) sale dello 0,61%, con J. C. Penney (JCP.N), Kohl’s (KSS.N) e Nordstrom (JWN.N) che mettono a segno rialzi compresi tra l’1,5 e il 3%. 

Un aiuto arriva anche dal fronte macro, con la produzione industriale che in aprile si è stabilizzata sui massimi di sette anni. Tuttavia i dubbi sulle possibilità di successo del summit tra Stati Uniti e Corea del Nord previsto per il mese di giugno e il calo del greggio (contratto WTI -0,8%) stanno limitando i rialzi dei tre indici principali della Borsa (Dow +0,11%, S&P 500 +0,18% e Nasdaq +0,35%)

16 maggio 201816:42

In Usa Wall Street ha aperto in progresso, con i risultati positivi di Macy’s (+5,7%) che sostengono il settore delle vendite al dettaglio mentre i titoli del settore energetico pagano il ripiegamento del petrolio. L’indice settoriale dei beni al consumo discrezionali (.SPLRCD) sale dello 0,61%, con J. C. Penney (JCP.N), Kohl’s (KSS.N) e Nordstrom (JWN.N) che mettono a segno rialzi compresi dell’1,5-3%. 

Un aiuto arriva anche dal fronte macro, con la produzione industriale che in aprile si è stabilizzata sui massimi di sette anni. Tuttavia i dubbi sulle possibilità di successo del summit tra Stati Uniti e Corea del Nord previsto per il mese di giugno e il calo del greggio (contratto WTI -0,8%) stanno limitando i rialzi dei tre indici principali della Borsa Usa (Dow +0,11%, S&P 500 +0,18% e Nasdaq +0,35%).

16 maggio 201816:43

In Usa Wall Street ha aperto in progresso, con i risultati positivi di Macy’s (+5,7%) che sostengono il settore delle vendite al dettaglio mentre i titoli del settore energetico pagano il ripiegamento del petrolio. L’indice settoriale dei beni al consumo discrezionali (.SPLRCD) sale dello 0,61%, con J. C. Penney, Kohl’s e Nordstrom che mettono a segno rialzi compresi tra l’1,5 e il 3%. 

Un aiuto arriva anche dal fronte macro, con la produzione industriale che in aprile si è stabilizzata sui massimi di sette anni. Tuttavia i dubbi sulle possibilità di successo del summit tra Stati Uniti e Corea del Nord previsto per il mese di giugno e il calo del greggio (contratto WTI -0,8%) stanno limitando i rialzi dei tre indici principali della Borsa Usa (Dow +0,11%, S&P 500 +0,18% e Nasdaq +0,35%).

16 maggio 201817:26

Dopo la pubblicazione delle scorte settimanali americane di petrolio, i prezzi della materia prima sul WTI rimbalzano portandosi sopra l’area dei 71 dollari al barile. Le scorte di greggio sono scese più del previsto e per la seconda settimana di fila, di circa 1,404 milioni di barili per giorno la settimana scorsa (conclusasi l’11 maggio). La riduzione delle scorte è un segnale positivo per un mercato da tempo alle prese con un’offerta in eccesso.

Le scorte di prodotti distillati sono calate di 0,092 milioni di barili al giorno e quelle di benzina di 3,790 milioni di barili. Quelle di cushing sono invece aumentate di 0,053 milioni. I trader rimangono sull’attenti per via delle possibili nuove sanzioni contro l’Iran dopo che gli Usa hanno deciso di tirarsi fuori dall’accordo sul nucleare stretto nel 2015.

Anche la situazione sempre molto critica in Venezuela – uno dei maggiori paesi esportatori di petrolio, e le tensioni in Medioriente e in generale di geopolitica, potrebbero continuare a sostenere i prezzi. In questo momento un barile WTI vale 71,30 dollari (+0,35%), mentre il Brent è in lieve rialzo dopo aver toccato quota 78,45 dollari (massimi di seduta).

16 maggio 201818:02

Piazza Affari chiude in forte calo, con il Ftse Mib che perde il 2,39%. In calo Fineco, Banco BPM,Mediaset, UniCredit e Mediolanum. In rialzo solo Saipem, Tenaris, Moncler, Ferragamo e Luxottica.

16 maggio 201822:10

Sul secondario i Btp vengono colpiti dalle vendite: lo Spread tra i rendimenti dei bond italiani e quelli tedeschi si allarga oltre i 152 punti, a fronte di tassi che aumentano più del 7% fino al 2,14%, ben oltre la soglia del 2%, superata per la prima volta dal mese di marzo. L’ampliamento dei rendimenti è il più intenso dal luglio del 2017.

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