Azionario globale, rimanere o uscire? I maggiori rischi

22 gennaio 2016, di Rory Bateman (Schroders)

Le ultime settimane del 2015 si sono rilevate complicate per i mercati, poiche’ le crescenti preoccupazioni sulla crescita globale, sulla geopolitica e sul primo rialzo dei tassi di interesse della Federal Reserve  hanno avuto un impatto sulla fiducia. Le azioni europee hanno perso il 5,3% a dicembre, portando i rendimenti totali annui all’8,2% in valuta locale. Tuttavia, il calo del 10% della divisa europea rispetto al dollaro ha fatto si’ che, in termini di dollaro, il mercato abbia perso il 2%

La volatilita’ del mercato e’ proseguita a gennaio, causata principalmente dalle delusioni sulla crescita cinese e sulle tensioni in Medio Oriente.

Crediamo che il mercato azionario europeo continui ad offrire una storia di ripresa allettante e che, nonostante le preoccupazione sulla crescita dei Mercati Emergenti, il tema della ripresa autonoma dell’Europa sia intatto e gli investitori dovrebbero quindi avvantaggiarsi della recente debolezza del mercato.

La crescita degli utili nell’Eurozona attorno al 10% nel 2015 ha superato l’espansione a cifra singola dello S&P.

L’euro piu’ debole e’ stato un fattore significativo per tale crescita, tuttavia continuiamo a credere che ci sia un eccesso di capacita’ in molti settori, che dovrebbe essere sfruttato meglio nei prossimi mesi, dando luogo a sua volta a un’espansione dei margini di profitto.

La continua – sebbene a bassa crescita – ripresa economica in Europa dovrebbe fornire un contesto ragionevole affinche’ la leva operativa e finanziaria guidino la profittabilita’ delle imprese.

Continuera’ la volatilita’ nel cambio delle valute?

Il programma di quantitative easing di Mario Draghi ha avuto effetti benefici significativi per gli esportatori europei, grazie all’euro debole che ne e’ derivato.

Mentre la traiettoria dell’aumento dei tassi negli Usa e’ molto incerta, la politica monetaria estremamente accomodante nell’ Eurozona sembra destinata a essere confermata in futuro, indicando che l’euro potrebbe rimanere debole ancora per diverso tempo. Tuttavia ulteriori deprezzamenti significativi dell’euro sembrano improbabili: cio’ implica che il supporto per le imprese legato alla valuta diminuira’ durante l’anno.

Un rafforzamento del dollaro ha implicazioni negative per i Mercati Emergenti, dato che molti adoperano un sistema di cambio agganciato al biglietto verde. Dopo la debacle estiva, la Cina sembra destinata a operare un continuo deprezzamento del renminbi rispetto al dollaro, mentre alcuni prevedono una svalutazione del riyal saudita per via del crollo del prezzo del petrolio.

I movimenti della valuta sono notoriamente difficili da prevedere e ancora di piu’ il loro impatto sull’azionario. A gennaio dello scorso anno l’intervento della Banca nazionale svizzera ha sorpreso il mercato, cosi’ come la svalutazione cinese ad agosto.

Ci potrebbero ovviamente essere dei cambiamenti imprevedibili nei tassi di cambio, tuttavia, in generale, riteniamo i livelli attuali ragionevoli e pensiamo che sia improbabile assistere ai livelli di volatilita’ visti nel 2015.

Quali sono i potenziali rischi politici per il 2016? Nel 2015 il mercato spagnolo e’ stato il piu’ debole tra quelli piu’ importanti in Europa e la situazione continua a essere incerta. E’ probabile che ci saranno nuove elezioni con una coalizione di maggioranza debole.

L’austerita’ e il processo di riforme hanno avuto abbastanza successo e la crescita del PIL e’ stata piu’ forte rispetto alle altre grandi economie sviluppate. Di conseguenza le probabilita’ che un partito estremista ottenga una maggioranza sono basse, sebbene cio’ rimanga un rischio per la coesione dell’Eurozona.

Anche la crisi dei migranti comporta una minaccia per la coesione dell’Eurozona.

Mentre il dibattito umanitario sull’immigrazione e le risposte politiche al terrorismo sono al di la’ delle nostre competenze, da un punto di vista puramente economico entrambe le questioni sono difficili da valutare globalmente. Nel breve termine, sia l’integrazione dei migranti sia l’impatto degli attacchi di Parigi sul turismo sono senza dubbio elementi negativi.

Tuttavia l’immigrazione e l’aumento della spesa per la sicurezza potrebbero essere elementi positivi per l’attivita’ economica nel breve termine. Cio’ che e’ chiaro e’ che l’appetito dei Paesi dell’Eurozona per ulteriori misure di austerita’ e’ basso e che il controllo generale sulla spesa potrebbe essere allentato, creando, rispetto alle condizioni difficili di qualche anno fa, un vento a favore da qui in avanti

Il piu’ grande rischio per l’azionario europeo per il 2016, o al piu’ tardi per il 2017, e’ il referendum nel Regno Unito sull’Unione Europea.

Stiamo per avvicinare le imprese britanniche che hanno un’esposizione commerciale all’Europa per tentare di avere una migliore comprensione dell’impatto che avrebbe sul loro business un’eventuale uscita del Regno Unito dall’ UE. Quotidianamente, assistiamo ad argomentazioni politiche a favore o contro, tuttavia sono poche le prove concrete che aiutano a prendere una decisione, e l’annuncio del primo ministro David Cameron sulla liberta’ di voto per i ministri fa solo accrescere l’incertezza.

Il problema per i listini britannici e’ che questa incertezza potrebbe scoraggiare l’allocazione di capitali da parte di nuovi investitori. La potenziale mancanza di domanda potrebbe creare opportunita’ a livello di titoli individuali: sfrutteremo tali anomalie al meglio. In generale, tuttavia, a prescindere dal risultato, speriamo che al piu’ presto ci sia un dibattito piu’ approfondito e che il referendum avvenga il prima possibile

*Rory Bateman, Head of UK & European Equities, Schroders “Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo “Parola al mercato” non possono in alcun caso essere considerate una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne’ raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa’ a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore. L’agenzia di stampa Il Sole 24 Ore Radiocor declina ogni responsabilita’ in ordine alla veridicita’, accuratezza e completezza di tali analisi e invita quindi gli utenti a prendere atto con attenzione e la dovuta diligenza di quanto sopra dichiarato e rappresentato dalla societa'”.

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