Yellen: “rialzo tassi può portare Usa in recessione”

31 Ottobre 2018, di Mariangela Tessa

Nella diatriba tra la Federal Reserve e Donald Trump sul rialzo dei tassi di interesse Usa, l’ex governatore della Banca Centrale americana, Janet Yellen si schiera dalla parte della Fed.

Ieri, durante una conferenza a Washington, Yellen si è infatti detta convinta che, nonostante la tempesta vista questo mese sui mercati, l’istituto di politica monetaria deve continuare ad alzare il costo del denaro.

Dichiarazioni che non faranno piacere al presidente Usa, Donald Trump, che nelle ultime settimane ha più volte puntato il dito contro contro Jerome Powell, governatore della Fed, colpevole a suo dire di voler affossare l’economia Usa attraverso le strette monetarie.

“Penso che sia giusto che la Fed alzi i tassi ancora un po’” ha detto Yellen, aggiungendo che le condizioni finanziarie restano accomodanti. Nel mese di settembre, l’istituto di Washington ha aumentato il costo del denaro, portandolo nella forchetta tra il 2% e il 2.25%.

Detto questo, l’ex numero uno della Fed non esclude che il compito che spetta ora alla banca centrale Usa, ovvero i ridurre gli stimoli, potrebbe portare gli Stati Uniti in recessione, soprattutto in caso di rialzi eccessivi. Una preoccupazione che riguarda più il 2020 che il 2019.

Per quanto riguarda la crescita, Yellen si attende un rallentamento il prossimo anno, ma solo lieve portata, mentre l’inflazione dovrebbe attestarsi tra il 2,1 e il 2,2%.

Preoccupazione infine è stata espressa a proposito dei conti pubblici.

“Se avessi una bacchetta magica, alzerei subito le tasse e taglierei le spese per le pensioni” ha concluso Yellen, definendo il disavanzo Usa “insostenibile”.

Nell’anno fiscale 2018, il deficit federale Usa è salito a 779 miliardi di dollari, in crescita del 17% sull’anno precedente.