Veneto Banca come Pop Vicenza, salta Ipo

22 Giugno 2016, di Daniele Chicca

MILANO (WSI) – Si incrociano i destini di Pop Vicenza e Veneto Banca, entrambe protagoniste in negativo di un aumento di capitale flop. Le adesioni all’aumento di 1 miliardo di euro sono ferme a un misero 1% nell’ultimo giorno dell’offerta in opzione al retail. Con questi numeri (10 milioni, lontanissimi dai 250 milioni minimi richiesti), a due giorni dal closing definitivo dell’operazione di rafforzamento del patrimonio, lo sbarco in Borsa è destinato a saltare.

Secondo quanto anticipato dall’agenzia di stampa Reuters, che cita una fonte vicina all’operazione, la quotazione a Piazza Affari con tutta probabilità non ci sarà, aprendo così la strada all’intervento del Fondo Atlante, che diventerebbe il primo polo bancario del Nord Est.

Opposta invece la direzione intrapresa da Banco Popolare, che ha fatto invece il pieno di sottoscrizioni e che comunicherà in serata i risultati definitivi delle sottoscrizioni. Le indiscrezioni stampa danno gli acquisti a 400 milioni nel retail, con l’aspettativa di chiudere già oggi l’aumento di un miliardo con gli investitori istituzionali.

Il tutto mentre sembra avanzare il piano di fusione con Popolare di Milano. Nei programmi dell’istituto di Montebelluna c’è anche lo smaltimento delle sofferenze bancarie. Dopo i 152 milioni di crediti deteriorati ceduti a Banca Ifis due giorni fa, ieri il Banco ha ceduto un ulteriore portafoglio di 34 milioni di euro di sofferenze con sottostanti ipoteche immobiliari, con perdite a conto economico di 3 milioni, che salgono a 15 con la cessione del giorno prima.

“È un percorso già stabilito, senza sorprese”, ha detto ieri l’amministratore delegato di Pop Milano, Giuseppe Castagna, che lo sarà anche del nuovo polo bancario, il terzo d’Italia. “Per ora abbiamo fatto tutto quello che dovevamo sui pre-requisiti Bce. Stiamo andando avanti con il nostro programma e con il piano industriale“.

Intanto il fondo Atlante ha smentito l’ipotesi di cessione della Pop Vicenza. Le indiscrezioni erano apparse su alcuni organi di stampa. Il Sole 24 Ore per esempio aveva scritto che il fondo aveva intenzione di rimuovere i crediti inesigibili dal bilancio dalla banca per aumentare la stabilità finanziaria e di voler sondare la propensione degli investitori ad acquistare l’istituto. In una nota, i responsabili del fondo Atlante definiscono la notizia “priva di ogni e qualsiasi fondamento”.

Veneto Banca: scontro tra grandi soci e Cda

Se non ci saranno richieste dell’ultima ora, come successo con Pop Vicenza che aveva ricevuto l’interesse del fondo Fortress, “Veneto Banca è destinata a un bis in toto della soluzione con Atlante già vista per Popolare di Vicenza: niente quotazione in Borsa e restituzione di quel poco che è stato sottoscritto, con il fondo che si prende la totalità della banca“, come spiega Il Corriere della Sera.

In chiusura della partita dell’aumento di capitale, si manifesta l’opposizione su tutta la linea dei grandi soci all’operazione, anche in opposizione al Cda. Ne dà notizia il supplemento al prospetto informativo pubblicato la scorsa settimana, che dà anche conto dei rilievi sollevati dal collegio sindacale.

Tra questi il collegio guidato da Marcello Condemi solleva anche la lettera dei grandi soci di Per Veneto Banca del 31 maggio sull’aumento di capitale, in cui l’associazione “si riserva di agire in ogni sede opportuna per tutelare le rispettive posizioni”.

Il Cda ha risposto per le rime, sottolineando di aver operato correttamente, “in piena autonomia di giudizio rispetto alle istanze delle associazioni degli azionisti”. Nel frattempo la chiusura dell’operazione di aumento di capitale si materializzerà con l’intervento del fondo Atlante, che ufficialmente verrà definito nei dettagli dopo domani.