VanEck: “Gli investitori in bitcoin migrano verso l’oro”

28 Gennaio 2019, di Redazione Wall Street Italia

Durante il 2017 la rincorsa del prezzo del bitcoin, che chiuse in rialzo del 1.400% rispetto all’anno precedente, convinse molti investitori nell’oro fisico ad aprire posizioni nel cosiddetto oro digitale.

Oggi invece assistiamo a un movimento di segno contrario, almeno secondo il parere di Jan VanEck, CEO di VanEck Associates. La società responsabile di alcuni degli ETF sull’oro più popolari al mondo ha congelato mercoledì scorso la richiesta di approvazione da parte della SEC di un ETF sul bitcoin. La causa è stato lo shutdown del governo negli Stati Uniti.

“Nel 2017 la domanda di bitcoin aveva superato quella dell’oro. Curiosamente, abbiamo appena intervistato 4.000 investitori in bitcoin, e il loro principale investimento per il 2019 è stato in oro. Pertanto l’oro ha prima perso dal bitcoin, e ora sta avvenendo il contrario“, ha dichiarato la scorsa settimana VanEck in un’intervista all’emittente CNBC.

Investitori ripiegano su fondi basati sull’oro

Questa inversione di marcia può essere dovuta al mercato ribassista che ha dominato il panorama delle criptovalute nel 2018, che avrebbe quindi costretto gli investitori a ripiegare su strumenti finanziari basati su materie prime più tradizionali, come GDX Gold Miners ETF e GDXJ Junior Gold Miners ETF.

Sono veicoli di investimento che, dice VanEck, “stanno andando tremendamente bene da due o tre mesi a questa parte. Nell’ultimo trimestre dello scorso anno, quando il S&P 500 era negativo GDX registrava invece un rialzo”.

Ma intanto la sovrapposizione tra i due campi, investitori in bitcoin e investitori nel metallo prezioso, permane, come fa presente Anatoliy Knyazev, co-fondatore del broker Exante. “Le posizioni crypto sono rimaste più o meno stabili, mentre le le posizioni sull’oro hanno subito un incremento, forse a copertura delle posizioni crypto”.

Entrambi i beni possiedono caratteristiche interessanti per chi cerca un bene rifugio scarso e indipendente dalle manipolazioni da autorità centrali e istituzioni monetarie. In genere i critici del bitcoin rifiutano il paragone con l’oro a causa della mancanza di valore intrinseco e della volatilità della criptovaluta. I sostenitori, invece, ne apprezzano la flessibilità risultante dall’essere un asset digitale (a fronte della comunque rilevante componente speculativa).

Al momento della scrittura la capitalizzazione del bitcoin tocca i 60 miliardi di dollari, mentre quella dell’oro fisico supera i 7 mila miliardi di dollari.