Una proposta alternativa per abbattere il debito

17 Ottobre 2018, di Daniele Chicca

L’idea originale per abbattere la montagna di debito pubblico italiano, superiore al 130% del Pil, si poggia su due fondamenta principali: allungare la vita media del debito, incrementando i Btp a tasso fisso, per approfittare dei tassi di interesse ancora (per poco) storicamente molto bassi, e aumentare le riserve auree per “incominciare la produzione di un supercarrier di ultima classe”.

L’ha avanzata l’imprenditore e investitore Marco Venti sul suo profilo sul social media Quora nel rispondere a una domanda sul come mai in Italia nessun partito abbia mai proposto di usare una parte delle riserve auree per ridurre il debiti. Un’altra opzione per risparmiare, secondo lui, è quella di smettere di fare hedging con gli Interest Rate Swap (IRS), una strategia che “ha comportato perdite per €38miliardi, ora scese a ‘soli’ 32”.

“Oppure potremmo comprare HMS Queen Elizabeth (R08) o HMS Prince of Wales (R09) dagli inglesi, visto che pare che stiano avendo problemi con il budget della difesa e la Brexit sembra rivelarsi una scelta infelice”: tutto ciò comporterebbe un grosso deficit, ma anche molta occupazione.

L’inflazione abbatterebbe così il peso del debito e “si spera che con la ripartenza dell’economia si intravedano aumenti di salari reali“. “Se qualche folle volesse poi uscire dall’euro, a questo punto avremmo molto debito detenuto in mano agli italiani, una buona difesa grazie al supercarrier – sarebbe lì solo per scena, come a dire, con gli italiani non si scherza – e le maggiori riserve auree a cui eventualmente ancorare parzialmente la moneta per non avere carta straccia”.

Allungare la vita media del debito pubblico

Si tratta di fantapolitica, chiaramente, ma con il secondo debito più alto dell’area euro, i margini di manovra e negoziazione con Bruxelles sono ridotti al lumicino come scopriremo nelle prossime due settimane in cui la legge di bilancio appena approvata passerà al vaglio della Commissione Europea. Le cose devono cambiare se l’Italia vuole ambire a qualcosa di più di una crescita del Pil dell’1% circa.

Allungandone le scadenze si può consentire al governo di spendere di più ora e meno in futuro, quando diventerà più caro il costo del denaro. Farei passare una legge secondo la quale i BTP a scadenza più elevata vengano tassati allo 0,0 o niente se si è cittadino italiano e si porta il titolo a scadenza, oppure al 50% se vendi entro 2 anni, al 35% se si vende prima di 5 anni, al 25% se si vende prima di 7, al 18% prima di 10″.

In questo modo, scrive sempre Venti, “sia i fondi pensione che i risparmiatori avrebbero incentivi a tenere i titoli più a lungo e a supportare il nostro Paese, mentre gli speculatori che giocano sul nostro debito si vedrebbero dimezzati i potenziali guadagni”.

La striscia nera andrebbe alzata, per aiutare l'Italia, con più emissioni di Btp a tasso fisso, a pagare interessi meno elevati

Riserve auree per costruire infrastrutture

La terza economia dell’area euro ha un enorme debito pubblico, per finanziare il quale spende più di 70 miliardi di euro l’anno. In compenso ha immense riserve auree (le quarte al mondo), pari a 2.451 tonnellate d’oro, ossia 100 miliardi di euro.

Il problema è che le riserve auree sono una voce di stato patrimoniale in attivo, quindi andare ad attingere da quelle risorse per pagare la spesa su interessi permetterebbe di conservare 30 miliardi su 100, ma non contribuirebbe a ridurre lo stock del debito, voce di stato patrimoniale in passivo, che rimarrebbe perfettamente invariato.

Le spese per interessi sono una voce di conto economico, quindi ricorrente al contrario di quelle patrimoniali, in passivo. I €100miliardi di riserve auree potrebbero invece, suggerisce Venti, più che essere utilizzati per pagare il debito andrebbero puoi sfruttati per costruire strade, ospedali e altre infrastrutture chiave.

Si potrebbe “semplicemente cedere riserve auree e poi costruire queste opere”.

L'Italia è il quarto paese al mondo per ammontare di riserve auree