UE, svolta green: 25% risorse per il clima e zero emissioni nel 2050

9 Maggio 2019, di Alessandra Caparello

È stata firmata da Francia, Belgio, Danimarca, Danimarca, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Portogallo, Spagna e Svezia una dichiarazione congiunta con cui si chiede all’UE di raggiungere zero emissioni di gas serra entro il 2050. Un obiettivo ambizioso nella lotta ai cambiamenti climatici e per affrontarlo i paesi firmatari chiedono che Bruxelles dedichi un quarto dell’intero bilancio a tal scopo.

L’appello del gruppo degli 8 Paesi arriva alla vigilia del summit di Sibiu di oggi dove i leader dei 28 discuteranno del futuro dell’Unione. La posizione degli otto paesi firmatari della dichiarazione è che il cambiamento climatico ha “profonde implicazioni per il futuro dell’umanità” e che i suoi impatti sono già evidenti come “le ondate di calore e gli incendi dell’estate scorsa”.

“I giovani sono particolarmente preoccupati come dimostrano le recenti mobilitazioni (…) Il bilancio dell’UE attualmente in fase di negoziazione potrà diventare no strumento importante in questo senso: almeno il 25% del budget dovrebbe essere destinato a progetti volti a combattere il cambiamento climatico”.

Europa, 25% risorse per azione di tutela del clima

Così si legge nel documento degli otto che si riferisce al prossimo bilancio pluriennale della zona eurozona euro che dovrebbe coprire il periodo 2021-2027. Tra le proposte avanzate quindi spicca la destinazione di almeno il 25% delle risorse del prossimo bilancio pluriennale Ue 2021-2027 all’azione per il clima e alla transizione verso la decarbonizzazione dell’economia. In realtà l’obiettivo di un’Europa a zero emissioni di carbonio entro il 2050 non è una novità visto che era stato proposto dalla Commissione Europea nel novembre 2018.

Attualmente i paesi dell’UE sono tenuti a ridurre le emissioni di gas serra del 20% entro il 2020, con l’obiettivo di portare tale riduzione al 40% entro il 2030. Tuttavia, molti di essi sono destinati a non raggiungere questi obiettivi. C’è poi chi tra gli otto paesi firmatari della dichiarazione che hanno già assunto impegni più forti in tal senso.

Così il presidente francese Emmanuel Macron ha fatto del cambiamento climatico una questione chiave della sua campagna elettorale. Tutte le proposte, anche questa, hanno bisogno del sostegno del Parlamento europeo e, in ultima analisi, dell’approvazione del Consiglio europeo. Il Consiglio è composto dai leader di ogni Stato membro e il summit di Sibiu può essere un buon punto di partenza.