Ue: crescita italiana la più lenta in Eurozona

11 Maggio 2017, di Alessandra Caparello

BRUXELLES (WSI) – Ennesima doccia fredda per i conti pubblici italiani da parte della Commissione Europea. Nel 2017 la crescita italiana è la più bassa tra tutti i paesi della zona euro e della Ue.

E’ quanto emerge dalle previsioni di primavera della Commissione europea. Mentre l’Italia cresce dello 0,9%, la Germania cresce dell’1,6%, la Spagna del 2,8%, la Francia dell’1,4%, l’Olanda del 2,1%, il Regno Unito dell’1,8%, la Polonia del 3,5%. Come rivela Bruxelles quindi quest’anno la crescita italiana sarà l’unica che resterà sotto l’1%, nel 2018 supererà tale cifra ma continuerà a essere il paese a tasso di crescita più basso nella zona euro e nella Ue.

Come quella francese e tedesca, la crescita italiana così risulterà inferiore alla media Ue in entrambi gli anni, ma nel 2017 è l’unica che non raggiungerà nemmeno l’1%. Secondo Bruxelles i due fattori che incidono sul rallentamento della crescita italiana sono la politica e le banche.

“L’incertezza politica e lento aggiustamento del settore bancario costituiscono dei rischi alle prospettive di crescita dell’Italia”.

Tuttavia ce’ anche la possibilità, come ha reso noto la Commissione, che il livello attuale di alta fiducia nel settore manifatturiero possa implicare una domanda esterna più forte di quanto assunto nelle stime comunitarie.

Quanto ai saldi di finanza pubblica, le stime risultano riviste in senso migliorativo rispetto a quelle di metà febbraio anche grazie alla cosiddetta ‘manovrina’ da 3,4 miliardi sul deficit strutturale 2017 con cui il governo italiano ha comunque recepito le richieste dell’esecutivo Ue.

In merito al debito pubblico poi, la Commissione Europea sottolinea come ci sarà un aumento dal 132,6% dello scorso anno al 133,1% di questo, fino ad arrivare al 132,5% del prossimo. Da qui il timore che Bruxelles possa aprire nei confronti dell’Italia una procedura di infrazione per deficit eccessivo per il mancato rispetto del criterio sulla correzione del debito. Si attende così mercoledì 17 maggio per capire come intenderà muoversi l’Ue con la pubblicazione delle raccomandazioni country specific.

Quanto ai piani di modernizzazione e digitalizzazione di industria e scuola, le strategie per “Piano industria 4.0” e “Scuola digitale” vanno secondo l’organo esecutivo dell’Ue nella “direzione giusta” ma restano diversi “punti critici” legati all’efficacia, alla sistematicità e alle scarse risorse disponibili. Le iniziative politiche “intraprese nel corso del 2015-2016”, in ogni modo, “iniziano a dare frutti”.