Twitter: Musk verso Opa ostile, ritoccata al rialzo l’offerta

22 Aprile 2022, di Mariangela Tessa

Elon Musk non aspetta la risposta del cda di Twitter sull’offerta di acquisto del 100% delle azioni del social. E,  all’indomani della presentazione della trimestrale record di Tesla, passa all’azione, rilanciando sulla prima offerta di 43 miliardi di dollari.

In un filing depositato presso la Sec (Securities and Exchange Commission, la Consob Usa), l’imprenditore sudafricano, naturalizzato americano, ha rivelato che 25,5 miliardi di dollari sarebbero finanziamenti coordinati da Morgan Stanley, la banca che lo affianca in questa operazione. Di questi la metà, cioè 12,5 miliardi, sono rappresentati da prestiti a fronte di azioni Tesla date in garanzia e facenti parte del suo pacchetto azionario.

Inoltre, Musk metterebbe sul piatto 21 miliardi di dollari di suo patrimonio personale, anche se non è escluso che possa aprire ad alcuni fondi di private equity la partecipazione. In totale fanno 46,5 miliardi di dollari. Un valore dunque superiore all’offerta iniziale.

Alla Sec, Musk ha poi confermato che una delle ipotesi allo studio è quella di un’Opa ostile, rivolgendosi direttamente agli azionisti per aumentare il pressing sul cda. Il board di Twitter ha intanto confermato di aver ricevuto la proposta aggiornata di Musk con i dettagli del finanziamento e ribadisce il suo impegno a un esame “attento e ampio”.

Twitter: cda prende tempo

La risposta del cda di Twitter all’offerta di Musk è attesa entro il 28 aprile. Ma le prime indicazioni, almeno finora, lasciavano intendere una bocciatura all’offerta del patron di Tesla. Tant’è che il cda del social avrebbe deliberato una poison pill (pillola avvelenata) che impedisce a qualsiasi azionista di salire oltre il 15% del capitale attraverso acquisti sul mercato. Il board di Twitter ha assoldato JP Morgan e Goldman Sachs come advisor per difendersi dalla scalata ostile del geniale imprenditore sudafricano.

Segue da vicino gli sviluppi Apollo Global Management. Il colosso del private equity sarebbe infatti interessato a finanziare un’eventuale acquisizione di Twitter da parte di Musk o di chiunque altro. L’interesse per la societa’ che cinguetta e’ aumentato dopo l’offerta di Musk. In corsa per rilevare la piattaforma social potrebbe scendere anche il private equity Thoma Bravo, che ha già manifestato il suo interesse verso Twitter pur senza sbilanciarsi ufficialmente con un’offerta.

Musk ha rivelato per la prima volta la sua partecipazione nel gigante dei social media il 4 aprile. Musk nel dettaglio ha dichiarato di possedere 73.486.938 azioni di Twitter, che rappresenta una partecipazione passiva del 9,2% nella società.