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Tesla: primo trimestre oltre le stime. Musk: “mai così fiducioso”

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L’aumento dei prezzi delle materie prime  e i problemi legati all’approvvigionamento (in particolare quello dei chip) non frenano Tesla. Nei primi tre mesi dell’anno, il produttore californiano di auto elettriche batte le attese del mercato, grazie all’aumento delle consegne.
L‘utile netto è balzato a 3,318 miliardi che si confronta con il profitto netto di 438 milioni di fine marzo 2021.
In forte crescita anche i ricavi, saliti a  18,756 miliardi di dollari rispetto ai 10,389 miliardi di un anno prima (+81%). In forte rialzo anche i margine operativo al 19,2% a fronte del 5,7% sempre di dodici mesi prima.

Tesla, in crescita le consegne

Nello stesso periodo, Tesla ha consegnato circa 310.000 veicoli a livello globale rispetto ai 184.877 dell’anno precedente e ai 308.650 del quarto trimestre. Numeri considerevoli, considerando i problemi legati alle filiere globali di approvvigionamento, soprattutto quella dei microchip).

“Abbiamo battuto diversi record” nell’ultima trimestrale, questo “nonostante le diverse situazioni avverse, prima tra tutte la carenza di chip. Non sono mai stato così fiducioso per il futuro di Tesla” ha commentato Elon Musk che, ieri, a sorpresa, ha risposto di persona alle domande degli analisti e degli investitori dopo la pubblicazione dei dati della trimestrale.

L’imprenditore si è detto ottimista che tutti gli stabilimenti, in Texas, in Germania come a Shanghai, saranno comunque in grado di “cominciare a produrre esponenzialmente” auto dalla fine di quest’anno.

“Credo sia possibile raggiungere un incremento nella produzione di veicoli del 60% già quest’anno” a 1,5 milioni di auto, ha detto Musk, mentre, ha assicurato, la produzione continuerà a crescere, “con percentuali del 50% l’anno, per molti anni”. Poi ha fugato i dubbi sulle conseguenze possibili dello stop alla produzione di Tesla a Shanghai a causa del lockdown per frenare la diffusione del Covid-19: “La produzione in Cina si riprenderà con forza”.

Rincaro materie prime: la strategia di Tesla

Come abbiamo accennato, il gruppo ha dovuto affrontare diverse sfide. In primis il rincaro delle materie prime, che la società ha affrontato ritoccando per ben due volte i prezzi di listino delle sue autovetture. Una strategia che, per il fatto di realizzare veicoli alto di gamma, non ha avuto riflessi negativi sulla domanda.

Ci sono posi stati i colli di bottiglia della catena di approvvigionamento, in particolare dei chip. Su questo fronte, la società ha ammesso che è probabile che le fabbriche continueranno a funzionare al di sotto delle loro capacità per tutto il 2022.

Offerta Twitter resta in stand-by

Nella conference call con gli investitori di Tesla, Musk non ha fatto alcun riferimento a Twitter dopo che sette giorni fa ha presentato un’offerta di 43 miliardi di dollari per rilevare e il 100% delle azioni del social sul mercato.
Un fronte ancora aperto. Almeno fino entra 28 aprile, data entro la quale il consiglio di amministrazione del social darà una risposta al patron di Tesla.