Petrolio pagina 219
Visto peggioramento della crisi nel giro di un anno. La Grecia non sara’ in grado di rispettare gli impegni presi. A dirlo Alexei Kudrin. Secondo Fidelity Investments entro 12 mesi ricorreranno a piano di aiuti.
Quasi completati i lavori: il greggio proveniente dal Golfo passera’ dalla zona montagnosa appartenente agli sceicchi evitando di attraversare lo Stretto di Hormuz, da cui passa un quinto del petrolio mondiale.
Meglio del previsto i dati sull’attivita’ dei servizi. Si specula su un nuovo intervento della Fed: la riunione di politica monetaria e’ fissata il 19-20 giugno. Focus sulla conferenza di emergenza del G7.
Ne e’ convinto il guru dei fondi hedge Barton Biggs, che cita un imprenditore a lui vicino. Cosi’ si spiegherebbe la decisione dell’Arabia Saudita di aumentare la produzione: i prezzi del petrolio scenderanno per altri due anni.
L’Italia riuscira’ a finanziarsi, ma bisognera’ vedere a quali tassi. Se la Germania esce, si torna ai tempi pre-euro. Hollande si sbaglia: “Tagli, non spese pubbliche”. Parla Alberto Bisin della NYU.
Impatto negativo dei titoli finanziari. Brutta performance di Sony (-4,8%) sulla notizia di voler abbandonare la joint venure con Sharp (-1,27%) sugli schermi piatti. Deboli le commodity. Euro poco sopra 1,25 e Treasury ai minimi storici.
Per le differenze geologiche tra continenti, la risorsa e’ piu’ onerosa da noi che in Usa. Francia e altri paesi hanno imposto una moratoria sullo sfruttamento della risorsa. Non la Polonia, che ora intende esportarlo e rappresentare un’alternativa alla Russia. Gia’ centinaia di concessioni: “destinazione da sogno per gli investitori”.
I pesi massimi dell’industria europea, come Lufthansa, accusano maxi deficit. Nel 2012 prevista perdita di 600 milioni per il comparto. Meridiana sull’orlo del crack, se non arrivano gli arabi.
Il Dow si riscatta dopo aver perso terreno per sei sedute di fila, la striscia negativa piu’ lunga da agosto. Nasdaq in rosso. Richieste di sussidio calate ai minimi da fine marzo. Euro e greggio tentano rimonta.
Gli strategist svizzeri sono preoccupati per la Spagna e per la frenata della crescita in Cina. Obiettivi di prezzo su valutario e materie prime del team guidato da John Plassard, direttore di Louis Capital Markets.