Scisto bituminoso: opportunita’ di crescita reale in Europa. Davvero?

22 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Approfittando del fatto che altri paesi come Francia, Repubblica Ceca e Romania, nonche’ alcune regioni tedesche come Friburgo e Westfalia, hanno decretato una moratoria sullo sfruttamento dello scisto bituminoso per timore dell’impatto ambientale, la Polonia vuole esportare la risorsa con piu’ intensita’, puntando a diventare l’alternativa piu’ valida alla Russia.

Il suo primo ministro Donald Tuskh ha annunciato che le risorse scoperte ultimamente costituiscono una possibilita’ non solo per il paese, che viene gia’ definito da alcuni “una destinazione da sogno per gli investitori”, ma anche per tutta l’Europa.

Intervenuta a Zurigo, il ministro degli Affari Esteri Beata Stelmach ha riferito che il suo paese intende andare avanti con lo sfruttamento di queste ‘eredita’ naturale’ importante. La ministro Stelmach ne ha discusso soprattutto in termini di prodotto d’esportazione destinato all’Europa.

I gas di scisto sono sedimenti di colore nero estremamente ricchi di bitume derivante dall’alto contenuto in sostanze organiche. L’Oil and Gas journal li annovera tra le risorse petrolifere. Per estrarlo servono complessi procedimenti chimici, anche perche’ l’elemento si trova a grandi profondita’ anche fino a 3000 metri.

Per le differenze geologiche tra continenti, la risorsa e’ piu’ onerosa da noi che in Usa. Per estrarla si utilizza la tecnica di ‘fratturazione idraulica’. Ma dal 2003, all’aumentare del prezzo del greggio, sono risultati via via sempre piu’ sfruttabili e vantaggiosi.

“L’Europa ha bisogno di nuove fonti di crescita, di opportunita’ di investimento nell’economia reale e di rinsaldare la sua competivita’”, ha dichiarato il ministro davanti a un gruppo di specialisti dell’industria energetica e ad alcuni finanzieri.

Per giustificare la volonta’ e ambizione energetica polacca, la ministro si e’ riferita a lungo agli Stati Uniti: “L’abbondanza dell’offerta ha fatto abbassare il prezzo dello scisto, su livelli confrontabili con quelli di cinque anni fa”. La risorsa ha contribuito con 74 miliardi di dollari al Pil americano e con 2 miliardi al fisco, creando 200.000 posti di lavoro diretti solo in Texas e Arkansas.

Senza parlare poi delle apparecchiature relative impiegate: “Sono tanti i gruppi che hanno investito miliardi per fabbricare nuove istallazioni”, ha proseguito Stelmach, precisando che la Polonia ha gia’ fatto il primo passo. Stando alle prime cifre a disposizione, 110 concessione di esplorazione sono state approvate sino a oggi. Dieci pozzi sperimentali sono attivi e altri 29 dovranno esserlo entro fine anno. Il vice ministro dell’Economia, Piotr Wozniak, ha spiegato che 370 milioni di dollari saranno investiti nel 2012 nelle operazioni di esplorazione. Secondo le stime Varsavia dispone di 5.300 miliardi di metri cubi di scisto, equivalanti a 300 anni di consumi nazionali.

Le classifiche del Forum economico mondiale danno la Polonia tra i primi venti paesi piu’ dinamici al mondo, con un tasso di crescita del 4,3%. Quest’anno, per via della recessione che ha colpito altri stati membri dell’Eurozona, il Pil dovrebbe aumentare del 2,5%. Un altro punto su su cui il paese orientale puo’ fare leva: la mano d’opera qualificata costa cinque volte meno della media del resto dell’Europa.