Wall Street in rialzo grazie a prezzi mai cosi’ convenienti da sei mesi

5 Giugno 2012, di Redazione Wall Street Italia

New York – Grazie ai prezzi di borsa vantaggiosi, Wall Street termina la giornata in territorio positivo, recuperando parte delle perdite registrate negli ultimi giorni.

In chiusura il Dow Jones avanza +26,49 punti (+0,22%) a 12.127,95 punti, lo S&P500 guadagna +7,32 punti (+0,57%) a 1.285,5, mentre il Nasdaq sale +18,10 punti (+0,66%) a 2.778,11.

Il valore dei titoli quotati sullo S&P500 e’ ai minimi degli ultimi sei mesi. Dal punto di vista tecnico, la prima resistenza per il paniere allargato e’ fissata nella forchetta compresa tra 1.284 e 1.286, che equivale alla media a 200 giorni e a un ritracciamento del 38% dalla punta al ribasso della fase negativa partita giovedi’ e conclusasi lunedi’.

A livello settoriale solo finanziari, energetici e telecomunicazioni fanno meglio del mercato. Sul paniere delle blue chip si fanno sentire i ribassi di Bank of America, Kraft e Coca Cola.

Materie prime ai massimi di seduta, euro in calo a $1,2430 dopo che la Spagna ha fatto espressamente richiesta di aiuti per il travagliato settore bancario.

La possibilità che le autorità nazionali e internazionali a livello globale intervengano con varie misure per contrastare il periodo buio dei mercati, riesce almeno per il momento a controbilanciare alla negatività derivante dal rallentamento economico globale.

Già nella giornata di lunedi’ l’indice S&P500 è riuscito a interrompere la scia di sell, con le valutazioni dei titoli ormai convenienti, o almeno abbastanza da far passare in secondo piano la debolezza del dato sugli ordini alle fabbriche, che segue una serie di dati macro deludenti nelle ultime settimane.

L’indice ISM non-manifatturiero, che copre circa il 90% dell’economia degli Stati Uniti, sale a 53,7 in maggio, rispetto a 53,5 in aprile, oltre le attese degli analisti per 53,5. Numero oltre i 50, livello che demarca contrazione da espansione. Il valore raggiunto rappresenta un livello comunque inferiore alla quota record raggiunta in febbraio, ai massimi di un anno.

In una nota ai clienti Barry Knapp, analista di Barclays, avverte che per la Borsa Usa sarebbe in vista un rally in stile 1980, con crescita nell’azionario nonostante un contesto macroeconomico negativo. Secondo le sue stime l’indice S&P500 chiudera’ il 2012 a quota 1.330.

Tra le notizie societarie in Usa, si segnalano i cali di Starbucks, la maggiore catena al mondo di coffee shop. Il gruppo di Seattle ha annunciato che acquistera’ Bay Bread per una somma pari a $100 milioni cash, nell’ambito di un progetto di espansione del portafoglio delle sue attività al di fuori del business core del caffè.

Sotto pressione anche la catena di discount Dollar General, che ha annunciato un’offerta di azioni secondarie. Buy invece su Marvell Technology, favorita dalla promozione di JMP Securities.

Recupera parte del terreno perso Caterpillar, il più grande produttore al mondo di macchinari per il minerario e le infrastrutture, dopo quattro giorno in calo.

Come segnale dell’aggravarsi della crisi nei 17 paesi membri dell’euro, i ministri delle Finanze del G7 in giornata prenderanno parte a una conference telefonica per discutere sui metodi per uscire dal periodo buio.

Gli Stati Uniti dovrebbero superare la Russia come il maggiore produttore di gas naturale entro il 2017, ma continueranno a dipendere dalle importazioni per poter soddisfare la sempre crescente domanda interna, secondo le ultime stime dell’Agenzia Internazionale per l’Energia AIE (International Energy Agency,IEA).

La vendita globale di beni di lusso dovrebbe crescere del +7% l’anno fino al 2014, grazie alla forte crescita del mercato emergente cinese, secondo l’ultima ricerca di Boston Consulting Group.

La Cancelliera tedesca Angela Merkel ribadisce con forza la sua contrarietà agli Eurobond, “secondo nessuna circostanza”. In aggiunta, continua a resistere all’idea di creare un sistema di comune assicurazione dei depositi bancari, senza che prima si raggiunga la tanto richiesta unione fiscale. Inoltre, sebbene supportando quanto affermato dal Presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, su una maggiore supervisione europea delle più grandi banche dell’Area, di importanza sistemica, la Merkel frena su una possibile creazione di una unione bancaria.

In ambito valutario, l’euro sul dollaro a $1,2493, dopo che aveva superato $1,25 nelle contrattazioni dei mercati asiatici; euro/yen a JPY 98,00. Dollaro/yen a JPY 78,72.

Per terminare la panoramica sui mercati, riguardo alle commodities, i futures sul petrolio sono in rialzo a $84,29 al barile, mentre le quotazioni dell’oro a $1.616,90.