Mario Draghi pagina 91
Bce impone i suoi diktat a un sistema malato fatto di pericolosi intrecci tra manager e imprenditori. Per tante rimane da risolvere nodo sofferenza bancarie.
Banche terrorizzate dall’era di tassi negativi. Mario Draghi studia misure per smorzare la loro “ira”.
Oro sotto pressione, sconta la propensione degli investitori a puntare sugli asset più rischiosi. Agenzia di rating rivede a negativo l’outlook della potenza asiatica.
Attenzione a non rimanere bruciati: anche l’anno scorso la corsa dei prezzi sembrava inarrestabile e poi i tassi sono passati dallo 0,048% all’1% in poco più di un mese.
Dopo cinque mesi l’inflazione sprofonda di nuovo sotto zero. Lontanissimi i livelli del 2% desiderati dalle autorità. QE fallimentare. Bce costretta ad agire ancora.
Dati sui prezzi al consumo in Francia e Spagna sono indice di inflazione sotto zero in area euro. Bce aumenterà capacità QE e taglierà tassi deposito già negativi.
“Se Spagna non avesse aderito all’Eurozona, avremmo assistito a gran crollo peseta e forte crescita del paese”. Fed e BCE? QE non funziona. Questa strategia invece funzionerebbe.
È l’unica speranza per riallineare il nostro paese con gli altri dell’area e renderlo competitivo. Bisogna approfittare del rischio di “choc termico” della Brexit.
I banchieri centrali non sono infallibili e gli effetti collaterali di tassi negativi e Quantitative Easing non possono essere ignorati.
L’invito-monito della banca centrale: “Per conseguire la redditività, le piccole e medie banche della Germania devono rivedere l’efficienza del loro modello di business il prima possibile”.