Eurozona: è tornata la deflazione

29 Febbraio 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – Per la prima volta in cinque mesi l’area euro è tornata in deflazione. Dopo i dati deludenti sui prezzi al consumo in Francia e Germania della scorsa settimana era nell’aria che l’area euro fosse finita in una fase di tassi di inflazione sotto zero.

I numeri macro non fanno che confermare il quadro depresso dei prezzi dei beni nel blocco a 19. I prezzi sono scesi dello 0,2% in febbraio. I dati pubblicati da Eurostat sono inferiori alle attese: è la prima lettura sotto zero da settembre.

Come era lecito attendersi, a pesare sull’indice generale è stata la componente energetica ma anche altre aree dell’economia hanno registrato tassi di inflazione molto deboli.

L’indice di inflazione ‘core’, quello che non tiene conto degli elementi più volatili quali cibo ed energia, è calata di appena a un livello di appena lo 0,7% a febbraio, dopo l’1% di gennaio.

In Italia l’indice Nic al lordo dei tabacchi è calato dello 0,2% su mese e dello 0,3% su anno (+0,3% a gennaio). La forte flessione tendenziale dei prezzi al consumo, spiega l’Istat, è dovuta a una dinamica congiunturale caratterizzata da cali dei prezzi diffusi a quasi tutte le tipologie di prodotto, che si confronta con quella positiva di febbraio 2015 quando tutte le tipologie di prodotto segnarono una ripresa dei prezzi su mese

Bce obbligata a fare di nuovo fuoco

È meglio che Mario Draghi ricarichi le munizioni del suo bazooka monetario che per ora ha dimostrato di non aver funzionato per niente. Il programma di acquisto di titoli di Stato e altri asset finanziari al ritmo di 60 miliardi di euro al mese ha gonfiato il bilancio della bce ma ha avuto un impatto nullo sui prezzi al consumo.

Le cifre – i tassi sono lontanissimi dall’obiettivo della Bce di un 2% di inflazione – mettono ulteriori pressioni su Draghi, che il 10 marzo dovrebbe annunciare un nuovo taglio dei tassi di deposito al -0,4% dal -0,3% e un rafforzamento del piano di Quantitative Easing.

Gli ultimi dati pubblicati fanno male alle Borse di Italia e Spagna in particolare (oggi la prova è del -1,3% circa mentre la prova è rispettivamente del -31% e -28% sotto i massimi del periodo di bolla degli asset finanziari del 2015).

A febbraio l’indice dei prezzi al consumo armonizzato ai parametri europei in Germania era inaspettatamente sceso in territorio negativo su base annua, toccando il minimo da gennaio 2015Come già documentato in Francia i prezzi sono scesi addirittura del -1% a livello sempre annuale.