Mario Draghi pagina 38
L’Italia, uno dei paesi più vulnerabili per via del suo debito enorme e delle incertezze politiche, ha probabilmente messo in imbarazzo Mario Draghi durante la riunione del board della Bce e lo ha fatto quando ha preso la parola davanti ai giornalisti durante la consueta conferenza stampa.A chi gli chiedeva della minaccia dei partiti populisti
La Bce ha innalzato le stime per l’indice dei prezzi al consumo dell’Eurozona dall’1,4, annunciato lo scorso marzo, all’1,7% per il 2018. La revisione tiene conto, in particolare, dell’innalzamento atteso dei prezzi del petrolio. La crescita, secondo Mario Draghi, continua a essere solida nonostante i segni di raffreddamento degli ultimi mesi.
È la fine di un’era, quella dei tassi zero e del denaro facile. Come previsto la Banca centrale europea (Bce) ha lasciato invariati tutti i tassi di interesse di riferimento ai minimi storici, ma al contempo ha annunciato che il programma di Quantitative Easing da 2.300 miliardi di euro sarà disattivato a dicembre. Nell’ultimo trimestre
Peso dell’Argentina e real del Brasile sotto pressione dopo la riunione della Fed: dopo un decennio di iniezioni di liquidità e tassi zero l’era del denaro facile è finita.
Dopo l’annuncio del rialzo dei tassi atteso per oggi dalla Fed, domani la palla passerà alla Banca Centrale Europa. Che, a meno di sorprese, lascerà fermo il costo del denaro, confermando allo stesso tempo le modalità con il quale sarà portato a termine il quantitative easing.Mercati ed esperti sembrano tutti d’accordo nel ritenere che il Qe – che al
Inizia una settimana molto importante per i mercati e le economie di tutto il mondo e il perché lo spiegano gli analisti di Bank of America e Cassa Lombarda
Secondo vari gestori, la normalizzazione della politica monetaria dopo anni di misure espansive potrebbe esporre l’Eurozona a recessione e rischi esistenziali.
La Bce vuole chiaramente dare una lezione all’Italia “mostrandole il dito medio”, ma così facendo gioca con il fuoco. Gli effetti si sono visti subito sui mercati.
Il dibattito della riunione di giugno si preannuncia acceso tra falchi e colombe: Chief Economist è sicuro che si deciderà il destino del bazooka monetaria.
Il numero uno dell’istituto di Francoforte conferma aumento dell’uso della moneta unica europea nelle transazioni internazionali. E prepara la fine del QE.