Bce: Draghi difende l’euro e conferma forza economia

6 Giugno 2018, di Mariangela Tessa

Il ruolo dell’euro come seconda valuta internazionale si è stabilizzato nel 2017, anche se la valuta unica rimane a una certa distanza dal dollaro. Lo ha confermato ieri il presidente della Bce, Mario Draghi, senza entrare nel merito dei tanti dossier scottanti che hanno agitato la divisa unica, dalla crisi politica italiana che l’ha fatta cadere ai minimi di 10 mesi la scorsa settimana e che da ieri è tornata ad agitare i mercati.

“L’euro rimane incontrastata la seconda valuta più importante nel sistema monetario internazionale, ha detto Draghi, nel commento al rapporto dell’istituto sul ruolo internazionale dell’euro, ricordando che “tra il 2017 e l’inizio del 2018 la crescita nell’Eurozona ha guadagnato slancio”, anche grazie al sostegno della Bce.

Come emerge dallo studio, l’aumento dell’uso della moneta unica europea nelle transazioni internazionali riflette l’accelerazione della crescita registrata nell’Eurozona nel 2017. In particolare, sottolinea la Bce, il ruolo dell’euro si è rafforzato nei pagamenti internazionali: la sua quota ha raggiunto il 36% nel 2017 contro il 31% dell’anno precedente, avvicinandosi alla quota del 40% del dollaro, diminuita di circa 2 punti.

E’ inoltre aumentato l’uso della valuta unica sul mercato dei cambi, mentre gli acquisti netti di azioni dell’Eurozona da parte di investitori stranieri sono quadruplicati nel 2017 rispetto al 2016, arrivando a quasi 450 miliardi di euro nei dodici mesi a febbraio 2018. La domanda di titoli di stato e obbligazioni private denominate in euro è invece diminuita a favore di altre valute, anche a causa del programma di riacquisto di bond della Bce. Secondo il rapporto, il peso dell’euro è diminuito nei depositi bancari internazionali.

Sui mercati ieri è tornata la tensione nel giorno della fiducia al Senato per il neo-premier Giuseppe Conte: diversi osservatori sui mercati sono preoccupati per le coperture dei numerosi provvedimenti del programma. Ma la Bce resta
fiduciosa di non dover intervenire. Anzi: prepara la fine del Qe, di cui finora si sa che proseguirà fino a settembre al ritmo di 30 miliardi di acquisti di bond al mese.

La discussione-chiave sull’addio allo stimolo monetario dovrebbe arrivare secondo la Bloomberg al consiglio direttivo che si terrà a Riga, in Lettonia, il 14 giugno.