Governo Conte incassa la fiducia del Senato, il voto si sposta alla Camera

6 Giugno 2018, di Mariangela Tessa

L’Aula del Senato ha dato ieri la fiducia al governo Conte. I sì sono sono stati 171, 117 i no, 25 gli astenuti. Oggi sarà la volta della Camera.

Tre senatori a vita si astengono sul voto di fiducia, mentre due sono in congedo: Giorgio Napolitano e Carlo Rubbia. E Renzo Piano è assente. Si sono astenuti Mario Monti, Giuliana Segre, Elena Cattaneo.

“E’ andata molto bene anche per quanto riguarda i numeri”, ha detto il premier commentando con i cronisti fuori di Palazzo Madama. Conte ironizza poi con Renzi sul suo essere “collega” in quanto premier non eletto e ai giornalisti che lo attendono fuori Palazzo Madama replica: “E’ professore lui?”. Accompagnando le parole con una smorfia eloquente.

Una lunga giornata per il premier Giuseppe Conte iniziata ieri mattina con il discorso programmatico al Senato, durato circa 75 minuti, interrotto da 60 applausi che alla fine ha incassato la standing ovation di M5S e Lega.

Introduzione della flat tax, reddito di cittadinanza, apertura alla Russia,”mettere fine al business dell’immigrazione”, carcere per i grandi evasori. Sono solo alcuni dei punti chiave.

POLITICA ESTERA– Il premier Conte assicura “la convinta appartenenza all’Alleanza atlantica, con gli Stati Uniti d’America quale alleato privilegiato”. Ma annuncia “una apertura alla Russia, che ha consolidato negli ultimi anni il suo ruolo internazionale in varie crisi geopolitiche” e si cercherà “una revisione del sistema delle sanzioni”.

IMMIGRAZIONE – Dopo aver assicurato che l’Italia “chiederà con forza il superamento del regolamento di Dublino”, Giuseppe Conte ha parlato a lungo di immigrazione premettendo che non sarà un governo “razzista”. Ma si fermerà il “business degli immigrati”, ci saranno procedure efficaci di identificazione e si renderanno “effettive le procedure di rimpatrio”. “Cambia che metteremo fine al business dell’immigrazione, cresciuto a dismisura sotto il mantello di una finta solidarietà”, ha garantito tra gli applausi della sua maggioranza.

FLAT TAX E CARCERE PER GRANDI EVASORI – Il premier le ha definite “misure rivoluzionarie”. Si tratta dell’ormai conosciuta Flat tax, ovvero usando le sue parole, “una riforma fiscale caratterizzata dall’introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni che possa garantire la progressività dell’imposta, in piena armonia con i principi costituzionali”. Misura che verrà accompagnata con l’inasprimento “dell’esistente quadro sanzionatorio amministrativo e penale, al fine di assicurare il carcere vero per i grandi evasori”.

REDDITO CITTADINANZA– Reddito di cittadinanza e i tagli alla politica e alle pensioni d’oro sono in primo piano. “I cittadini hanno diritto a un salario minimo orario, a un reddito di cittadinanza e a un reinserimento al lavoro qualora si ritrovino disoccupati”. Ma anche l’introduzione della pensione di cittadinanza per i pensionati con le entrate più basse. Al contrario verranno toccate le pensioni che superano i 5000 euro netti al mese.

GIUSTIZIA- L’avvocato che “tutelerà l’intero popolo italiano”, come si è definito oggi, è stato durissimo sul conflitto d’interessi: “rafforzeremo la normativa attuale in modo da estendere le ipotesi di conflitto fino a ricomprendervi qualsiasi utilità, anche indiretta, che l’agente possa ricavare dalla propria posizione o dalla propria iniziativa. Occorre rafforzare, inoltre, le garanzie e i presidi utili a prevenire l’insorgenza di potenziali conflitti di interesse”. E ci ha aggiunto anche la riforma della prescrizione che “deve essere restituita alla sua funzione originaria, non più ridotta a mero espediente per sottrarsi al giusto processo”.