Mercati: saliscendi dell’euro nel Bce day, emergenti pagano Fed falco

14 Giugno 2018, di Daniele Chicca

Dopo un decennio di iniezioni di liquidità e tassi zero l’era del denaro facile è finita e i mercati si muovono di conseguenza. Mentre l’euro accelera in vista della riunione storica della Bce durante la quale – a discapito dei problemi italiani, Mario Draghi dovrebbe delineare il piano di uscita dal programma di allentamento monetario straordinario, le valute e l’azionario dei mercati emergenti estendo i cali dopo la stance più aggressiva del previsto della Federal Reserve. La banca centrale Usa ha alzato all’1,75%-2% i tassi nel 2018 e ha annunciato che ci saranno altre due strette monetarie nel 2018. L’obiettivo è mettere un freno all’inflazione – che ha già superato il livello di neutralità – in un contesto di economia in piena salute.

Le Borse dei paesi in via di sviluppo sono in ribasso: si interrompe così una serie positiva di due sedute. Il paniere delle divise emergenti ha violato al ribasso un livello tecnico chiave e ora si prefigurano ulteriori perdite. Il peso argentino è uno degli asset più colpiti sui tassi di cambio nonostante l’annuncio del ministero delle Finanze di vendere 7,5 miliardi di dollari nel mercato valutario. Il real brasiliano estende le perdite dopo che la banca centrale ha annunciato un terzo swap valutario per rafforzare la moneta fiat nazionale. L’atteggiamento da falco della Fed mette pressione sulle valute dei paesi in via di Sviluppo e potrebbe ingigantire i problemi delle banche centrali dell’area che già devono vedersela con la fuga di capitali dai paesi con l’inflazione e i deficit maggiori.

Win Thin, global head of emerging-market strategy di Brown Brothers Harriman, ritiene che si sia trattato di un approccio più aggressivo del previsto da parte della Fed e pertanto dopo l a riunione di politica monetaria di mercoledì le monete dei mercati emergenti “dovrebbero rimanere sotto pressione”.

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Daniele Chicca 14 Giugno 20189:53

Sul Forex l’euro si porta sopra quota 1,18 dollari.

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Daniele Chicca 14 Giugno 20189:56

Il dollaro si era spinto in rialzo dopo la decisione della Fed annunciata ieri nella serata italiana ma con il passare degli scambi l’euro ha iniziato a rifarsi sotto e stamattina ha la meglio, anche se di poco. Il cross euro dollaro viaggia in rialzo dello 0,1% dopo aver fatto una capatina sotto la media mobile a 200 ore.

Daniele Chicca 14 Giugno 201810:00

L’unica entità a vendere dollari e comprare peso è la banca centrale argentina con gli aiuti senza precedenti in termini di portata dell’Fmi al paese in crisi che non sono sufficienti a placare i timori e bloccare la fuga di capitali. Il peso fa un bel tonfo in giornata.

Daniele Chicca 14 Giugno 201810:47

Al contrario della Fed, la banca centrale della Cina a sorpresa non ha alzato i tassi di interesse. Probabilmente la decisione è dovuta ai dati macro deludenti pubblicati ultimamente. Le cifre sulla produzione industriale, sulle vendite al dettaglio e sugli investimenti sono state tutte sotto le attese in maggio e le minacce di Trump non aiutano. Complici i dati cinesi e la Fed falco, l’azionario è in calo, mentre i Treasuries sono in rialzo. L’Euro è solido, mentre i bond scivolano in attesa dell’appuntamento chiave con la Bce.

Daniele Chicca 14 Giugno 201813:54

È la fine di un’era, quella dei tassi zero e del denaro facile. Come previsto la Banca centrale europea (Bce) ha lasciato invariati tutti i tassi di interesse di riferimento ai minimi storici, ma al contempo ha annunciato che il programma di Quantitative Easing da 2.300 miliardi di euro sarà disattivato a dicembre. Nell’ultimo trimestre la potenza del bazooka monetario, che sarà prolungato fino a dicembre prima di essere messo in soffitta, sarà ridotta da 30 miliardi di euro al mese di acquisti di asset tra cui Bond a 15 miliardi.

Sui mercati sul Forex, l’euro che prima dell’annuncio scambiava in rialzo dello 0,22% a 1,18917 dollari, al momento si rafforza ulteriormente e fa segnare un +0,38%. Sul fronte obbligazionario, i rendimenti dei BTp decennali viaggiano in rialzo di 6 punti base attualmente e non più di 10 come prima delle 13.45.

Daniele Chicca 14 Giugno 201813:59

Estrema volatilità sui tassi di cambio: il fatto che la Bce non aumenterà i tassi prima di settembre 2019 ha indebolito la moneta unica. Il rialzo dell’euro ha iniziato via via a scemare e ora perde lo 0,33% nei confronti del dollaro in area $1,1750. I prezzi dei Btp riducono le perdite con il rendimento dei Btp decennali che ora sale di 4 punti base al 2,84%. Il tasso dei Bund cede invece 2 punti base allo 0,47%. L’indice paneuropeo dell’azionario EuroStoxx 600 avanza con moderazione, dello 0,11% (+0,41 punt ) a quota 388,66. 

Daniele Chicca 14 Giugno 201814:12

Estrema volatilità sui tassi di cambio: il fatto che la Bce non aumenterà i tassi prima di settembre 2019 ha indebolito la moneta unica. Il rialzo dell’euro ha iniziato via via a scemare e ora perde lo 0,5% nei confronti del dollaro in area $1,1730. I prezzi dei Btp riducono le perdite con il rendimento dei Btp decennali che ora sale di 4 punti base al 2,84%. Il tasso dei Bund cede invece 2 punti base allo 0,47%. L’indice paneuropeo dell’azionario EuroStoxx 600 avanza con moderazione, dello 0,11% (+0,41 punt ) a quota 388,66. 

Daniele Chicca 14 Giugno 201814:15

Come ha sottolineato l’analista di ING Viraj Patel in un Tweet la Bce “dà con una mano (fine QE) e toglie con l’altra (forward guidance sui tassi)”. Martin Enlund, forex strategist di Nordea, scrive che le linee guida sul costo del denaro sono “leggermente più accomodanti del previsto”.

Daniele Chicca 14 Giugno 201814:32

Appena prima che Draghi prenda la parola i future sui principali indici della Borsa Usa scambiano in rialzo dello 0,2-0,3%, in linea con l’andamento delle Borse europee. I contratti sul petrolio Brent avanzano dello 0,12% a 76,83 dollari al barile. L’euro cede lo 0,56% a 1,1725 dollari, mentre i rendimenti a cinque dei Bund scendono di 4 punti base al -0,18%.

Daniele Chicca 14 Giugno 201815:51

L’azionario americano e il dollaro Usa vengono premiati dalla riunione della Bce giudicata più accomodante del previsto. Nell’appuntamento chiave probabilmente dell’intero anno, Mario Draghi e colleghi hanno fissato una forward guidance sui tassi, annunciando che non imporranno una stretta monetaria prima di settembre 2019. Questo ha penalizzato l’euro e favorito il dollaro, anche perché la Fed sta invece andando nella direzione esattamente opposta. Il mercato ha quindi ignorato la scelta di interrompere il Quantitative Easing a fine anno e di ridurne la gittata da 30 miliardi di euro di asset acquistati al mese a 15 miliardi.

Le politiche monetarie agli antipodi tra Stati Uniti ed Eurozona mettono sotto pressione l’euro e rafforzano il dollaro sul breve-medio termine. Wall Street è premiata anche dai dati macro migliori del previsto, con le vendite al dettaglio che sono cresciute molto più del previsto. Il Dow Jones guadagna lo 0,21% a quota 25.254,65, l’indice S&P 500 avanza dello 0,27% in area 2.783,21, mentre il Nasdaq fa segnare un rialzo dello 0,36% a 7.723,53 punti.

Daniele Chicca 14 Giugno 201816:19

“Non abbiamo assistito a un rischio contagio dall’Italia, così come non abbiamo visto alcun rischio di ridenominazione dell’euro”. E’ quanto ha detto il numero uno della Bce, Mario Draghi, nella conferenza stampa successiva all’annuncio sui tassi. La riunione della Bce si è tenuta a Riga, in Lettonia.

Draghi ha risposto a una domanda sulle turbolenze che hanno colpito i mercati nella grave crisi istituzionale che si è aperta in Italia, prima della formazione del governo M5S-Lega.

Daniele Chicca 14 Giugno 201817:11

Luca Noto, Senior Portfolio Manager per l’Obbligazionario di Anima parla di “Requiem al QE” anche se poi “la notizia più significativa” è arrivata dalla riunione del Board è rappresentata dalla decisione all’unanimità, che l’andamento dell’inflazione sta finalmente aprendo ad un possibile rialzo nell’arco del prossimo anno. Nello specifico dell’inflazione, secondo il gestore “la convergenza delle previsioni, la dispersione delle attese e la fiducia sulle stesse, se confermate dovrebbero condurre ad un rialzo dei tassi dopo l’estate del 2019”.

“Inoltre, sebbene Draghi abbia indicato in avanti il primo rialzo dei tassi, per la prima volta ha però segnalato un momento nel futuro in cui la Banca Centrale comincerà a normalizzarli. La reazione del mercato è stata molto positiva perché da un lato si scongiura un potenziale intervento nel breve periodo e per certi versi questo spazio di tempo amplifica lo scetticismo nella capacità della BCE di poter effettivamente alzare i tassi dopo circa 10 anni di politiche non convenzionali e 4 anni di tassi negativi. Qui viene in mente la Fed: lo stesso scetticismo c’era quando il Fed Chair Yellen annunciò il primo rialzo che il mercato definì come “one-and-done”. Da allora, e con quello di ieri sera, la Fed ha alzato i tassi di 0,25% per ben 7 volte”.

Daniele Chicca 14 Giugno 201817:42

Timothy Graf, responsabile macro strategy per l’area EMEA di State Street Global Markets, getta acqua sul fuoco dopo il meeting della Bce: “Nessun allarme e non troppe sorprese da parte della BCE, a parte una forward guidance abbastanza morbida sui tassi. Prima dell’incontro, i mercati si aspettavano che, ad un certo punto dell’anno, iniziasse il rallentamento del quantitative easing (QE) e ora abbiamo ricevuto conferma che terminerà a dicembre. Guardando al futuro, la BCE non ha un compito facile nell’impostare le politiche di medio-lungo termine. Le condizioni di crescita e inflazione sono molto migliorate, ma sono necessarie ulteriori evidenze per capire se il rallentamento del primo trimestre sia stato solo temporaneo – un giudizio molto difficile da formulare. Del resto, l’inflazione core è ancora lontana dal target della BCE, ovvero al di sotto, ma vicino al 2%”.

Daniele Chicca 14 Giugno 201817:42

Brendan Lardner, active fixed income portfolio manager di State Street Global Advisors, della medesima società ha così commentato: “Il messaggio che arriva dal meeting della BCE di oggi non è univoco. L’annuncio sull’intenzione di porre fine al programma di acquisto di asset entro la fine dell’anno è in linea con gli ultimi commenti della Banca Centrale. La BCE è chiaramente disposta a ignorare i recenti dati di crescita più debole proveniente dall’Eurozona, concentrandosi invece sulle prospettive per l’inflazione, che è migliorata, come indicato dalle revisioni al rialzo delle previsioni della BCE pubblicate oggi. Secondo la BCE, i parametri prestabiliti per porre fine al QE sono stati rispettati. Si potrebbe anche pensare che la BCE volesse terminare il suo programma di acquisto di asset il prima possibile, in modo tale che non si pensasse che un eventuale adeguamento dipendesse da motivazioni politiche. A fronte delle implicazioni in qualche modo aggressive legate al termine del programma di acquisto, la BCE ha cercato di contrastarle utilizzando commenti più accomodanti sui tassi da qui in avanti e sul reinvestimento dei bond in scadenza detenuti dalla stessa BCE. I tassi sono rimasti invariati e la BCE ha annunciato l’intenzione di lasciarli inalterati almeno fino all’estate del 2019. Questo potrebbe indicare che il primo aumento potrebbe avvenire a settembre 2019, quindi un po’ più tardi rispetto alle attese di mercato. La reazione iniziale del mercato si è tradotta nell’indebolimento dell’euro e in un calo dei rendimenti obbligazionari dei paesi core, in quanto il mercato sta riprezzando il nuovo percorso di politica monetaria”.

Daniele Chicca 14 Giugno 201817:45

Secondo Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte SIM, ancora una volta “Draghi è riuscito a sorprendere gli operatori e gli analisti non tanto per l’estensione del QE (il cui annuncio era possibile anche nella riunione di luglio) quanto piuttosto per la capacità di ottenere con voto unanime (quindi tedeschi e francesi inclusi) l’impegno a mantenere i tassi fermi almeno fino all’estate del 2019 o oltre se necessario.

“Inoltre la forte sottolineatura che lo strumento del QE rimane comunque un’arma disponibile anche dopo la sua ultimazione a dicembre, insieme alla sottolineatura che l’euro è irreversibile (aggiungendo, dopo una pausa, un emblematico….that’s it!) , sono elementi che tendono a rafforzare la fiducia e la percezione che Draghi c’è”.

La reazione dei mercati è stata quella di un marcato deprezzamento dell’euro, con recupero dei prezzi dei Bond governativi. Sul mercato azionario, il mantenimento de tasso sui depositi a -0,40/ almeno fino all’estate 2019 sta penalizzando il comparto bancario. Le parole di Draghi consentono di ricreare un clima più disteso dopo le recenti turbolenze.

Daniele Chicca 14 Giugno 201817:46

Nei prossimi giorni, secondo Cesarano, potrebbero arrivare ulteriori notizie che potrebbero rasserenare (almeno temporaneamente) il clima in area euro in vista di:
– 19 giugno: incontro Merkel/Macron nei pressi di Berlino per mettere a punto le prime linee guida di un progetto di riforma EU
– 28/29 giugno: consiglio europeo

In questo caso “potrebbe emergere un quadro più incline a ipotizzare maggiore impegno per il rilancio dell’area sotto ancora la copertura estesa della BCE”. Alla luce di queste considerazioni, ‘nelle prossime settimane lo spread potrebbe spingersi in area 180 punti base, con Btp decennale che potrebbe almeno tornare in area 2,50%”.

Daniele Chicca 14 Giugno 201817:50

Sul Forex alla chiusura dei mercati europei l’euro perde oltre una figura nei confronti del dollaro dopo l’annuncio della BCE impegnata a mantenere i tassi di interesse ai livelli attuali fino all’estate 2019. La sorpresa ha fatto crollare le possibilità di un primo rialzo dei tassi a luglio 2019. L’euro cede quasi l’1% contro il dollaro a quota 1,1681 rispetto a quota 1,18 a cui viaggiava prima dell’annuncio Bce.