Inflazione pagina 134
Grande attesa per gli annunci dell’istituto di Francoforte, giovedì 3 dicembre. Ma finora, nonostante il piano di Quantitative easing, l’inflazione in generale rimane sotto tono.
Il resto dell’area non dĂ segnali positivi: in particolare si teme per crescita francese. Intanto volano le attese sull’inflazione: è sempre l’effetto Draghi.
I segnali dell’economia globale non sono incoraggianti, ma la Fed sembra intenzionata a confermare la stretta monetaria. Per Morgan Stanley appena un altro shock può costare molto caro all’economia globale.
Rispondendo alle critiche sulla politica monetaria accomodante, il numero uno della Fed avverte: rialzo tassi vicino ma occhio alla stretta
Bundesbank ottimista, si oppone a nuove misure di allentamento. Calo petrolio favorirĂ economia e inflazione core all’1% continuerĂ a salire.
Per scongiurare la deflazione QE verrĂ esteso anche ai bond di comuni e regioni. I tassi sui Bund a due anni viaggiano ai minimi in territorio negativo.
I valori medi dell’area euro registrati dall’Eurostat sono ben lontani dagli obiettivi della Bce per cui il caro vita deve essere sotto il 2%
Euro spacciato. Scongiurato rischio fuga dai depositi, ma spingerebbe altre banche centrali testare territori inesplorati.
Prezzi al consumo +0,3% su base annua e secondo l’istituto federale di statistica tedesco. Variazione nulla per il dato su base mensile
L’inflazione nell’area euro, invece, è sicuramente piĂą bassa degli obiettivi prefissati dall’istituto centrale.