Federal Reserve pagina 45
Fari dei mercati puntati sulla Fed, che si riunirà domani. E mercoledi alzerà il velo sui tassi. Risultato scontato, si guarda al resto dell’anno.
È quanto emerge dal rapporto della Fed, elaborato ogni sei settimane, sulla base delle informazioni raccolte nei 12 distretti in cui opera.
Per Charles Evans, presidente della Federal Reserve di Chicago un rialzo dei tassi negli Stati Uniti è possibile se l’economia cresce come da attese. Se invece la performance economica risulterà più debole del previsto, un taglio del costo del denaro potrebbe essere necessario.Secondo Evans che è membro votante del Federal Open Market Committee, il braccio
Presidente Usa torna ad attaccare Powell e ne mina l’autorità con due nomine alla Fed. Secondo lui rialzi tassi hanno impedito al PIL di raggiungere il 4%.
Per l’esperto, la Fed è passata da una posizione troppo “troppo aggressiva” a una “troppo accomodante”, alimentando la volatilità delle Borse.
È quanto emerge dai verbali dell’ultima riunione della banca centrale americana.
Trump chiede taglio dei tassi e stop al Quantitative Tightening che a suo dire sta danneggiando l’economia. Dalla Fed di St. Louis contestano la sua tesi.
Il fund manager David Rosenberg fa notare che per affrontare le recessioni Usa, la Fed in passato potè contare su tassi di partenza ben più alti.
Gli asset manager di Columbia Threadneedle hanno adottato un approccio più attivo nella gestione delle call coperte e incrementato l’esposizione all’Asia.
Secondo il Wall Street Journal, il presidente Usa sarebbe tornato ad attaccare il governatore della banca centrale americana Jerome Powell.