Donald Trump pagina 61
L’Italia è il paese europeo che più di tutti deve temere l’ira del Cremlino considerando che siamo il secondo partner commerciale della Russia in Europa.
Ivan Glasenberg, amministratore delegato del gigante minerario Glencore, ha rassegnato le dimissioni dalla sua posizione di direttore nel board del colosso russo dell‘alluminio Rusal, in seguito alle sanzioni degli Stati Uniti nei confronti della società.Glencore, la più grande compagnia al mondo di materie prime, che ha una partecipazione nella società russa pari all’8,75 per cento, ha subito ieri
Crollano le principali società finite nel mirino di Washington dopo le sanzioni di venerdì. Rublo -8,5% in due sedute, rischia di chiudere ai minimi dal 2016.
La perquisizione è avvenuta nel corso di un’indagine in merito alle ingerenze della Russia nelle elezioni presidenziali Usa.
Il deficit federale statunitense è estinato a lievitare tornando sopra i mille miliardi di dollari a partire dal 2020. E’ quanto stima il Congressional Budget Office (Cbo), organismo congressuale indipendente, secondo cui i tagli alle tasse voluti da Donald Trump e l’aumento della spesa pubblica spigeranno per la prima volta dal 2012 il deficit il tetto psicologico
Un parere condiviso da Coeuré: “nessun vincitore da innalzamento barriere”
Washington è pronto a sferrare un nuovo colpo contro la russai. Secondo rumors pubblicati dalla stampa americana, oggi gli Stati Uniti imporranno nuove e piú severe sanzioni nei confronti di oligarchi russi vicini al presidente russo Vladimir Putin. Nessun riferimento è arrivato sui nomi.
Il presidente americano non fa nessun passo indietro. Anzi, annuncia altri dazi per $100 miliardi.
Pronta lista di 1.300 prodotti importati dalla Cina su cui imporre tariffe per $50 miliardi. Pechino punisce 106 prodotti Usa tra cui chimici, auto, soia e whisky.
Pechino ha introdotto i dazi su 128 prodotti made in Usa per un valore annuo complessivo pari a $3 miliardi. Dalla risposta di Trump dipende il futuro mondiale.