Brexit pagina 119
Mark Carney ha fatto chiarezza sulla sua carriera. Il governatore della Banca d’Inghilterra ha confermato che si dimetterà prima della fine di un mandato completo, ma che lo farà un anno dopo la fine del suo contratto, nel 2019 e non nel 2018. La notizia sul futuro di Carney ha aiutato la sterlina. Sotto gli
Escalation delle tensioni con il governo britannico dopo le critiche di Theresa May alla manovra di Quantitative Easing lanciata dalla banca centrale dopo la crisi del 2008.
L’Irlanda del Nord non potrà fermare né rallentare il processo che porterà all’addio dell’Unione Europea da parte del Regno Unito. La notizia ha avuto un impatto sul valutario, dove continua il momento difficile della sterlina, su cui pesa il rafforzamento contemporaneo del dollaro Usa e le ultime notizie sulla Brexit. La valuta britannica è in
L’ economia del Regno Unito continua a sfidare le previsioni più pessimistiche sull’effetto che la Brexit avrà sui suoi fondamentali, riportando una performance migliore delle stime, nel corso del terzo trimestre. Il Pil UK sale infatti al ritmo dello 0,5%, rispetto al +0,4% atteso dal consensus di Reuters, anche se in rallentamento rispetto all’espansione dello
Il vero parere del premier britannico espresso lo scorso maggio durante un incontro con i banchieri di Goldman Sachs.
Il nervosismo e l’incertezza incominciano a farsi sentire. L’impatto negativo della Brexit sui prezzi delle proprietà immobiliari di Londra peserà nelle attività commerciali a cominciare dall’ultimo trimestre dell’anno in corso e fino a tutto il 2017. L’anno prossimo il valore delle case dovrebbe scendere anche a causa dell’incertezza su come avverrà l’addio del Regno Unito
L’economia è frenata dalle “politiche della rabbia”, evidente in fenomeni socio politici come Brexit, l’ascesa di Trump in Usa e dei populismi in Europa.
A lanciare l’allarme sull’Observer, il capo della British Bankers’ Association (Bba) Anthony Browne
Ad auspicarlo, secondo alcune fonti, sarebbe lo stesso responsabile delle trattative. Nel suo staff non ci sarebbe nessun britannico. E lui sarebbe noto come “il flagello della City”.
Il Regno Unito diventerà un paese indipendente e libero, ma che vuole continuare a fari affari commerciali con i partner Ue. Lo ha detto la premier britannica Theresa May, intervenendo al summit europeo in corso a Bruxelles. “Saranno momenti difficili quando Londra abbandonerà l’Europa” unita, ha aggiunto May, ricordando allo stesso tempo che “possiamo costruire