Brexit, Irlanda del Nord non potrà bloccare nulla: sterlina perde ancora quota
L’Irlanda del Nord non potrà fermare né rallentare il processo che porterà all’addio dell’Unione Europea da parte del Regno Unito. La notizia ha avuto un impatto sul valutario, dove continua il momento difficile della sterlina, su cui pesa il rafforzamento contemporaneo del dollaro Usa e le ultime notizie sulla Brexit. La valuta britannica è in calo del -0,62% da inizio settimana e al momento scambia a 1,2144 dollari.
La Corte Suprema nordirlandese ha infatti respinto il ricorso che faceva appello alla legge nordilandese per chiedere che non bastasse la “prerogativa reale” (ossia un atto del governo centrale) per fare scattare l’articolo 50 dei Trattati di Lisbona. Invece, stando a quanto stabilito dai giudici, così sarà, e il premier Theresa May può bypassare l’Irlanda del Nord.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play